Arriva un cucciolo a casa...piccoli accorgimenti

Arriva un cucciolo a casa...piccoli accorgimenti
14 Agosto 2013

Cambiare casa è probabilmente la cosa più spaventosa che un cucciolo può aver provato fin dalla nascita. All’improvviso, alla tenera età di due mesi (per legge un cucciolo può essere staccato alla madre a 60 gg.), si trova lontano da tutto ciò che è familiare, non parla la nostra “lingua” e non conosce le nuove “regole”. E mentre lui è spaesato e spaventato, noi vorremmo inondarlo con il nostro amore e fargli capire che tutto va bene! Vediamo come far acclimatare un cucciolo appena portato a casa senza sopraffarlo e senza stressarsi troppo.

Idealmente il cucciolo è stato scelto tempo addietro, prima cioè del giorno in cui si è andati a prenderlo, pertanto con il consenso dell’allevatore è utile lasciare una copertina (o un asciugamano in cotone) con i nostri odori in cucciolata. In questo modo il cucciolo ha modo di abituarsi ai nostri odori in un ambiente familiare e, allo stesso tempo, la copertina si impregna degli odori della cucciolata. Quando il cucciolo viene a casa con noi, ci viene assieme alla copertina la quale garantisce un minimo di confort in un ambiente totalmente nuovo. Per rendere il nuovo ambiente più sereno per il nuovo “arrivato” , si trovano in commercio dei diffusori ai feromoni che allietano l’ambiente rendendo cosi meno traumatico il trasloco (vedi Adaptil). Atri rimedi in commercio di facile recapito sono i Rescue Remedy dei Fiori di Bach, i quali influenzano le emozioni, sono del tutto privi di effetti collaterali e possono aiutare il cucciolo a rasserenarsi.

Alcuni cagnolini cambiano ambiente senza alcun risentimento, altri più sensibili invece possono diventare molto stressati, perciò è bene avere qualche accorgimento a portata di mano o per l’evenienza. I cuccioli stressati spesso esprimono il loro disagio mugolando, chiedendo lamentosamente o diventando iperattivi, oppure potrebbero chiudersi in se stessi, assumendo un atteggiamento quasi “catatonico” e facendo credere al proprietario di essere “angelici”; purtroppo in quest’ultimo caso la vera natura del cane verrà fuori solo dopo qualche giorno di ambientazione, in una sorta di effetto Dottor Jekill e Mister Hyde.

Arrivati a casa col nostro nuovo amico è bene avere già idea di dove trascorrerà il suo tempo e dove dormirà, oltre ad avere dei giochi idonei per la crescita e lo sviluppo dei denti, e così via. Insomma, se voglio instaurare un’ottima relazione col mio nuovo cane, il suo arrivo in casa va pianificato per tempo, avendo l’accortezza di fargli trovare un ambiente adeguato e gradevole alle sue esigenze.

La prima notte assieme non deve essere un’angoscia o una pena per entrambi. Fino a qualche anno fa, e purtroppo c’è da dire che alcuni lo consigliano erroneamente tutt’oggi vigeva la regola di lasciar il cucciolo solo a piangere nello scantinato per tutta la notte, con la sorpresa al mattino di trovar pipi e popò ovunque o addirittura di trovare al risveglio il cagnolino traumatizzato. Personalmente abbandonerei questo metodo antiquato e brutale di introduzione del cane, in quanto trovo crudele doverlo lasciare per ore al buio in un ambiente sconosciuto in preda alla paura, dato poi che si creerebbe un inutile stress che rischia di pregiudicare quella che invece potrebbe essere una buona relazione con il proprio beniamino a quattro zampe.

Le regole che comunque verranno decise e imposte al nuovo arrivo del cucciolo, dovranno essere consistenti e inflessibili, ma nessun vieta che inizialmente queste regole siano modellate per evitare problemi ben peggiori quali l’insorgenza di ansia da separazione. Potrebbe sembrare un controsenso, ma il modo migliore per abituare il cane a stare da solo e a essere indipendente, è quello di non farlo mai sentire “abbandonato a se stesso” nei primi mesi di vita. Pertanto, anche se vogliamo che il cane dorma in giardino in futuro, è preferibile tenerlo assieme a noi per i primi giorni finché si abitua al nuovo ambiente.

Se siamo noi a dormire sul divano o che sia lui a dormire in camera non importa, l’importante è che il proprietario sia nella stessa stanza del cane così da averlo vicino, ma in un ambiente circoscritto, senza lasciare che giri inosservato per una casa che non conosce e che prenda brutte abitudini. Per questo motivo si ricorre all’utilizzo di un trasportino o gabbia (detto anche kennel) oppure di alcuni cartoni o di un recinto da cuccioli, delle dimensioni adatte così da permettere al cane la libertà di muoversi comodamente all’interno, di girarsi, sedersi o stendersi. Questo punto di riposo del cucciolo, che per comodità chiameremo “cuccia”, ossia il punto in cui il cane riposerà sereno e protetto dall’ambiente che non conosce, sarà collocato nei nostri pressi e serve solo a limitare lo spazio di azione del cucciolo. Importante è che all’interno della cuccia siano presenti la copertina che si era portata dall’allevatore, una ciotola con dell’acqua e qualche gioco, oltre a un bel cuscino morbido.

