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  • giu 20

    Cuccioli dai paesi dell'est: un decalogo per evita

    ECCO IL DECALOGO: 1. Se decidi di prendere un animale, adotta un cane o un gatto ospite delle strutture comunali (canile e gattile). Lì troverai cani di razza ma anche meticci, gatti cuccioli e adulti, ma tutti sverminati, vaccinati e sterilizzati. Personale preparato ti consiglierà la razza e la taglia più adatta alle tue esigenze familiari e ti ragguaglierà sul carattere dell’animale che ti piace e sulle diverse necessità di sistemazione. Così facendo avrai, qualora decidessi per un cane, con il solo obbligo dell’iscrizione all’Anagrafe Canina Regionale, un amico pronto ad esserti fedele per tutta la vita. 2. Se proprio vuoi acquistare un cucciolo di razza, poni particolare attenzione alle truffe che avvengono su Internet. 3. Diffida degli annunci in rete che riportano solo nomi e numero di telefono cellulare (es. Mario 321. 789. 789. 789) e che danno la possibilità di ricevere il cucciolo in luoghi diversi da un’attività commerciale, tipo uscita di un casello autostradale. 4. Affidati ad allevatori seri, diffidando di coloro che ti promettono cuccioli di ogni razza a prezzi più bassi di quelli di mercato. Un allevamento serio può generalmente produrre cani di una o massimo due razze. 5. Se ricevi in regalo un cucciolo, portalo immediatamente per un controllo da un veterinario di fiducia e fallo visitare. Porta con te la documentazione (pet-passport e/o altri libretti sanitari eventualmente ricevuti insieme al cucciolo). Questa visita tutela la salute del tuo piccolo amico ma anche la tua e quella dei tuoi cari. 6. Se hai dubbi sulla provenienza o se il tuo cucciolo sta male o rischia di morire, chiama immediatamente il 1515 del Corpo forestale dello Stato per essere informato del posto più vicino dove presentare denuncia. Se puoi, porta con te le ricevute di acquisto ed anche eventuali referti rilasciati dal Medico veterinario sullo stato di salute del cucciolo e delle eventuali cure somministrate. Se malauguratamente il cucciolo dovesse morire, fatti refertare il decesso e portalo al momento della denuncia. 7. Al momento dell’acquisto assicurati che ti vengano rilasciati tutti i documenti del cucciolo e richiedi la provenienza dell’animale. Se ti viene dichiarato che il cucciolo proviene dall’estero, pretendi che ti venga rilasciato il documento di importazione (pet-passport, pedigree, ecc). Nel caso il cane sia nato in Italia, fatti rilasciare un’attestazione di provenienza e un libretto sanitario. 8. Nel caso tu prenda un cane, puoi portarlo anche alla tua ASL di zona, dove veterinari esperti e preparati si prenderanno cura di lui visitandolo adeguatamente e assicurando l’iscrizione all’Anagrafe canina. 9. Assicurati che il tuo piccolo amico sia iscritto all’Anagrafe Canina Regionale: è un obbligo di legge che, oltre a farti evitare una sanzione amministrativa in caso di mancata iscrizione, ti dà una tranquillità in più in caso di fuga o smarrimento del cucciolo. Grazie al microchip, infatti, in caso di ritrovamento il cagnolino sarà facilmente identificabile e ti potrà essere restituito in poco tempo. 10. Se purtroppo perdessi il tuo piccolo amico, provvedi subito a segnalarlo alla ASL e, se vuoi, anche al Corpo forestale dello Stato.


