Sindrome da ipersensibilità-iperattività

La sindrome da ipersensibilità-iperattività (IS- IA) è un disturbo dello sviluppo comportamentale del cane, inizia durante i primi mesi di vita e le conseguenze si prolungano nel tempo. Si ha una disfunzione del filtro sensoriale (ipersensibilità) e un deficit del controllo motorio (iperattività).

Il filtro sensoriale del cucciolo si attiva - sotto l’influsso degli stimoli sensoriali presenti nell’ambiente - nel corso delle prime cinque/sette settimane dello sviluppo: questa attivazione permette al cucciolo di selezionare in modo corretto gli stimoli e di adattare le proprie risposte. Un ambiente povero di stimoli non consente l’attivazione di un filtro sensoriale efficace: l’ animale reagisce a tutto senza capacità di discriminazione. In questo frangente, anche, un deficit del controllo motorio ha un ruolo determinante, impedendo all’animale di esplorare l’ambiente in modo corretto.

Con la propria azione educativa, la madre insegna al cucciolo a controllare l’intensità del morso e l’attività motoria. Il problema sorge in assenza di un adulto educatore, in grado di insegnare al cucciolo a mettere in atto ciò e di fargli attivare di conseguenza i meccanismi inibitori. Questo avviene, ad esempio, in caso di separazione precoce dalla madre prima delle cinque settimane di età, oppure quando i cuccioli vengono sistemati in recinti con altri cuccioli senza adulti, alla presenza di una madre troppo permissiva e tollerante o in una cucciolata numerosa, oppure quando con queste condizioni vengono acquistati troppo precocemente e il proprietario non punisce il cane quando mordicchia.

Il cucciolo, di conseguenza, non è in grado di attivare una sequenza di arresto: il confronto con cani coetanei che hanno avuto un corretto sviluppo, permette di constatare un allungamento della fase consumatoria, che sboccia spesso in una nuova fase appetitiva, come se non ci fosse segnale d’arresto alla fine dell’azione consumatoria.

I sintomi che si riscontrano sono i seguenti. Attività motoria esasperata: non sta mai fermo, corre, salta addosso alle persone e alle cose, le attività non hanno struttura; soglia di reattività molto bassa: reagisce a qualsiasi rumore, a qualunque gesto anche se abitudinari e di entità moderata; incapacità di fermarsi: è sempre attivo, potrebbe giocare tutto il giorno, l’attività di esplorazione non è organizzata, non completa mai un’azione iniziata; mordicchiamenti: non avendo il controllo del morso, i mordicchamenti - anche durante il gioco - sono dolorosi e possono causare ferite e lacerare i vestiti. Nonostante le difficoltà dei proprietari, questi cani vengono descritti come affettuosi soprattutto quando sono piccoli; aggressioni: nei cuccioli solitamente sono assenti ma possono comparire in seguito. L’assenza di controllo da parte dell’animale rende queste aggressioni molto pericolose. Se il cane è trattenuto, sono abbastanza frequenti le aggressioni da irritazione che possono strumentalizzarsi con facilità; atti vandalici: ingenti, non specifici e possono verificarsi indistintamente sia in presenza sia in assenza dei proprietari, tuttavia possono aumentare quando non vi è sorveglianza; stereotipie: rare, ma possono essere presenti i tournis, movimenti di circolo; satirismo; alterazioni del sonno: se presenti, consistono in iposonnia, il cane dorme meno di otto ore il giorno; mancanza di sazietà: può assumere diversi pasti, non sembra mai sazio, arriva a mangiare fino a vomitare per poi ingerire di nuovo quello che ha vomitato.

I disturbi del comportamento, se non corretti precocemente, hanno conseguenze durature in diversi ambiti: sull’apprendimento: sono soggetti difficili da educare, poco concentrati e memorizzano poco; sullo stress: il cane sarà sottoposto a un continuo stress che potrà diventare stress cronico; sulla comparse di stati ansiosi: frequente è l’ansia intermittente con presenza di aggressività da irritazione, che può evolvere ad ansia permanente con comparsa di attività di sostituzione come leccamento e bulimia; sulla comparsa di iperaggressivià secondaria, molto pericolosa per la mancanza di controllo da parte del soggetto; sulla comparsa di iperattaccamento secondario, molto frequente poiché aiuta l’animale a trovare un certo equilibrio.

Si distinguono due stadi nella sindrome IS – IA.

 Stadio I: ritardo nell’acquisizione del controllo del morso in un cucciolo con più di due mesi; incapacità di sospendere una sequenza dopo la fase consumatoria, con la ricomparsa della fase appetitiva; senso di sazietà normale; ipervigilanza associata alla produzione di una sequenza comportamentale con stimoli normalmente presenti nell’ambiente in cui vive l’animale.

Stadio II: comprende tutti quelli presenti allo stadio I, in associazione con assenza di sazietà alimentare; diminuzione del tempo totale dedicato al sonno, meno di otte ore nell’arco di una giornata, senza alterazione dei cicli o ansia ipnagogica; vigilanza, cioè reattività a qualsiasi rumore, stato di veglia permanente; la capacità di smettere di mangiare o al contrario il consumo di più pasti il giorno; tempo di sonno reale nelle 24 ore senza reagire al più piccolo stimolo.

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