L’arrivo del cucciolo: prevenire è meglio che rieducare!

L’arrivo del cucciolo: prevenire è meglio che rieducare!
30 Agosto 2013

Eccoci, infine, giunti al terzo e ultimo capitolo della mini guida “L’arrivo del cucciolo”. Nel primo articolo (L’arrivo del cucciolo: dai preparativi al viaggio verso casa) abbiamo spiegato come allestire la casa a prova di cucciolo, preparare il kit di oggetti indispensabili e affrontare il primo viaggio, mentre il secondo (L’arrivo del cucciolo: primi giorni nella nuova casa) trattava i primi passi del corretto inserimento domestico, con i consigli su dove dormire, l’alimentazione e come abituare il cucciolo a sporcare fuori.

Il terzo articolo è forse quello più importante, poiché spiega gli accorgimenti da seguire per prevenire alcuni problemi comportamentali che potrebbero emergere in età adulta, come l’incapacità di interagire con i simili e l’ambiente urbano, l’ansia da separazione e l’indisciplina.

Socializzazione

Tra la quarta e la dodicesima settimana di età, il cucciolo vive il periodo di pieno sviluppo delle capacità sensoriali, un momento estremamente delicato, durante il quale ogni esperienza ricevuta o mancata può determinare il suo comportamento da adulto o l’insorgere di problemi comportamentali.

Questa fase viene parzialmente trascorsa nella casa dove è nato, insieme ai fratellini e alla mamma, la quale inizia il processo di svezzamento, abituando il cucciolo a rimanere solo per periodi sempre più lunghi e a nutrirsi col primo cibo solido preparato dall’uomo. Insieme agli altri piccoli, inizia a capire il concetto di gerarchia alimentare, la funzione educativa del gioco (imparando il linguaggio della sua specie, i comportamenti di sottomissione e dominanza e l’inibizione al morso) e a controllare l’attività motoria, tramite l’ammonimento della madre, in caso di gioco e/o mordicchiamento incessante. Se vengono a mancare queste prime esperienze, il piccolo potrebbe sviluppare la “sindrome da ipersensibilità-iperattività”, che lo porta a reagire eccessivamente a ogni stimolo, a giocare in modo violento, a essere possessivo e incapace di controllarsi.

In questo periodo il cucciolo inizia a interagire con rumori, oggetti e specie diverse dalla sua e con gli esseri umani; compito dell'allevatore è di evitare, in questa fase di iniziale conoscenza, qualsiasi esperienza negativa, che possa innescare un futuro comportamento pauroso e diffidente.

Una volta adottato, sarà responsabilità della nuova famiglia accompagnare il cucciolo nel proseguimento del processo di socializzazione, abituandolo a interagire positivamente con persone diverse (adulti, bambini, anziani, vestiti in modo bizzarro o con oggetti particolari, ecc.), con altri cuccioli, cani adulti (di età e razze diverse) e altri animali (gatti, uccelli, pesci, ecc.).

Il proprietario dovrà abituarlo a prendere confidenza con i rumori di casa (elettrodomestici, tv, ascensore ecc.) e della città (il traffico, le biciclette, i joggers, i treni, gli autobus, i parchi, ecc.), a camminare su varie superfici (erba, asfalto, legno, scale, suolo bagnato, ecc.) e ad accettare la manipolazione di ogni parte del proprio corpo (testa, orecchie, zampe, bocca, parti intime, coda, ecc.).

Ogni esperienza vissuta serenamente in questo periodo comporterà una reazione equilibrata in età adulta, poiché già immagazzinata nel proprio set di mantenimento, viceversa se l’esperienza sarà privata o vissuta in maniera traumatica, potrebbe innescare future reazioni fobiche o aggressive.

Per questo motivo è consigliabile abituarlo subito ad accettare guinzaglio e collare, la toelettatura (insegnandogli a rimanere fermo e a sopportare il bagno, l’asciugatura e la spazzolatura) e ad affrontare una tranquilla visita veterinaria.

Ѐ preferibile iniziare a sottoporre il cucciolo a interazioni controllate, partendo dai luoghi tranquilli, per arrivare a quelli più affollati, così pure per i rumori, ovattando la percezione di eventuali fuochi d’artificio e/o temporali.

Ricordatevi di lodare e premiare il cucciolo ogni qualvolta affronti correttamente una nuova esperienza, viceversa, se lo stimolo con cui interagisce provoca una reazione di paura, con guaiti o tentativi di fuga, è importantissimo non consolarlo o rassicurarlo, per evitare che si rinforzi in lui la convinzione che sia il corretto comportamento da tenere in quel frangente. Al contrario, cerchiamo di sdrammatizzare l’evento appena accaduto, mostrandoci indifferenti e tranquilli; per il cucciolo rappresentiamo il punto di riferimento e l’esempio di comportamento, perciò vedendoci rilassati, capirà che è una situazione che non richiede uno stato di emergenza.  

Seguire il cucciolo nella corretta socializzazione ci permette di formare un cane adulto equilibrato, in grado di interagire con l’ambiente circostante in modo sereno e di affrontare gli stimoli quotidiani senza timore o aggressività.

Imparare a restare da solo

Ѐ fondamentale insegnare da subito al cucciolo a gestire in modo corretto i momenti di solitudine, al fine di prevenire episodi di distruttività o autolesionismo legati alla sindrome dell’”ansia da separazione”, e affinché impari che è una situazione che fa parte del quotidiano, per la quale non c’è motivo di allarmarsi.