Non appena sentiamo che il cucciolo si divincola, sarà utile prenderlo e portarlo fuori per eventuali bisognini o per distrarlo e rasserenarlo, dopodiché verrà ricollocato all’interno della cuccia in modo che quando si sarà ri-ambientato riprenderà a dormire. Se invece il cucciolo tenterà l’invito al gioco, è bene ignorare questo suo atteggiamento e aspettare che si riappisoli, perché deve capire che la notte non è certo fatta per giocare. Se abbiamo il sonno profondo, è consigliato mettere una sveglia ogni tre ore per portare fuori il cane a fare i bisognini, così facendo si abituerà a sporcare fuori dalla cuccia.

Le prime notti saranno le più dure, ma in breve tempo riusciremo ad alzarci sempre di meno fino ad arrivare a non dover alzarci per niente. A questo punto il cucciolo è abbastanza abituato al nuovo ambiente e posso, quindi, incominciare ad allontanarlo da noi o dalla camera. Sempre mediante l’uso di un “rifugio” (kennel, gabbia, trasportino…) sposterò pian piano la cuccia del cane ogni sera sempre più lontano fino ad arrivare al posto prescelto dove collocarlo. In questo modo non avrò creato dei traumi al cane e lo avrò gradualmente abituato a dormire da solo.

Il cucciolo avrà, comunque, bisogno di uno spazio sicuro dove stare non solo la notte ma anche di giorno. L’abituazione alla cuccia diventa pertanto fondamentale ed è molto più facile se fatta quando il cane è piccolo. Ciò non significa prender un trasportino e gettare il cucciolo dentro per ore e ore lasciandolo solo a se stesso, perché creerei dei disagi e delle ansie al cane che vedrebbe nella sua cuccia un posto da evitare anziché da amare, mentre noi vogliamo che essa sia per lui un rifugio, il suo posto preferito dove sentirsi protetto.

Per rendere la gabbietta più simile a una tana posso coprirla con un telo, di modo da oscurare i lati e la parte superiore, sarà così molto più confortevole agli occhi del cucciolo. Generalmente è bene collocarla in un angolo tranquillo della casa e non vicino a porte di ingresso o vicino a elettrodomestici, tenete a mente che anche la centrifuga di una lavatrice potrebbe stressare o spaventare un cucciolo. Quando il cagnolino riposa nella sua cuccia non va tormentato, spostato, infastidito con dita attraverso le sbarre e via dicendo e tutti i membri della famiglia devono rispettare la serenità dell’animale.

Avendo l’accortezza di introdurre un bel cuscino, la copertina presa in allevamento, alcuni premietti nascosti e dei giochi vedrete che facilmente il cucciolo prediligerà il suo rifugio ad altri spazi della casa. Inoltre, anche i pasti andrebbero consumati al suo interno, proprio per aumentare il valore dello stesso.

La prima volta che chiuderemo la porta del trasportino/kennel/gabbia il cane deve essere stanco, quindi dopo aver giocato e comunque dopo aver fatto qualche tipo di attività, e noi staremo lì nei pressi per evitare che il cucciolo si senta segregato e abbandonato. Se non prende subito sonno, possiamo provare a intrattenerlo con qualche passatempo, pellidi bufalo o simili, e non appena si rasserena e sembra stanco, proviamo a richiudere la porta che inizialmente rimarrà chiusa per brevi periodi.

Gradualmente, nei giorni successivi, aumenteremo i minuti in cui la porta è chiusa, e pian piano ci allontaneremo dalla cuccia, sempre facendo attenzione alla reazione del cane, onde evitare traumi.
Inizialmente il cucciolo deve essere monitorato e la regola è mai lasciare un cucciolo solo chiuso nella sua cuccia per lunghe ore, o se ha fame o se ha bisogno di evacuare o se sta piangendo, perché altrimenti creeremo delle associazioni negative con la stessa, oltre che a stressare inutilmente l’animale.

Buon lavoro!


 


Tiziana DaRe

 


 

Educatore e RI-educatore Cinofilo Comportamentale
Diploma in Educazione e rieducazione del cane (HNC in Dog Training and Behaviour)
Specialista nel comportemento del gatto (Cat Behavior Specialist)
Membro Puppy school UK
Socio Libertas Cinofilia


www.obbiettivocane.com

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