  • giu 20

    parson jack russell terrier standard f.c.i. n° 33

    ORIGINE: Gran Bretagna UTILIZZO: terrier di utilià tenace e rustico, specialmente qualificato per il lavoro sotto terra CLASSIFICAZIONE FCI Gruppo 3 : terriers Sezione 1: terriers di media e grande taglia Con prova di lavoro CENNI STORICI: il promotore di questa razza, John (Jack) Russell, nacque nel 1795 a Darthmouth, Devon. Divenuto pastore, servì durante la maggior parte della sua vita la parrocchia di Swymbridge, Devon. Cavaliere emerito e grande cacciatore, si dedicò appassionatamente all'allevamento e alla selezione dei terriers. Nel 1873 fu uno dei fondatori del Kennel Club. Si spense nel 1883 all'età di 87 anni. Fu durante i suoi studi a Oxford che acquistò il suo primo terrier, una femmina bianca a pelo duro con macchie sulla testa il cui aspetto corrispondeva già in modo apprezzabile allo standard attuale. Jack Russell procedette a numerosi incroci con svariate altre razze di terriers da utilità, dal manto monocolore o macchiettato. Lo scopo ricercato era sempre quello di migliorare l'attitudine alla caccia; la ricerca di una razza dotata di un aspetto esterno omogeneo rimaneva un aspetto secondario. Conformemente a questa tradizione, incroci con altre razze di terriers sono stati effettuati fino ai tempi moderni. Si tentò anche di incrociare la razza Jack Russell con altre razze canine, ma con scarsi risultati. Dopo la fine della seconda guerra mondiale questa razza godette di una crescente popolarità sul continente soprattutto a seguito di cavalieri e cacciatori. ASPETTO GENERALE: adatto al lavoro, attivo, agile, costruito per la velocità e la resistenza. PROPORZIONI IMPORTANTI: ben proporzionato. La linea del dorso, dal garrese alla radice della coda, ha una lunghezza uguale all'altezza garrese (cane più lungo che alto). La distanza del tartufo dallo stop è leggermente inferiore a quella dallo stop all'occipite. COMPORTAMENTO/CARATTERE: essenzialmente un terrier da lavoro, che le sue attitudini e la sua conformazione destinano allo stanamento e all'accompagnamento dei segugi. Ardito e gentile. TESTA REGIONE CRANIALE Cranio: piatto, di larghezza media, si restringe progressivamente verso gli occhi. Stop: Poco marcato. REGIONE FACCIALE Tartufo: nero Mascelle/denti: mascelle potenti e molto muscolose. Articolazione a forbice. Occhi: a forma di mandorla, piuttosto infossati fra le orbite, di colore scuro, con espressioni piena di vivacità. Orecchie: piccole, a forma di 'V', cadenti in avanti e aderenti alla testa. La piega non deve superare la sommità del cranio. COLLO: pur rimanendo fra le linee, è muscoloso, di buon lunghezza e si allarga progressivamente verso le spalle. CORPO Dorso: solido e dritto Regione lombare: leggermente arcuata CODA: forte, dritta, attaccata alta. È d'uso tagliarla ad una lunghezza proporzionata a quella del corpo pur lasciandone a sufficienza per offrire una buona presa alla mano. ARTI ARTI ANTERIORI Gli anteriori sono forti e devono essere bene in appiombo, con articolazioni non girate né all'interno né all'esterno. Spalle: lunghe e oblique, molto inclinate all'indietro, molto sciolte al garrese. Gomiti: bene al corpo, ma liberi di muoversi senza interferenze con le costole. ARTI POSTERIORI Forti, muscolosi, con grassella ben angolata. I garretti, corti e paralleli, danno molta spinta. PIEDI: dite serrate, i cuscinetti resistenti. Non girati né all'interno né all'esterno. ANDATURE: sciolte, vivaci e ben coordinate. Falcate ampie. PELLE: deve essere spessa e lassa MANTO Pelo: naturalmente arruffato, serrato e denso, sia liscio che duro. Colore: completamente bianco o bianco con macchie focate, limone o nere, di preferenza limitate alla testa o alla radice della coda. TAGLIA Altezza al garrese Maschi: ideale 35 cm Femmine: ideale 33 effetti cm Attualmente non è ammessa una taglia inferiore a 26 cm, sia per i maschi che per le femmine. I cani di taglia diversa da quella ideale non verranno penalizzati su questa base e sono ammessi all'allevamento senza restrizioni. DIFETTI Ogni scarto da quanto sopra deve essere considerato un difetto da penalizzare in funzione della sua gravità N.b. I maschi devono avere i testicoli di aspetto normale completamente discesi nello scroto.


