Quando un cane elemosina il cibo a tavola

Quando un cane elemosina il cibo a tavola
31 Marzo 2009

E’ questo uno dei motivi più frequenti di lamentela da parte delle persone che vivono con un cane in casa. Anzi, precisiamo meglio, si lamentano molte delle persone che hanno adottato un cane e lo tengo vicino a loro durante l’arco della giornata. Perché quelli che l’hanno “buttato” in giardino non hanno questo problema. Mi si perdoni lo sfogo, ma vedo troppi cani “facenti funzione” di sistema d’allarme o sistema di difesa e io non credo che si dovrebbe adottare un cane per “buttarlo” a far paura ai passanti. Torniamo al cane che durante il desinare dei suoi compagni umani si appropinqua al desco con lo sguardo implorante e talvolta osa un approccio fisicamente tangibile appoggiando il capino alla coscia del compagno umano ( beninteso è una questione di centimetri l’arrivarci o meno). I consigli sul cosa fare si sprecano e noi cercheremo di affrontare l’argomento dall’angolo visuale del vostro amico più o meno peloso. Naturalmente in questo caso prendiamo in esame il caso di un soggetto(lupo) debitamente alimentato. Personalmente non conosco persone che abbiano avuto le capacità che occorrono per non “allungare” qualcosa al loro amico mentre mangiavano, ammesso che sia la cosa più corretta da fare. Il cane “impara” che voi vi nutrite quando siete seduti a tavola (almeno nella maggioranza dei casi), l’olfatto del quadrupede è più fine del nostro e quindi lo stesso “impara” gli odori e alcuni di questi gli solleticano l’appetito e la gola (si noti che non si tratta di fame ma di gola al pari degli umani). Se il vostro amico vi pianta addosso gli occhi “imploranti” non è detto che voi dobbiate “vederli” quegli occhi, nella Pillola sulla”vista laterale” ci sono alcuni suggerimenti sull’uso del vostro sguardo, ha “imparato” da voi che con quello sguardo “si cucca”. Alcuni di loro, non ottenendo risultati apprezzabili con lo “sguardo da Cocker” abbozzano un’avances fisica, arrivando talvolta all’abbaio. Io non sono d’accordo con quelli che sostengono “mai dare l’allunghino al cane”, Vicky si “becca” sempre qualcosa,”nei tempi e nella misura decisi da me” in base a cosa c’è in tavola e sempre quando ho finito la pietanza. La parola d’ordine è “pochissimo” e seguendo le regole della Pillola “prima a me e poi a te”. Occupandomi di alimentazione dei cani “purtroppo” mi sono reso conto di quanto fanno male a noi umani molte delle cose che noi stessi giudichiamo “deliziose”, primi fra tutti i dolci e la carne cotta ( il di lei grasso), al pari fanno molto male anche ai nostri amici a quattro zampe e percentualmente di più se si considera la diversità di massa corporea. Riassumendo, a parer mio va bene l’allunghino : a) Se fate attenzione a decidere quando b) Se fate attenzione a decidere quanto c) Se fate attenzione a decidere cosa d) Se vi ricordate, poi, di togliere la quantità equivalente dal prossimo pasto. Il cane che vive accanto a voi può donarvi la sua stessa vita, regalategli un po’ di attenzione. Se poi siete di quelli che “non si sgarra” è sufficiente girare verso il vostro amico uno sguardo diretto ed una espressione facciale che significhino “embeh!”, lui capirà!

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