Il primo consiglio è di non essere morbosi nei suoi confronti, dategli spazio e cercate di non soffocarlo di attenzioni eccessive. Allo stesso modo, non assecondate le continue richieste di contatto fisico e d’interazione da parte del cucciolo, ma proseguite il lavoro di svezzamento e allontanamento che aveva iniziato la madre naturale. Approfittate dei momenti del pasto e del sonno per lasciarlo da solo in una stanza, affinché associ l’isolamento a qualcosa di piacevole o rilassante. Uscite per brevi momenti da casa e rientrate senza prestargli attenzione, aumentando gradualmente il tempo di permanenza all’esterno.

Se avete tardato a rientrare, innescando pianti, abbai o graffiate alla porta, sarebbe meglio evitare di irrompere immediatamente nella stanza, altrimenti rinforzerete la reazione scorretta del cucciolo; meglio invece attendere che smetta per qualche secondo di agitarsi, per rientrare nella camera sempre ignorandolo finché non si calma (PS: per salvare le porte dai graffi esistono in commercio pellicole trasparenti, ma anche un semplice foglio spesso di cartone può essere adatto).

Quando vi preparate a uscire, non assecondate eventuali comportamenti ansiosi, parlando o consolando il cucciolo e al vostro ritorno non alimentate “feste” eccessivamente concitate, salutandolo immediatamente e lasciandovi saltare addosso, ma aspettate che riacquisisca uno stato emotivo equilibrato, premiandolo con le vostre attenzioni: in questo modo capirà che prima si rilassa e prima sarà salutato.

Se vi apprestate a lasciarlo da solo per molte ore, può essere utile stancarlo in precedenza con una passeggiata o un’intensa sessione di gioco, per indurlo a dormire durante la vostra assenza. A questo scopo sarebbe preferibile ridurre al minimo gli stimoli visivi e sonori, evitando di lasciarlo in giardino, se esposto su una strada molto trafficata o di lasciare accese tv, radio e luci, che inducono il cucciolo a restare vigile. Meglio, invece, creare un ambiente rilassante, creando una zona in giardino tranquilla e indisturbata o un ambiente casalingo in penombra e silenzioso. Per lo stesso motivo è consigliabile chiudere le porte delle altre stanze, riducendo i luoghi di perlustrazione, in cui possa cercarci e di conseguenza agitarsi, percependo la nostra assenza.

Un’alternativa può essere quella di abituare il cucciolo a utilizzare giocattoli forati (il classico Kong), dove avremo in precedenza inserito biscotti e premietti saporiti, che lo distraggano per i primi momenti dalla nostra uscita. 

Educazione

Infine, per evitare di incorrere in un cane adulto indisciplinato e disobbediente, è consigliabile insegnare al cucciolo le prime nozioni di educazione fin dal primo momento in cui entra a far parte della famiglia, tramite le quali imparerà le regole di buona convivenza in casa e fuori.

Ѐ importante ricordare che il cucciolo ha bisogno di limiti precisi e di una routine giornaliera stabile e coerente, che preveda un’attività psicofisica consona alle esigenze della razza di appartenenza.

Spesso, infatti, alla base di molti problemi comportamentali, vi è il mancato sfogo delle energie accumulate durante la giornata, che porta il cane a scaricare il nervosismo in reazioni di stress.

Organizzate perciò il vostro tempo, per potervi ritagliare sempre dei momenti d’interazione col vostro cucciolo e in futuro col vostro cane adulto, tramite sessioni di educazione e gioco, affinché arrivi alla fine della giornata sufficientemente stanco e soddisfatto.

Per quanto riguarda il percorso di educazione, consiglio di contattare l’educatore cinofilo, che vi fornirà gli strumenti necessari per impostare una corretta gerarchia familiare, vi permetterà di frequentare incontri di socializzazione con altri cuccioli e cani adulti regolatori, di insegnare gli esercizi di educazione base e di imparare il modo corretto di giocare col vostro cucciolo, strumento importantissimo per rinforzare il rapporto, per il quale vi rimando alla lettura del mio articolo sull’argomento (Guida rapida al gioco con il cucciolo).

Rivolgetevi a professionisti competenti e formati, che lavorino con metodi basati sul rinforzo della relazione, per creare così un rapporto gratificante, basato su collaborazione, fiducia e rispetto e non su prevaricazione, paura e sottomissione.

Le sessioni di lavoro dovranno essere sempre divertenti, di breve durata e utilizzando il rinforzo positivo tramite premi, lodi e gioco, evitando l’uso di strumenti coercitivi e punizioni fisiche.

Ѐ preferibile che tutti i membri della famiglia partecipino all’educazione del cucciolo, affinché ognuno sia in grado di gestirlo correttamente, adottando lo stesso metodo, per evitare di confonderlo. Abbiate pazienza, perché il piccolo inizialmente ha una soglia di concentrazione molto bassa, si distrae facilmente e ha bisogno di tempo per capire cosa gli stiamo chiedendo; cercate, quindi, di esercitarvi tutti i giorni, preferendo inizialmente ambienti tranquilli, passando gradualmente a quelli più caotici.

Lo scopo dell’educazione è di fornire al proprietario e al futuro cane adulto gli strumenti per inserirsi correttamente nella società. L’esecuzione affidabile degli esercizi base (richiamo, seduto, terra, fermo, resta, lascia, ecc.) e una buona condotta al guinzaglio ci permettono di godere della sua presenza in qualsiasi contesto e ambiente, poiché sempre equilibrato e sotto controllo.

Il vostro cucciolo ora è un piccolo individuo in formazione, ma crescerà più in fretta di quanto non vi aspettavate e avete nelle vostre mani la responsabilità di renderlo un adulto sano e sereno.

Sarà un’avventura entusiasmante, buon lavoro!

 

Gianna Pietrobon – Educatore Cinofilo

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