  • giu 20

    jack russell terrier standard f.c.i. n° 345/08.06

    ORIGINE: Gran Bretagna SVILUPPO:Australia UTILIZZO: terrier di utilià tenace e rustico, specialmente qualificato per il lavoro sotto terra CLASSIFICAZIONE FCI Gruppo 3 : terriers Sezione 1: terriers di piccola taglia Con prova di lavoro CENNI STORICI Il Jack Russell Terrier ha la sua origine nell'Inghilterra del 1800 grazie agli sforzi del reverendo John (" Jack ") Russell. Questi sviluppò un tipo di Fox-terrier per rispondere alle sue necessità, ossia un cane capace di correre con il Foxhound e di andare sotto terra per stanare le volpi o altri animali che venivano cacciati. Si sono sviluppate due varietà con standard fondamentalmente simili a parte piccole differenze soprattutto di taglia e proporzioni. Il più grande, di costituzione più squadrata, è conosciuto sotto il nome di Parson Russell Terrier, ed il più corto sulle zampe, leggermente più lungo nelle sue proporzioni, porta il nome di Jack Russell Terrier. ASPETTO GENERALE Terrier da lavoro robusto, attivo, agile, con molta personalità, dal corpo elastico di lunghezza media. La vivacità della sua azione è pari all'ardore della sua espressione. La caudotomia è facoltativa. Il pelo può essere liscio, ruvido o " a filo di ferro ". PROPORZIONI IMPORTANTI Corpo nel suo insieme più lungo che alto.L'altezza del petto dal garrese allo sterno deve essere uguale alla lunghezza dell'arto anteriore dal gomito al suolo.La circonferenza del torace, misurata dietro ai gomiti, deve essere compresa fra i 40 e i 43 cm. COMPORTAMENTO/CARATTERE: Terrier vivo, sveglio e attivo dall'espressione ardente ed intelligente. Ardito e senza paura, amichevole ma con una tranquilla sicurezza. TESTA REGIONE CRANIALE Cranio: deve essere piatto, di larghezza moderata; si assottiglia gradualmente verso gli occhi e fino al musello largo, ben definito ma non troppo pronunciato REGIONE FACCIALE Tartufo: nero Musello: la lunghezza dallo stop al tartufo deve essere leggermente inferiore a quella del cranio, dallo stop all'occipite. Labbra: ben aderenti e pigmentate di nero. Mascelle/denti: : mascelle molto forti, alte, larghe e potenti. Denti forti. Articolazione a forbice. Occhi: piccoli, di colore scuro, dall'espressione piena di vivacità. Gli occhi non devono assolutamente essere prominenti e le palpebre devono essere ben aderenti al globo oculare. Bordo delle palpebre pigmentato di nero. A forma di mandorla. Orecchie: a bottone o cadenti, di buona tessitura, molto mobili. COLLO Forte e puro nelle sue linee, così da portare la testa con facilità. CORPO Iscrivibile in un rettangolo Dorso: La distanza dal garrese alla radice della coda è leggermente superiore all'altezza al garrese (dal garrese al suolo). Regione lombare: deve essere corta, solida e molto muscolosa. Petto: alto più che largo, ben staccato dal suolo, così che lo sterno è a metà distanza tra il garrese ed il suolo. Costole: devono essere ben cinturate partire della colonna vertebrale; si devono appiattire sui lati così che due mani possono circondarle dietro ai gomiti. Il perimetro va da 40 a 43 cm. La punta dello sterno è nettamente più avanti della punta della spalla. CODA Può cadere quando il cane è a riposo. In azione, deve essere drizzata. Quando viene accorciata l'estremità deve essere all'altezza delle orecchie. ARTI ARTI ANTERIORI Spalle: molto inclinate all'indietro e non troppo cariche di muscoli.. Braccio: lungo e angolato con la scapola così che i gomiti siano collocati sotto il corpo. Gomiti: bene al corpo, ma liberi di muoversi senza interferenze con le costole. Anteriori dal gomito alle dita: ossatura dritta sia in vista frontale che laterale. ARTI POSTERIORI Forti e muscolosi; equilibrio delle forme come quello della spalla. Grassella: ben angolata. Garretti: bassi. Metatarsi: paralleli quando visti da dietro con cane di stazionamento libero. PIEDI Rotondi, duri, dotati di buone cuscinetti, non grandi, non girati né all'interno né all'esterno; dita moderatamente arcuate. ANDATURE/MOVIMENTI Franchi, sciolti, elastici. MANTO Pelo: può essere liscio, ruvido o " filo di ferro ". Deve essere resistente alle intemperie. È proibito modificare il pelo (depilazione) per dargli l'aspetto liscio o " filo di ferro ". Colore: il bianco deve essere predominante, con macchie nere o focate. Le macchie focate devono andare dal fulvo più chiaro al fulvo più intenso (color castagna). TAGLIA e PESI Taglia ideale: da 25 cm (10 pollici) a 30 cm (12 pollici). Peso: corrispondente ad 1 kg per 5 cm di altezza al garrese, ossia che un soggetto di 25 cm garrese dovrebbe pesare circa 5 kg ed uno di 30 dovrebbe pesare circa 6 kg. DIFETTI Ogni scarto da quanto sopra deve essere considerato un difetto da penalizzare in funzione della sua gravità. Dovranno essere particolarmente penalizzati: Mancanza di tipo Terrier. Mancanza di armonia, ossia eccesso di un punto qualsiasi dello standard. Andatura molle o difettosa. Dentatura difettosa. N.B. I maschi devono avere i testicoli di aspetto normale completamente discesi nello scroto.


