CHERATOCONGIUNTIVITE SECCA

CHERATOCONGIUNTIVITE SECCA
26 Maggio 2020

La cheratocongiuntivite secca è una patologia oculare legata alla diminuzione della componente acquea del film lacrimale che esita in una disidratazione della superficie sia della cornea che della congiuntiva.

Generalmente ha inizio con una congiuntivite che si manifesta con scolo mucoso o mucopurulento cui segue una sofferenza della cornea che inizialmente manifesta perdita di trasparenza e limpidezza arrivando a lesioni più marcate come erosioni ed ulcere. A volte questa patologia può avere come causa predisponente la razza: nei cani brachicefali a causa della maggiore procidenza delle superfici oculari vi è una esposizione più "diretta" ad eventuali insulti o all'aria, così come in soggetti che abbiano problemi anatomici palpebrali che non permettano una corretta chiusura delle stesse. Si tratta di una affezione molto grave e dolorosa che se non trattata con tempestività e farmaci idonei può anche portare alla cecità. Dal punto di vista diagnostico ad una prima visita clinica devono seguire dei test specifici.

CHERATOCONGIUNTIVITE SECCA

Il primo da eseguire è lo SCHIRMER TEST che effettua la misurazione delle lacrime con una striscetta di carta bibula: va letto dopo un minuto ed i valori normali oscillano tra i 20,0 +- 3,0 mm/minuto. Il secondo test è il TEST della FLUORESCINA che consiste sempre in una striscetta imbibita di detto colorante che viene posta sotto la palpebra superiore per circa un minuto permettendo alla colorazione di aderire alla cornea. In ambiente buio avvalendosi di una lampada a luce violetta si vedrà il colorante addensarsi sulle aree esposte a lesioni corneali. La terapia medica deve basarsi sul trattamento del dolore, delle lesioni corneali e della congiuntivite accessoria. Il trattamento del dolore viene effettuato utilizzando per qualche giorno colliri a base di atropina che rilassando il muscolo costrittore della pupilla aumenta la resistenza alla luce. Utilissimo l'uso di lubrificanti oculari che aumentano la viscosità e permangono per lungo tempo sulla superfice dell'occhio. Il tutto associato ad una terapia antibiotica locale. A volte risulta imperativo il ricorso a farmaci antiinfiammatori ed immunomodulatori come la Ciclosporina-A ed il Tacronimus che sono utilizzati in pazienti umani per la prevenzione del rigetto in seguito a trapianti d'organo. In ultimo anche l'utilizzo di siero autologo ottenuto dopo centrifugazione di sangue permette un miglioramento della superficie corneale.

Qualora la terapia medica si dimostrasse insufficiente o inefficace si passa a quella chirurgica: il trattamento di elezione per la produzione di lacrime consiste nella trasposizione del dotto di Stenone che partendo dalla ghiandola salivare Parotide viene spostato a livello del fornice laterale dell'occhio. Per quanto invece concerne le ulcere corneali si può effettuare una scarificazione delle superfici sottoposte ad insulto cui segue applicazione di flap congiuntivali a lembo o totali.

 

 

 

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