News allevamento

2013-06-26 15:53

Il cane non è abituato al guinzaglio ne tanto meno all’uso di collari o pettorine e bisogna introdurlo all’utilizzo di questi strumenti  in maniera graduale, da prima facendo si che li conosca e non ne abbia timore, da poi nell’insegnargli ad usarli al meglio, ma attenzione ancora prima dobbiamo imparare noi ad utilizzare guinzagli nella maniera giusta e a comprendere il cane nelle sue fasi della passeggia.

L’utilizzo di pettorine è vivamente suggerito da ogni buon educatore cinofilo e non per caso, all’uso del collare (soprattutto se parliamo di collari a strozzo o similari) che oltre ad agire su una zona sensibile del nostro amico posso creare enormi problemi al zona cervicale del cane ed influisce sulla comunicazione dei cani.

Per introdurre il guinzaglio nella vita quotidiano, come per tutte le cose meglio incominciare a esercitarsi in casa a familiarizzare con gli strumenti, facendo indossare pettorina a “suon di bocconcini” e senza forzare il cane, poi facendo sempre nella stessa maniera, muovere qualche passo con il guinzaglio (come detto queste operazioni non devono essere fatte tutte assieme pretendendo di mettere agiatamente il tutto e far correre il cane sorridente da subito per tutta la casa . . pazienza ci vuole).

Per fare qualche passetto si può mettere una ricompensa nella ciotola allontanandola di qualche metro in modo che il nostro amico possa raggiungerla camminando insieme a te al guinzaglio, aumentando sempre più la distanza.

Oppure tenendo una ricompensa in mano vicino al cucciolo e camminare tenendo il guinzaglio per incoraggiarlo a camminare utilizzandola come esca, ma premiarlo solo quando cammina nel modo richiesto e soprattutto non tirarlo, attiralo!

 Purtroppo la maggior parte dei proprietari si rivolge agli addestratori perché i propri cani tirano al guinzaglio.

Per insegnare al proprio cane a non tirare al guinzaglio ci vuole molta pazienza e dedizione quotidiana.

Qualcuno pensa che il cane debba obbedire prontamente e ricorre al collare a strozzo pungolando in continuazione il cane finchè non esegue il comportamento desiderato, il dolore e la paura sono invece un forte stress e viene meno la capacità di apprendimento.

Non si può ignorare l’istinto naturale del nostro amico che lo porta a rispondere attivamente ai suoi diversi stimoli sensoriali: odori, colori, sapori che una normale passeggiata gli può offrire.

Per cui bisogna trasmettergli delle corrette modalità:

deve comprendere che per ottenere ciò che vuole deve prestare attenzione ai nostri segnali.

Se ad esempio alla vista del guinzaglio si agita dobbiamo ignorarlo, aspettare che si calmi prima di uscire di casa.

Durante la passeggiata cambiamo spesso i percorsi gli consentiamo di fare maggiori esperienze.

Una volta arrivati al parco prima di avvicinarci all’area cani, aspettiamo che si calmi, chiediamogli di rimanere seduto, una volta calmato possiamo liberarlo.

Col tempo chiediamogli questi comportamenti sempre più vicino ai suoi amici e agli altri stimoli che lo attirano, in questo modo poniamo le basi  per uno sviluppo di un carattere più calmo, riflessivo e soprattutto lo stiamo educando a considerarci il suo punto di riferimento.

In questo modo la gestione al guinzaglio sarà molto facilitata !!!!!!!!!!!

2013-04-09 14:59
Durante i primi giorni nella nuova casa i cuccioli vivono una fase di ambientamento; staccati dalla mamma, dalla compagnia dei fratellini e arrivati in un nuovo mondo fatto di persone invece che di cani, di tanti nuovi rumori, il nostro amico si sentirà un po’ spaesato (chi più chi meno) e dovrà avere la possibilità di conoscerlo con calma e tranquillità, senza inutili stress.

Durante questi primi giorni è bene evitare inutili complicazioni dovute alla solitudine al nostro piccolo amico e fare in modo invece che il cane vi prenda come riferimento, che comincia a sviluppare fiducia in voi.

Passata questa prima fase e appurata un po’ di sicurezza nel vostro cucciolo si può gradatamente incominciare a insegnargli a stare da solo.

Iniziamo con l’assentarci dalla stanza in cui il cane si trova per qualche minuto, lasciando sempre a disposizione del cane qualche “giocattolo” come ossa, palline con cui eventualmente interegire (o sempre trovato una buona compagnia lasciare la televisione o una radio accesa durante l’assenza)

Al rientro siate tranquilli, non eccitate il cane per primi con innumerevoli feste, osservate piuttosto se tutto è a posto se ha fatto il bravo e in caso sia comportato bene ricompensatelo (un bel BRAVO!” è sempre apprezzato e un ghiotto bocconcino ottimo all’apprendimento).