  • giu 20

    Allevatori e animali di razza: quale futuro?

    Senza un lavoro Lui, il cane di razza, non rimane solo disoccupato. Senza un lavoro Lui, il cane di razza, non ha più ragione di esistere. Non può esistere il cane di razza senza colui che lo alleva e non esiste allevatore senza il cane di razza. Questo legame alla base di tutto è quello che coloro che portano l'ideologia d'odio contro l'allevamento vogliono farci dimenticare, quasi come se il Labrador, il pastore tedesco, il terranova o i maltesi si trovassero nell'orto insieme alle carotine della dieta vegana. I terranova, cani bagnini, i Labrador cani per ciechi, i pastori tedeschi, cani dai mille lavori socialmente utili, le razze da caccia, esistono perché esistono allevatori che dedicano loro la vita. Quello fra cane di razza e allevatore è un legame indissolubile e base perché possano esistere quei cani così sbandierati anche dagli animalisti, nelle loro campagne sulla pet teraphy, il soccorso, ecc,. Proprio loro, gli animalisti, che così spesso "amano" il Labrador ma odiano l'allevatore, che amano la trendy pet theraphy ma odiano chi lavora coi cani, lottano, più o meno consapevolmente, per l'estinzione di chi alleva e quindi dei tanto elogiati cani di razza. Le loro leggi, le loro proposte, i loro regolamenti, mascherati spesso dietro il "benessere animale" , sembrano più tesi ad eliminare la possibilità di allevare che all'obiettivo di tutela del cane. Come puoi odiare l'allevare ed elogiare il Labrador, il terranova, il pastore tedesco impegnato nelle attività sociali!? La contraddizione è palese. Non avremmo questi magnifici cani se qualcuno non li allevasse.--------------------Cosa ne pensate di queste affermazioni??


