Il comportamento materno del cane (1/3)

Il comportamento materno del cane (1/3)
Autore:
Orazio Costa
30 Giugno 2011

Una femmina gravida mostra pochi sintomi della sua condizione per i primi 30-35 giorni della gravidanza. Questo rappresenta un adattamento funzionale utile alla vita in natura della cagna. Infatti, in natura, il lento sviluppo dei feti durante la prima metà della gravidanza permette alla cagna di cacciare e di alimentarsi senza particolari problemi fino a 2 settimane dal termine della gestazione stessa che dura, si ricorda, 60-63 giorni. Con il procedere della gravidanza, l’attività della cagna diminuisce mentre tende ad aumentare il suo appetito. In considerazione dell’aumento della pressione addominale, imputabile allo sviluppo dei feti, sarebbe preferibile somministrarle pasti piccoli ma più frequenti, soluzione questa che la femmina stessa tende a preferire. Va detto che, solitamente, il comportamento materno è relativamente esente da problemi nella maggior parte dei cani domestici. Eventuali difficoltà venutesi a manifestare sono, generalmente, imputabili all’intervento umano oppure, in alcune circostanze, a una carenza dell’esperienza sociale precoce nelle femmine. Normalmente, però, il ruolo materno è svolto in maniera ineccepibile dalla femmina ed il comportamento materno viene indotto dalla prolattina. Caratteristica che accomuna il comportamento del nostro cane domestico a quello del suo progenitore selvatico, il lupo, è quella che anche i maschi e le altre femmine aiutano la cagna con i piccoli, specialmente se appartengono al loro stesso gruppo sociale (solitamente costituito da individui imparentati tra loro e che quindi condividono il patrimonio genetico) e se sono in buoni rapporti reciproci. Questi aiuti arrivano tramite il rigurgito del cibo ai cuccioli o alla madre. Comportamento, questo, che possono manifestare persino i maschi del branco. Contrariamente a quanto avviene nei felini, comportamentalmente più indipendenti, la cagna è solita utilizzare il nido se glielo si prepara. Se le viene fornito materiale apposito, come carta o stoffa, la femmina lo utilizza per costruirselo. La preparazione del nido inizia 24-48 ore prima del parto. In caso contrario, avendone la possibilità, tende a scavarsi una tana. L’approssimarsi del parto è chiaramente indicato da inappetenza della femmina che contemporaneamente tende ad essere più irrequieta (all’incirca 24 ore prima del parto) e che è soggetta ad un calo della propria temperatura corporea nell’imminenza del parto stesso. Una volta iniziato il travaglio, la cagna giace in decubito laterale. Con il procedere dello stesso la femmina manifesta tremori e brividi mentre sono chiaramente visibili forti contrazioni addominali prima dell’espulsione dei piccoli.

[continua] 

VOTO DEGLI UTENTI

Commenta l' articolo