“Non è giusto”: anche i cani soffrono le disparità di trattamento

“Non è giusto”: anche i cani soffrono le disparità di trattamento
Autore:
Cani.com
12 Giugno 2017

Sembrava qualcosa derivato dalla millenaria coabitazione con gli uomini, invece, stando a uno studio condotto dalla University of Veterinary Medicine di Vienna, il senso di giustizia era già presente nei nostri amici a quattro zampe ben prima di essere addomesticati. Anche loro, quindi, proprio come i lupi, soffrirebbero molto nel caso si sentissero fatto un torto. E il loro disappunto può essere manifestato in diversi modi: abbaiando, assumendo uno sguardo che sembra dire “non è giusto” e perfino arrivando a reazioni violente.

“Non è giusto”: anche i cani soffrono le disparità di trattamento

Per giungere a tal conclusioni, gli studiosi hanno dapprima addestrato un gruppo di cani e uno di lupi - tutti allevati presso il Wolf science center che si trova in Australia - a premere un pulsante in cambio di una ricompensa rappresentata da cibo. Successivamente, come si apprende da un articolo pubblicato su repubblica.it, due esemplari di ogni specie sono stati posti in gabbie adiacenti e, quindi, premiati diversamente: in alcuni casi, infatti, la gratificazione risultava più succulenta per uno solo dei due, spingendo il secondo a sentire un forte senso di frustrazione e a smettere di collaborare. Si è osservato, quindi, che in questi ultimi casi il senso di ingiustizia provato è molto forte in entrambe le specie, soprattutto nei lupi.

Dall’esperimento condotto dagli studiosi viennesi è, anche, emerso che lo status sociale gioca un ruolo non indifferente nel metabolizzare il torto subito. In particolare - si continua a leggere nell’articolo - durante il test esemplari di cani e di lupi che occupavano un rango elevato si sarebbero dimostrati più velocemente intolleranti all’ingiustizia, se il partner aveva una posizione inferiore nella scala gerarchica. Morale: chi possiede più di un cane meglio che riservi a tutti un trattamento il più possibile equilibrato, se non vuole innescare una qualche competizione tra loro. 

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