Il comportamento materno del cane: problemi correlati

Il comportamento materno del cane: problemi correlati
Autore:
Orazio Costa
20 Giugno 2011

Come ricordato precedentemente, il comportamento materno è solitamente esente da problemi nella maggior parte dei cani domestici. Tuttavia, in rare circostanze, possono insorgere difficoltà, difficoltà solitamente associate ad errato intervento umano oppure a una carenza, nella femmina, di esperienze sociali precoci.

Un esempio di problema che può manifestarsi in cagne nervose, se tenute in condizioni non idonee (in aree rumorose o trafficate, in presenza di altri cani, ecc.), è quello di un continuo spostamento dei propri cuccioli che, conseguentemente, non saranno nutriti con la necessaria frequenza. In questo caso particolare, spostare la cagna in un luogo tranquillo può portare alla risoluzione del problema. Un altro problema che può essere manifestato da alcune femmine è l’assenza dell’istinto materno e il conseguente rifiuto della cucciolata. In alcune circostanze, e cioè in femmine che hanno subito un taglio cesareo, tale comportamento può essere spiegato dal fatto che la madre, anestetizzata, non ha potuto venire in contatto con la sua cucciolata nel momento in cui l’avrebbe leccata e annusata, imparando quindi a riconoscerla come la sua.

Il comportamento materno del cane: problemi correlati

Tuttavia, e in questo caso la cosa è inusuale e non trova spiegazioni, questo comportamento può essere posto in atto anche da femmine che hanno partorito normalmente oppure in madri che hanno sì partorito con un cesareo ma che nelle precedenti gravidanze avevano partorito regolarmente (e si erano prese cura dei piccoli) e che quindi avevano manifestato un normale comportamento materno. Un altro problema attinente il comportamento materno, ma che tuttavia in alcune circostanze può essere considerato un comportamento normale, è rappresentato dal cannibalismo e dall’infanticidio dei piccoli. Questi problemi sono comunque rari e, per quanto riguarda l’infanticidio, si è ipotizzato che i fattori riguardanti la popolazione e i fattori sociali possano influenzare tale comportamento. Per quanto concerne il cannibalismo diretto verso i propri cuccioli, si è supposto, invece, che tale comportamento presenti una componente ereditaria. Per tale ragione femmine che in precedenza hanno manifestato tale comportamento, senza giustificati motivi, andrebbero escluse e ritirate dalla riproduzione. Per chi volesse approfondire ulteriormente il comportamento materno e anche i relativi problemi (tra i quali la pseudogravidanza o falsa gravidanza), rimando alla consultazione del mio libro dove questi argomenti sono stati ampiamente sviluppati.

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