  • mar 7

    Il metodo etopsicocinologico ( giovanni padrone )

    Mi risulta molto difficile a parole esprimere le sensazioni che può dare riuscire ad essere mentalmente molto vicino ad un cane. Si tratta di una serie di pulsioni che si possono ricevere quando si ha un animo appagato, soddisfatto, ma non si tratta solo di questo. C’è anche qualcosa che riguarda la sfera emozionale di chi ha fatto una scoperta o ha ricevuto qualcosa che da tempo si aspettava ma mai arrivava. Magari il tutto può essere incluso in una sola parola, senza aver paura di ridurne il suo vero significato: FINALMENTE. Sì, perché con i miei cani, ma anche con quelli dei miei clienti, si è creata quella giusta armonia, quel feeling che crea la situazione giusta per un rapporto altamente edificante. Da cosa deduco questo? Dalle situazioni di ogni giorno. Ora, ad esempio, ho sospeso per 15 minuti la stesura di questo libro per portare giù i cani ad espletare i propri bisogni corporali. Li ho portati nel grande giardino condominiale e non mi si sono allontanati più di 10 metri. Dopo aver preso un po’ d’aria (visti i 30 e passa gradi in casa) siamo tornati su. E’ bastato un ANDIAMO A CASA detto in tutta tranquillità e tono di voce quasi soffiato e tutti ci siamo diretti verso il nostro appartamento come un unico branco. Prima di salire le scale di casa mi sono fermato un attimo per togliere collare e guinzaglio ad Opalino; Taniusha, Gosha e Mozart si sono fermati ad aspettare senza che io dicessi niente, senza che nemmeno li guardassi. Quando ho fatto il primo passo si sono mossi tutti in simbiosi con me. Mi hanno aspettato alla fine della seconda rampa (forse non si è capito ma io sono un bradipo) e poi sempre insieme siamo andati tutti verso la porta. Se la situazione con i miei cani è questa lo devo senz’altro al mio metodo d’approccio. Devo aver seminato davvero bene. Dunque, in cosa consiste questo mio metodo? Intanto armarsi di tanta pazienza e soprattutto una calma ascetica. Quando ho iniziato ad addestrare Taniusha, spesso mi arrabbiavo quando le cose non andavano come volevo e naturalmente lei si rifiutava di continuare anche piuttosto offesa, quasi volesse farmi capire che non me la dovevo prendere con lei se io non ero in grado di spiegare cosa cercavo. In effetti, abbassando i miei livelli di aggressività da primate isterico urlante e dandomi la calma che tuttora possiedo le cose sono letteralmente cambiate. Ora sono loro, i miei cani, soprattutto Taniusha e Gosha che mi danno lo sprone per lavorare divertendosi anche quando io preso dall’afa non ho l’energia per continuare. Tutti, dalla più addestrata (Taniusha) alla meno addestrata ed inserita da poco nel nostro nucleo (Teodora) si muovono insieme a me come se fossimo un unico organismo. A volte basta uno sguardo, a volte non serve nemmeno quello, come se loro riuscissero a leggermi nel pensiero (ma probabilmente hanno memorizzato particolari mimici del mio corpo quando siamo in certe situazioni). Sicuramente non è solo la mia calma che permette questo, ci sono altri fattori che sono intervenuti in modo da rendere questa nostra convivenza una situazione perfetta. Ha influito molto lo studio dell’etologia, della psicologia canina ed il successivo uso delle varie tecniche comportamentali su quei cani che, al contrario dei miei, presentano forti problemi di gestione e patologie del comportamento; questo mi ha consentito di esplorare la mente dei cani da un punto di vista mai immaginato. Lo studio del loro linguaggio gestuale, i segnali calmanti/pacificanti, la loro struttura sociale, le relazioni di interscambio all’interno di essa. Il mio modo di muovermi sicuro e continuo, il porre la mia voce ad un tono molto basso (i cani non sono sordi, anzi hanno un apparato uditivo molto più sviluppato del nostro e perciò non c’è bisogno di gridare ciò che si chiede), il rendermi interessante spesso con esercizi e giochi nuovi, il saper sfruttare a scopo comunicativo quei sensi particolarmente sviluppati nei nostri amici a quattro zampe: olfatto, udito e vista. Soprattutto il non imporgli assolutamente