Allo stesso modo, non date troppa attenzione a eventuali tentativi di festa sfrenati del cane per richiamare la vostra attenzione, al contrario cercate di calmarlo, chiamatelo a voi, solo nel momento in cui si tranquillizza lodatelo e accarezzandolo con dolcezza.

Una cosa importante, sin dai primi tentativi è di non tornare dal cucciolo o peggio correre a prenderlo in braccio in concomitanza con eventuali lamenti, per questo è necessario avere pazienza, lavorare per gradi, prima lascitelo qualche minuto da solo in una stanza, poi magari una decina di minuti uscendo dalla porta di casa, aumentando via, via le tempistiche sino a che riuscirete a lasciarlo qualche ora da solo al giorno.

Fonte bibbliografica: Rivista “I nostri Cani – marzo 2011”
2013-01-25 15:14
Quando portiamo a casa il nostro cucciolo abbiamo bisogno di imparare tutto su di lui, soprattutto quello che riguarda la sua salute.

I primi mesi di vita sono molto delicati perciò è importante affrontarli nel migliore dei modi, dopo i primi due mesi di vita, durante i quali è protetto dalle malattie infettive dal latte materno, bisogna subentrare con un adeguato piano vaccinale.

Le principali malattie per cui viene effettuata una profilassi preventiva sono:

CIMURRO: è una malattia che può essere contratta ad ogni età dal contatto con animali malati o dove sono presenti materiali infetti (urina, feci, saliva, ecc.). E’ particolarmente pericoloso nei cuccioli e l’unico rimedio per evitare il contagio è la vaccinazione che deve essere fatta intono ai due mesi con un richiamo dopo 20 giorni e ripetuta ogni anno.

EPATITE INFETTIVA: la fonte di infezione principale è l’urina. Anche in questo caso l’unica soluzione è la vaccinazione con un vaccino chiamato trivalente che va fatta intorno ai due mesi con un richiamo dopo 20 giorni e ripetuta ogni anno.

PARVOVIROSI: è un virus che colpisce i cani non vaccinati e si moltiplica molte rapidamente nell’intestino. E’ importante la prevenzione vaccinale che si somministra insieme a quello del cimurro intorno ai due mesi con richiamo dopo 20 giorni e ripetuta annualmente.

LEPTOSPIROSI: si trasmette da malato a malato o indirettamente tramite acqua o alimenti contaminati. Questa malattia è molto pericolosa per la vita dei cuccioli ma può essere trasmessa anche all’uomo. Questa vaccinazione si attua con richiamo annuale ma nei cani particolarmente esposti, tipo i cani cacciatori, anche ogni 6 mesi.

RABBIA: è un pericolo di nuovo attuale pericolosa e trasmissibile anche all’uomo, ultimamente ritornata nel Friuli e nel Veneto.
E’ una vaccinazione che in Italia è obbligatoria se si presentano dei casi, quando si deve andare in Sardegna o nelle isole dove la malattia è assente, se si deve espatriare o partecipare a mostre.

Il veterinario potrà consigliare le vaccinazioni di base più adatte al tuo cane, secondo l’età e secondo ai diversi stili di vita (in appartamento, all’aperto, partecipazione a mostre o soggiorni in pensioni, ecc.)

Ricordatevi, se dovete portare il vostro cane all’estero di chiedere informazioni riguardo il Passaporto Sanitario, la vaccinazione antirabbica ed eventuali vaccinazioni obbligatorie

E’ buona abitudine un controllo annuale dal veterinario per tenere sempre sotto controllo lo stato di salute del tuo cane.
2012-12-22 13:28
Nate il 10, 15 e il 21 Dicembre bellissime cucicolate di Bassotto Tedesco a Pelo Corto, sia Nani che Kaninchen, Maschietti e Femminucce di colore NERO FOCATO, FULVO e CHOCOLATE.

Per info siamo sempre a vostra disposizione . . . Saluti a tutti!
2012-02-11 14:32
Da: DIRITTO AL CUORE DEL TUO CANE” di Angelo Vaira . . . . Un libro da leggere per cominciare a comprendere il cane e vederlo da un punto di vista completamente diverso


LA LEGGE DELL’EFFETTO e l’Arte del rinforzo positivo

Agli inizi del Novecento uno scienziato di nome Edward Lee Thorndike si dedicò a studiare il comportamento degli animali e, dopo diverse ricerche, enunciò la legge dell’effetto, secondo la quale “i comportamenti che producono ricompense tendono ad aumentare di frequenza”.

