Venire o non venire, è questo il problema!

Qualche giorno fa un proprietario si lamentava del proprio cane in questi termini: “Ecco non lo posso lasciare al parco perché non torna, lo chiamo e non viene…non deve fare così, deve venire”. Prendo queste parole come spunto per questo articolo, considerando che molte persone lamentano lo stesso problema.

Il fatto di non allontanarsi da noi e di tornare quando chiamato farà si che il nostro cane potrà godere della libertà di correre, odorare liberamente, incontrare altri suoi simili nel verde di un parco. Un cane che potrà vivere queste esperienze, potrà essere più sereno di un altro che invece, dovrà essere sempre tenuto al guinzaglio. Ѐ sicuramente fondamentale che il cane possa imparare a gestire assieme a noi questa libertà. Ma come?

In molti libri o su diversi siti Internet è facile reperire notizie su come far tornare il cane. Nella migliore delle ipotesi vi consiglieranno di utilizzare i bocconcini ogni volta che chiamate il cane e lui torna da voi, nella peggiore di mettere un lungo guinzaglio e strattonare il cane ogni volta che fa “orecchie da mercante”. Il primo consiglio può essere utile, ma non considera la complessità di un cane, il secondo è brutale e mette le basi per avere un cane che se torna lo fa per paura o se decide di non tornare lo farà perché questi metodi da trogloditi proprio non funzionano con il vostro cane intelligente!

Riprendendo la lamentela del proprietario: “Ecco non lo posso lasciare al parco perché non torna, lo chiamo e non viene…non deve fare così, deve venire”, le parole che stonano maggiormente sono “…non deve fare così, deve venire”. Finché, infatti, pensiamo al cane come a un animale che deve fare cose per noi, perché deve punto e basta, non ne capiremmo mai la natura. Se non ne capiamo la natura, non ci sarà la chiave per la comprensione e per il rapporto.

Invece di pensare “il cane deve venire”, quindi potremmo pensare “vorrei che il mio cane venisse”. Poi dovremmo riflettere sul fatto che un cane che si allontana troppo e non torna se chiamato non è un pazzo, ma sta manifestando quello che ha imparato nella quotidianità del rapporto con voi. Se voi non ci siete mai, lo ignorate troppo, non vi divertite con lui o non vi conoscete, come potete pensare che un cane abbia piacere a farsi una passeggiata con voi?

Il cane è un animale estremamente sociale, abituato per sua natura a vivere in gruppo e a cooperare. Non è possibile che non torni, che non abbia piacere a stare con voi che dovreste rappresentare il suo gruppo. Siete voi proprietari che dovete imparare a parlare la lingua del cane! Potete di certo sottolineare con un bocconcino che venire da voi quando chiamato è buono, ma venire da voi e stare con voi dovrà essere bello e gratificante e non per il cibo!

Utilizzate il vostro corpo, la vostra gioia di stare con lui. Iniziate a giocare a nascondino, se lui va a destra voi andate a sinistra, venirvi a cercare sarà per il vostro cane divertente. Mettetevi in condizioni di dare segnali chiari: non lo chiamate in continuazione, non lo chiamate se sta odorando a terra o se sta conversando con uno dei suoi simili. Cercate di cambiare parco (perché i cani si annoiano!) e magari di fare delle gite fuori porta, sono esperienze da condividere. Soprattutto non fatevi fagocitare dall’ansia o dalla paura che il vostro cane scappi via.

Se volete delle sicurezze fatevi aiutare da un buon educatore, ma non mollate: non farà bene né a voi né al vostro cane. Più parlerete la stessa lingua, più vi occuperete in modo semplice ma coerente del vostro cane e più vedrete i frutti del rapporto che state creando.

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