È davvero sempre colpa dell’educatore?

È davvero sempre colpa dell’educatore?
25 Giugno 2014

A volte accade che proprietari scontenti degli scarsi risultati ottenuti frequentando corsi di educazione cinofila spesso riempiano di critiche negative gli educatori che, secondo loro, non sono riusciti a dare indicazioni utili per risolvere i problemi che lamentavano. Per esperienza ho imparato che non sempre queste critiche rispondono al vero. Non sempre è "tutta colpa dell'educatore incompetente".

Certo, come in tutte le professioni, anche nella nostra esistono i "bravi" e i "meno bravi" e "gli incompetenti, tuttavia credo che, il più delle volte, dietro a questi insuccessi non ci sia un'incapacità tecnica reale del professionista, bensì un gap comunicativo tra soggetti posti su linee d'onda di diverso livello. Al di là dei vari motivi che spingono il proprietario a intraprendere un percorso educativo col proprio cane, sono molteplici le cause per cui un lavoro può rivelarsi infruttuoso.

La prima su tutte, secondo me, è l'incapacità soggettiva (emotiva, culturale, intellettuale, psicologica, e di stile di vita) del proprietario di poter seguire fedelmente approcci educativi che, in quel caso, sono per lui incomprensibili, non condivisibili o troppo al di fuori della sua "concezione del cane".

Se si commette l'errore di non tener conto della soggettività intera del proprietario che ci interpella, si rischia (così come lo si rischia non tenendo conto della soggettività del cane) di ridurre di molto le probabilità di riuscita del percorso educativo. Ogni proprietario, (così come ogni cane) è diverso da un altro e così come esistono diverse soggettività in un binomio, ogni metodo non è uguale d un altro e può essere pienamente accettato e condiviso da una persona, così come può risultare sgradito a un’altra.

Sebbene nei limiti comuni del pieno rispetto del cane, esistono differenze, anche sostanziali, tra un metodo e un altro tali da poter piacere (consapevolmente o inconsapevolmente) a un certo tipo di proprietario e non a un altro.

Chiaramente, se a un proprietario viene proposto un tipo di approccio, senza tenere conto delle sue inclinazioni, molto probabilmente avremo una parte del binomio (quella fondamentale) che non applicherà "alla lettera" ciò che gli viene detto, ma "interpreterà" l'insegnamento secondo la sua concezione del cane, la sua concezione della vita e la sua concezione del mondo, vanificando così l'intero progetto educativo e il lavoro del professionista!

Ecco perché per la buona riuscita di un progetto è necessario che un buon educatore non conosca un solo metodo, non conosca solo un approccio educativo, bensì conosca "I METODI" e "GLI APPROCCI" e non si fossilizzi ad adottare caparbiamente sempre lo stesso metodo, ma applichi ciò che in quell'ambito, con quel cane, con quel proprietario porterà il maggior beneficio a entrambi, attingendo di volta in volta da tutti i modelli che conosce! Così come fanno i "Cinofili delle Terre di Mezzo".

Un'altra delle cause che possono portare all'insuccesso di un lavoro sono le "bugie" che il proprietario racconta all'educatore... Capita molto spesso che il proprietario non racconti "tutto" quello che l'educatore dovrebbe sapere e spesso mente alle domande che gli vengono poste. Sono sempre bugie dette in buona fede, spesso per incapacità critica oggettiva o per incapacità di osservazione del proprio cane o per imbarazzo o paura di essere giudicato male o, nei soggetti ansiosi, per minimizzare il problema così da darsi consolazione, ma sempre di bugie si tratta! Queste bugie sono un ostacolo, perché costringono l'educatore a un super lavoro mentale, perché, rendendosi conto che qualcosa non quadra, deve immaginare su cosa il proprietario sta mentendo. A volte il proprietario mente anche sui "compiti a casa" per coprire la sua svogliatezza, la sua incapacità, la sua pigrizia. Per fortuna che il cane parla... quindi, attraverso lui, l'educatore esperto traduce in verità la bugia o le bugie che il proprietario sta tentando di vendere come verità e spesso poi l'asino casca...

Prima di credere alle critiche negative mosse a questo o quel professionista occorre, quindi, informarsi bene di come siano andati realmente i fatti per non fare torto a nessuno. E siccome una rondine non fa primavera, una sola critica non fa un cattivo educatore...

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