ALLEVAMENTO PROFESSIONALE JACOPONE DA TODI

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DESCRIZIONE

... da sempre Cani da pastore ... Il Prof. Franco Simoni (titolare dell’Allevamento Professionale “Jacopone da Todi”) Medico Veterinario, Professore di Zootecnia nonchè autore di numerose pubblicazioni e libri di cinofilia ( da ultimo ha curato la Sezione sul pma nel libro “I Pastori Italiani” De Vecchi Editore), con figli e nipoti, amici e pastori quali collaboratori, cura e analizza da sempre ogni dettaglio morfo-caratteriale e sanitario dei Suoi cani da pastore Maremmani Abruzzesi e dei Monti del Caucaso nella propria Azienda Agro Pastorale posta lungo i tracciati degli antichi tratturi dove i cani da Pastore Maremmano Abruzzese erano e sono impiegati nelle attività pastorali dalle terre d'Abruzzo fino alle pianure Maremmane... Proprio in questa terra dove il cane da Pastore Maremmano Abruzzese ha vissuto e vive tuttora il proprio armonico sviluppo filogenetico il Prof. Simoni si dedica con la passione di sempre a selezionare tale razza con i risultati di plurimi campioni nazionali e internazionali.

ALLEVAMENTO PROFESSIONALE JACOPONE DA TODI ALLEVA

CUCCIOLATE

data della cucciolata: 07 Gennaio 2018

prezzo: trattiva riservata

scheda della razza: Pastore del Caucaso

data della cucciolata: 07 Gennaio 2018

prezzo: trattiva riservata

scheda della razza: Pastore Maremmano-Abruzzese

NEWS ALLEVAMENTO

News allevamento ALLEVAMENTO PROFESSIONALE JACOPONE DA TODI
17 Giugno 2016

Il profilo sanitario del Maremmano Abruzzese è inscindibilmente legato alla sua origine e sviluppo, anche funzionale, per cui sia consentito un cenno di zootecnia, forse un po’ inevitabilmente noioso ma doveroso.

Quando un gruppo di individui appartiene alla stessa specie e presenta un certo numero di caratteri tipici comuni a livello anatomico, fisiologico e morfologico, trasmissibili alla discendenza, questo gruppo costituisce una Razza.

Per la sua formazione, in quanto popolazione mendeliana fatta di genotipi o meglio di geni, occorrono tempi lunghissimi, senz’altro decenni.

L’ambiente in cui essa si forma e si realizza prende il nome di culla o patria, mentre la sua denominazione deriva , generalmente, dal nome di questo ambiente territoriale geografico.

Con questi criteri hanno avuto nome tutte le razze di interesse zootecnico, così per il Pastore Maremmano Abruzzese nel 1958 venne adottato questo criterio dall’ENCI considerando evidentemente le Maremme (dal latino “maritimae cioè affacciate sul mare) e l’Abruzzo i territori in cui la razza era comparsa, formata, evoluta.

In questi territori nostrani il Maremmano Abruzzese inizia a vivere e trascorrere i momenti più significativi del suo sviluppo filogenetico, assumendo sempre più i caratteri morfologici, funzionali e le sembianze molto vicine a quelle attuali e tutta l’eccezionale resistenza agli agenti patogeni naturalmente presenti nel territorio, quale collettore degli stessi.

I due versanti: l’adriatico ed il tirrenico offrirono perciò spazio vitale al nostro cane da pastore nei mesi terribili dell’inverno, attraverso un lento migrare di greggi e armenti, creando gli anelli di quella interminabile catena che si denominò “transumanza”, che gli Etruschi prima e i Romani poi, svilupparono, utilizzandola, dopo averli riconosciuta legislativamente con privilegio di transito e pascolo attraverso le codificazioni di Teodosio (400) e Giustiniano (480) chiamandole “calles publicae”.

Il tempo fa il suo corso lentamente, la storia lo ricorda: dall’Impero Romano, alle invasioni barbariche, dalla dominazione bizantina alla longobarda, dai Franchi al Feudalesimo, il Maremmano Abruzzese ha mantenuto inalterati i suoi caratteri perché possiede una sua tipica robusta costituzione, che altre razze non possiedono, formata su caratteri fisici, psichici e dalla ferrea salute, saldamente fissati attraverso i secoli, consolidati da una severa selezione naturale ripetutamente verificatasi attraverso una costante vita difficile e disagiata e perché i tenaci e veri amatori della razza, i pastori appenninici, non hanno ceduto al destino avverso ma hanno perseverato nella fiducia in se stessi ed in tutto ciò a loro vicino, non ultimo i nostri cani da pastore.

