Il lupo in generale (1/4)

Il lupo in generale (1/4)
Autore:
Orazio Costa
21 Luglio 2011

Uno tra i maggiori studiosi ed esperti mondiali di lupi ricorda che il lupo va visto per quello che è e cioè: una delle specie più magnifiche, superbamente adattato per affrontare il suo duro ambiente, e altamente meritevole di essere da noi compreso ed accolto. Analogamente, un altro importante studioso, ricorda come il lupo teme l’uomo per dei buoni motivi mentre l’uomo lo teme per incomprensione. I maggiori esperti mondiali sul comportamento del lupo sono inoltre concordi nel riconoscere quali tratti caratteriali caratteristici del lupo la socievolezza e una predisposizione a comportamenti amichevoli che fa il paio con una certa avversione al combattimento. Ciò è da porre in relazione con la natura sociale dei lupi che li porta a stringere fortissimi legami emotivi con gli altri individui del branco, legami che cominciano a svilupparsi non appena i cuccioli sono in grado di vedere e sentire, all’età di circa 3-4 settimane, e che si sviluppano molto velocemente. Questa natura non violenta ed amichevole dei lupi rappresenta la base che permette loro la vita in branco. Esistono, logicamente, delle eccezioni nelle quali i lupi si dimostrano molto aggressivi, ciò avviene durante la caccia, nelle circostanze in cui incontrano lupi estranei e devono difendere il loro territorio, quando si trovano nella necessità di proteggere i propri cuccioli dai predatori ed infine, in alcune rare circostanze, all’ interno del branco. Tuttavia, in queste occasioni, le esplosioni di aggressività tendono ad essere estremamente ritualizzate e molto scenografiche. Di ciò parlerò nel prosieguo di questo lavoro. Il lupo vive in branchi in varie regioni dell’ Eurasia e, con sottospecie affini, nell’ America Settentrionale. In particolare, si ritengono sopravviventi cinque sottospecie in Nord America e dodici in Eurasia. Venendo ora alle caratteristiche fisiche generali del lupo bisogna ricordare che esistono, appunto, varie sottospecie di lupo che differiscono tra loro sostanzialmente per le caratteristiche del mantello ( colore, lunghezza e densità ) e per le dimensioni corporee. Per quanto concerne le dimensioni corporee del lupo va ricordato come queste ultime variano notevolmente a seconda della sottospecie, e tendono ad aumentare proporzionalmente alla latitudine in accordo con la regola di Bergmann. Questa regola è una regola eco geografica di zoologia che mette in relazione la latitudine a cui ci si trova con la massa raggiungibile da determinati animali. La regola di Bergmann asserisce, in particolare, che nell’ambito della stessa specie la massa corporea è direttamente proporzionale alla latitudine ed inversamente proporzionale alla temperatura. Va precisato, comunque, che non tutti gli studiosi ritengono questa regola valida. Tuttavia si può affermare che, in media, i lupi presentano le seguenti dimensioni: il peso della maggior parte dei maschi è di circa 45 Kg mentre quello delle femmine è di circa 38-40 Kg. Va comunque ricordato che nelle sottospecie più grandi questo peso può variare tra i 50 e i 60 Kg nei maschi e tra i 45 e i 50 kg nelle femmine. Con individui che possono raggiungere il peso di 70-80 Kg, come quelli appartenenti alla sottospecie dell’artico ( che è la più pesante ). Quest’ultimo si caratterizza per un mantello che sembra candido a distanza, ma in realtà, guardandolo da vicino, si possono notare sfumature grigie, nere o rossicce. Presenta inoltre uno strato di pelo interno più spesso che protegge l’animale dal freddo. NELLA FOTO UN ESEMPLARE DI LUPO ARTICO. CONTINUA ……

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