La frustrazione non sempre è sfavorevole

La frustrazione non sempre è sfavorevole
12 Agosto 2011

Spesso osserviamo nei nostri cani comportamenti squilibrati, tipo abbai eccessivi, reazioni aggressive, iper- attività, la ricerca delle ombre, rincorrere uccelli, farfalle, i gatti, auto etcc.

Questi comuni comportamenti spesso fastidiosi, scaturiscono da situazioni che stimolano una forte motivazione nel cane, quali ad esempio rincorrere una preda, eccesso di territorialità o la volontà di socializzare, tutti quei casi che lo spingono a una risposta comportamentale che forse lo gratificherà.

Si parla di frustrazione, più la motivazione è alta ed interessante più cresce la volontà ed il desiderio di soddisfare quel bisogno. Tuttavia si verifica uno stato di disequilibrio psicologico “Stress” che evoca nel cane una serie di azioni controllate se tale stimolo,(visivo, uditivo, olfattivo), viene gestito dall’uomo per modellarne il comportamento, oppure si susseguono reazioni incontrollate se la motivazione è legata ad uno stimolo inaspettato o imprevedibile. Soddisfare la frustrazione appaga il cane, lo rende più forte e più fiducioso delle sue azioni e tale rituale porterà ad un evoluzione del comportamento di fronte  a tali circostanze. L’azione del cane rappresenta la risposta allo “stimolo-motivazionale”, ciò che accadrà successivamente al verificarsi di situazioni analoghe e in base all’esperienze precedenti, permetterà al cane di eseguire lo stesso comportamento qualora abbia generato una soddisfazione. Al contrario se l’azione compiuta non ha dato un esito positivo, in lui si manifesterà una situazione di stress passivo, che richiede una alternativa alla risposta allo stimolo; quindi la motivazione sarà generata da uno stimolo evidente, ma l’incertezza della risposta, condizionata anche dall’uomo, alzerà il livello di frustrazione.

Le reazioni alla frustrazione provocano una reazione di maggior tenacia verso l’ostacolo che gli impedisce la gratificazione, manifestando comportamenti alternativi, abbaio, rabbia, comportamenti stereotipati.

L’abbaio in questa circostanza, mostra evidentemente uno stato di eccitazione legato o alla vostra reazione negativa impulsiva o all’ incertezza del cane dovuta a fattori a voi sconosciuti. Sicuramente più sgridate il cane per farlo smettere e più aumenta la soglia di stress e la volta successiva abbaierà di più.

Una reazione di rabbia e quindi aggressiva, può essere rivolta verso chiunque cerca di intercedere fisicamente in quella circostanza, a volte può rivalersi anche su un suo simile che gli si trova accanto. Il cervello del cane in quei casi non è in condizione di decifrare immediatamente ciò che volete comunicargli, se la soglia di stress è alta maggiore sarà la risposta all’aggressività anche se in genere si limita a bloccare con il muso la mano o l’oggetto che tenta di ostacolarlo.

I comportamenti ossessivi stereotipati  che manifesta un cucciolo di  6 e 8 mesi, derivano sicuramente da una mancanza di attivazione mentale e quindi mancanza di stimoli che conducono ad una gratificazione. Il cane che manifesta agitazione, nervosismo dinanzi a delle ombre di un orologio da polso ad esempio, mostra un evidente frustrazione nel catturare l’oggetto perché, l’ombra stimola la curiosità del cucciolo e lui la rincorre per afferrarla. Purtroppo resta una delle brutte esperienze che mortificano il cane  perché ne esce sempre sconfitto. Se a questa “umiliazione” aggiungiamo lo ”Stress” che gli trasmettiamo, per quello che noi risulta un’ atteggiamento da cane poco intelligente, ecco che la frustrazione aumenta e quella semplice curiosità può trasformarsi nel tempo in un grave problema psicologico.

Infine una considerazione da fare sull’importanza della frustrazione. Da molti istruttori viene considerata come stimolante dell'intelligenza, infatti attiva il comportamento per cui può essere utilizzata per l'apprendimento, limitandone però i tempi e gli usi. Inoltre, molto spesso l'impossibilità di risposta immediata ad uno stimolo, rappresenta la motivazione a ricercare nuove soluzioni.

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