Il comportamento materno del cane (3/3)

Il comportamento materno del cane (3/3)
Autore:
Orazio Costa
29 Giugno 2011

[...] In ambito comportamento materno è importante analizzare anche l’allattamento e lo svezzamento dei cuccioli. I cuccioli si muovono alla ricerca del capezzolo trascinandosi e girando la testa, alternativamente, da un lato e da un altro. Ciò avviene perché non sono ancora in grado di camminare e di sollevarsi da terra, ma solamente di strisciare. Se nel loro vagare incontrano un oggetto freddo, cambiano direzione. Invece, se incontrano il corpo della madre, strofinano il muso nel pelo alla ricerca di un rifugio. In seguito, basandosi sull’olfatto, localizzeranno la mammella della madre e vi si attaccheranno. All’inizio avranno qualche difficoltà ad attaccarvisi e anche nella localizzazione dei capezzoli. In seguito, nei primi 2-3 giorni di vita, questa capacità di localizzare i capezzoli da parte dei cuccioli migliora notevolmente. Alcune razze, come il Pastore Scozzese, rispetto ad altre, come il Cocker Spaniel, presentano maggiori difficoltà nel raggiungere il capezzolo. Ciò è da imputare alla loro differente strutturazione anatomica ed in particolare alla diversa altezza del proprio torace (più alto nel Pastore Scozzese) che non agevola lo strisciare del cucciolo verso la madre. Una volta che il cucciolo ha localizzato il capezzolo, solleva di scatto la testa, spinge con gli arti anteriori sulla mammella e sistema gli arti posteriori per sostenersi. Questo processo non è scevro di competizioni sociali, per il posizionamento, con gli altri membri della cucciolata. Tutto questo si traduce in lamenti e zuffe tra i cuccioli. Per quanto riguarda l’accesso ai capezzoli, i cani, a differenza dei gatti, non sembrano avere un ordine di suzione definito, tuttavia la ghiandola mammaria inguinale è la preferita ed è quella alla quale si avvicina un solo soggetto. Alla fase dell’allattamento, con il passare del tempo, si sovrappone la fase dello svezzamento. Vi è da dire che durante i primissimi giorni, la cagna trascorre la maggior parte del tempo con i propri cuccioli e le cure parentali, che raggiungono un picco alla fine della prima settimana, tendono poi a decrescere con il trascorrere dei giorni. Se la cucciolata non viene disturbata, viene svezzata gradualmente dalla madre e il suo processo di svezzamento termina in circa 55-60 giorni. Alcune madri possono rigurgitare il cibo per i propri cuccioli durante lo svezzamento, a circa 4-6 settimane. In questo imitano il comportamento tenuto dai cani selvatici, comportamento volto a mantenere un adeguato stato nutrizionale nel cucciolo durante la delicata fase di transizione da una dieta a base di latte ad una a base di carne. In questo delicato periodo la forza di masticazione e la capacità digestiva potrebbero non essere sufficientemente sviluppate per permettere ai cagnolini di sopravvivere con una dieta a base di carne non predigerita. Persino i maschi, se appartenenti allo stesso gruppo sociale, possono rigurgitare cibo ai cuccioli. Si è detto che questo comportamento accomuna cane domestico e canidi selvatici, lupo in particolare.

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