Nel corso degli anni e con il progressivo cambiamento delle condizioni sociali, alcune razze nate come razze di utilità sono via via diventate razze più “versatili” come il cane da Pastore Maremmano Abruzzese che ha parzialmente mutato la sua primordiale attitudine al lavoro con quella di cane da guardia o addirittura da compagnia.

Tra tutte le razze da pastore è quella che raggruppa nella più alta misura e nel migliore equilibrio tutte quelle caratteristiche e quelle doti che vengono richieste per un servizio diverso da quello per cui è stato selezionato.

Obbedienza, docilità e aggressività, bellezza, vigore e resistenza fisica, coraggio, intelligenza, ma soprattutto estrema fedeltà, sono solo alcune delle caratteristiche che in un incredibile equilibrio costituiscono l’essenza di questa magnifica razza.

Non teme le intemperie, il freddo e le temperature rigide. E’ abituato a vivere all’aria aperta ed il pelo folto, dotato di un ricco sottopelo, contribuiscono a proteggere il cane anche se è consigliabile sempre un ricovero protetto e riparato. Il mantenimento di un bel mantello folto e compatto è garantito da una semplice spazzolatura che deve essere effettuata soprattutto nel periodo della “muta”, cioè in quel momento (circa due volte l’anno in autunno e primavera) in cui perde il sottopelo lanoso e lascia il posto a quello in crescita.

In considerazione della sua naturale resistenza non richiede particolari cure a parte i periodici controlli antiparassitari e vaccinali da eseguire annualmente; è proprio grazie a questa tenacia che non è raro infatti trovare cani di oltre 10 anni di età.

Ciononostante ci sono alcune patologie che possono interessare la razza: la displasia dell’anca e del gomito (specie se non professionalmente selezionata) e la cosiddetta torsione dello stomaco, tutte legate a una predisposizione di razza legata alla taglia grande.

La displasia dell’anca è una patologia scheletrica caratterizzata da un anomalo sviluppo dell’articolazione coxo-femorale cioè un incongruenza ossea associata ad una lassità legamentosa mentre la displasia del gomito è una patologia scheletrica che colpisce il gomito dovuta ad una incongruenza articolare. Entrambe le patologie provocano zoppie di vario grado.

Sottoporre i cani che si intende utilizzare in produzione ad accertamenti radiografici ed assicurare il giusto movimento nel cucciolo in crescita evitando movimenti e salti bruschi per quanto riguarda la displasia dell’anca e del gomito e la somministrazione di una razione alimentare non troppo ricca ma equilibrata (il Maremmano Abruzzese non ha grosse pretese alimentari), sono mezzi efficaci per tenere sotto controllo queste patologie e garantire la nascita di cuccioli sani.

La dilatazione gastrica è una patologia che colpisce prevalentemente cani di taglia grande dovuta ad un abnorme aumento di volume dell’apparato gastroenterico del cane causato dalla presenza soprattutto di gas, che, in concomitanza di uno spazio stretto come l’addome, tende a ruotare su stesso e chiudersi. Tale accadimento rappresenta un’emergenza medico veterinaria perché si chiudono, a mezzo giro (180°) o a giro completo (360°), anche importanti vasi sanguigni, a volte la milza. Questo è dovuto principalmente all’ingestione veloce e con eccesso di voracità di pasti abbondanti, magari facilmente fermentescibili, accompagnata da una notevole distanza gli uni dagli altri assieme a molta acqua subito dopo il pasto. L’intensa attività fisica subito dopo il pasto ne è un’aggravante.

I sintomi più evidenti sono: conati di vomito con fuoriuscita di un liquido schiumoso biancastro ed eccessiva salivazione accompagnata da una difficoltà nella respirazione con conseguente aumento della frequenza cardiaca assieme ad una malessere generale. Per salvezza del nostro amico risulta vitale che il proprietario, o meglio qualsiasi persona, che scorgesse simili sintomi chiami con tempismo il medico veterinario in quanto le possibilità di sopravvivenza sono inversamente proporzionali al tempo che passa.

 

                                                                                                                                  Franco Simoni

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