Se quando ti siedi ti dico “ok” e ti do 50 euro, è altamente probabile che ti siederai sempre più spesso. Accade lo stesso con i cani, solo che a loro non piace il denaro.
Questo è un punto molto importante, perché ci permette di capire cos’è il rinforzo e come un comportamento deve essere rinforzato.
Il rinforzo è qualsiasi cosa che, associata ad un comportamento mentre si sta verificando lo intensifica e ne incrementa la frequenza di comparsa.
Perché il rinforzo sia davvero tale è necessario usare qualcosa che al cane piaccia.


IL RINFORZO NEGATIVO

Il rinforzo negativo aumenta le probabilità che un comportamento si ripeta mediante la sospensione di qualcosa di spiacevole.
In sostanza negativo sta per “togliere” e positivo per “presentare”: questi termini si usano in snso matematico e non come “bello” e “brutto”.
Mentre finora con il rinforzo positivo presentavamo al cane qualcosa di piacevole (stimolo appetitivo), in questo caso usiamo un elemento che non gli piace (stimolo avversativo).
Chi usa metodi coercitivi potrebbe per esempio tirare il guinzaglio verso l’alto impiccando il cane, finchè lui non flette gli arti posteriori abbassando il sedere e ricevendo in quel momento il rinforzo negativo: l’addestratore sospende l’impiccagione.
In futuro alla parola “seduto” il cane si siederà per evitare la brutta esperienza.


PUNIZIONI GENTILI

Se il rinforzo aumenta le probabilità che il comportamento si ripeta, la punizione le diminuisce.
Se il cane ti salta addosso puoi punirlo gentilmente, in modo da ridurre le probabilità che lo faccia di nuovo.
Ma quando una punizione è gentile? Quando togli qualcosa che gli piace (stimolo appetitivi).
Il cane salta addosso per leccarci la faccia, invitarci a giocare o farci le feste. Se quando lo fa gli concediamo queste ricompense, rinforzeremo il comportamento, mentre se gliele togliamo sarà una punizione, ma gentile. 
Togliere qualcosa di piacevole è una punizione negativa. Se vuoi davvero ottenere risultati sii costante.
Appena il cane da segno di voler saltare, tu preparati a scansarti e far andare le zampe a vuoto. Appoggiare le zampe infatti è già di per se gratificante e spesso il semplice fatto di guardare da un’altra parte, di girarsi di schiena o di rimanere in silenzio non è sufficiente se il cane continua a tenere le sue zampe addosso a noi.
Invece potremo premiarlo appena avrà tutte e quattro le zampe a terra.
Quando ciò che piace al cane è tolto con coerenza, sistematicamente il comportamento diminuisce in frequenza fino a scomparire: va in estinzione.
Se il tuo cane ti guarda sbavando mentre mangi, non è salutare per lui: il suo stomaco produce succhi gastrici e gli verrà un’ulcera prima o poi. Meglio che dorma mentre tu mangi e che si riposi invece di stressarsi.
So bene che i bocconcini lanciati dalla tavola hanno il merito di rafforzare il legame tra noi e il cane, ma in tal caso possiamo dargli un bocconcino alla fine del pasto, purchè stia sdraiato a riposare e non vicino a noi a sbavare nel momento in cui ci alziamo per darglielo.


PUNIZIONI NON GENTILI

Se associamo ad un comportamento uno stimolo avversativo, come un calcio o una sgridata, avremo una punizione positiva.
Lo so qui il termine “positiva” fa a botte con il gesto, che per il cane è tutt’altro che piacevole, ma ripeto il termine positivo e quello negativo vanno intesi in senso matematico: positivo = presento lo stimolo, negativo = lo tolgo.
Uno degli obiettivi di questo libro è presentarti gli stimoli appetitivi come i più efficaci e sconsigliarti le punizioni positive ed i rinforzi negativi.
Fare queste distinzioni, come sa che è appassionato di training, permette di lavorare in modo molto elegante e assolutamente gentile per il cane.
Cosa può accadere nella mente di un cane quando capisce che in ogni sessione, di qualsiasi esercizio si tratti, il peggio che può accadergli se sbaglia è non ottenere il premio? Si focalizza sulle mosse da fare per ottenerlo. La sua mente è libera dalla paura e le funzioni cognitivo coinvolte nel processo saranno pienamente attivate.
Il bello è che allo stesso tempo ti rispetterà, perché sei tu a controllare i rinforzi.