La socializzazione

La socializzazione
03 Aprile 2013

La socializzazione può determinare fortemente il carattere del nostro cane per tutta la sua esistenza e avviene circa tra il primo e il quinto mese di vita.

Che cosa vuol dire socializzare? Vuol dire entrare in relazione con altre specie viventi e con oggetti inanimati, al fine di instaurare i corretti moduli comunicativi che verranno poi riproposti durante tutta la vita del cane.

Alcuni di questi moduli, schemi, che si usano per comunicare sono innati nel cane (si parla di socializzazione primaria): il cucciolo nasce con delle informazioni riguardo la vita che sono inscritte nel suo patrimonio genetico, ma è essenziale che queste informazioni vengano ravvivate e messe in pratica in modo da consumare quanto prima esperienze significative. Un cucciolo sa già come si comunica, ma finché non lo farà con altri cani non se ne renderà conto; nel momento in cui la madre interagisce con lui, risveglia nella sua mente le conoscenze relative alla comunicazione (per questo è davvero molto importante che una cucciolata stia con la madre fino al 60° giorno di vita). Una volta che la lampadina si è accesa nella testa del cane per un numero significativo di volte, allora non si spegnerà più.

La socializzazione

Come appare logico, quindi, il cane appena nato impara a interagire con i propri conspecifici (i cani!). Subito dopo avviene quella che si chiama socializzazione secondaria: a differenza della primaria, il cane deve creare un database nella sua mente, deve cioè imparare a conoscere l’ambiente in cui si trova a vivere. La differenza fondamentale che dobbiamo ricordare tra la socializzazione primaria (conspecifica) e quella secondaria (eterospecifica)è che per la prima il cervello del cane deve solo “riconoscere” le esperienze, mentre per la seconda deve “conoscere ex novo” il mondo. Qui noi educatori cinofili e proprietari abbiamo un ruolo fondamentale: far si che la conoscenza del mondo avvenga in totale serenità e in situazioni positive, che permettano una registrazione dei dati in modo tranquillo, positivo ed equilibrato.

È fondamentale che il cane consumi esperienze positive, ovvero utili per quel giorno in cui la stessa situazione si riproporrà (il suono di uno sparo, la vista di bambini, di adulti, di ombrelli, di sconosciuti, ecc.); se il cane avrà esperienze traumatiche, allora l’informazione che avrà immagazzinato sarà negativa, di ansia e paura, se invece avrà affrontato con successo le novità della vita allora potrà riproporre comportamenti adeguati al contesto.

Non diamo mai per scontato che il cucciolo si “arrangi” da sé: è un animale che è stato portato a vivere nella dimensione umana, che ha regole del tutto diverse da quella animale. La convivenza è possibile e piacevole, a condizione che il nostro cane conosca quali sono le regole e le dinamiche dell’universo umano!

La puppy class è un’ottima esperienza per il cucciolo, che non solo consuma esperienze nel modo giusto, ma anche interagisce con i suoi coetanei, con cani adulti regolatori che possono essere presi come modello di comportamento (non potremo mai comunicare con un animale meglio di quanto non faccia lui con i suoi simili) e con persone diverse da quelle che vede sempre all’interno del nucleo familiare.

 

Chiara Di Bene

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