nulla, ma chiedere la loro collaborazione; non ho mai voluto obbligarli nemmeno alle competizioni sportive per cani (e tantomeno alle esposizioni). Ciò che mi interessa di più è il loro benessere fisico e psichico, la loro felicità e non alimentare il mio spirito egocentrico, come ho visto e vedo fare spesso. Poveri cani, sfruttati, anziché capiti. Per quanto riguarda il lavoro con gli altri cani, oltre a tutto questo insieme di comportamenti, che sicuramente servono a rilassare, ho aggiunto un particolare fondamentale: la casa dove essi abitano. E’ un controsenso non utilizzare questo fattore. E’ lì che effettivamente ci si rende conto dei comportamenti anomali del cane ed è in quell’ambiente che vi è una maggiore percentuale di probabilità di rendere le terapie comportamentali un successo. Chi porta il cane al campo ha due sole possibilità: o il cane impara a controllare le sue pulsioni eccessive solo in quel luogo e con l’addestratore (e quindi a questo punto a cosa servono i proprietari?) o il cane non impara assolutamente nulla perché posto in un luogo a lui sconosciuto e perciò “ostile”. In entrambi i casi si tratta di un insuccesso. Fra l’altro molti campi sfruttano questi fattori a fini commerciali (“Se tu hai sempre bisogno di me, verrai sempre da me e perciò io guadagnerò di più”). Certo neanche io lavoro gratis, ma utilizzando l’abitazione come luogo in cui svolgere le varie terapie comportamentali ottengo due fondamentali obiettivi: lavorare in collaborazione con cane e proprietario ed insegnare ad entrambi una corretta gestione dei rapporti sociali. Per dare una definizione più giusta, si potrebbe dire che il metodo da me studiato ed elaborato per le interazioni fra cani ed umani è etopsicocinologico, poiché si occupa della gestione dei rapporti di comunicazione e delle relazioni sociali fra le due specie (cioè canis lupus familiaris e homo sapiens sapiens) nel pieno rispetto dell’etologia e della psiche canina. I suoi principi possono essere utilizzati per la normale vita quotidiana, per la correzione di comportamenti scorretti sia da parte del proprietario che da parte del cane e per il recupero e la rieducazione dei cani sofferenti di patologie del comportamento. I principi, dunque, sono quelli elaborati dall’etologia e dalla psicologia canina. Questi principi hanno una legge che è la base fondamentale del metodo, legge che io ho chiamato REGOLA DELLE QUATTRO “C”: CONOSCENZA, COMUNICAZIONE, COMPRENSIONE, COLLABORAZIONE. Infatti, attraverso la conoscenza dell’etologia e della psiche del cane si riesce ad instaurare un rapporto di comunicazione che consente fra le due specie (noi ed i cani) maggiore comprensione e per tale motivo il cane vi darà la sua più assoluta collaborazione. Nessun segreto, dunque, ma solo questa piccola regola. In appoggio alla parte comportamentale, composta da tutte le tecniche possibili atte ad instaurare una buona e quanto più chiara relazione comunicativa, vi è anche quella riguardante l’addestramento che deve essere sempre improntato nel massimo rispetto dell’identità del cane. Per quanto mi riguarda io uso il metodo classico ed il clicker training, utilizzando a volte una tecnica mista fra i due. Tuttavia, possono essere utilizzati tutti quei metodi di addestramento che agiscono secondo le stesse regole. E’ quindi escluso qualsiasi metodo coercitivo. Perciò, se veramente volete bene al vostro cane, seguendo i principi del METODO ETOPSICOCINOLOGICO, cercate innanzitutto di rendergli la vita tranquilla, sviluppate insieme a lui le sue doti e capacità, non costringetelo mai a fare ciò che non vuole, ad esempio, se ha paura a salire in auto fategli capire che non c’è nulla di pericoloso, se teme l’asciugacapelli perché rumoroso, rendeteglielo piacevole Non forzate mai le scelte del vostro cane: a questo modo rischiereste di aumentare le sue ansie e di allontanarlo da voi. Seguite le indicazioni ed i consigli che questo libro può darvi e vedrete il vostro cane trasformarsi da insicuro o poco socievole a felice di vivere accanto a voi.


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