L'imprinting

L'imprinting è stato scoperto dall'etologo Konrad Lorenz che studiava il comportamento delle oche selvatiche. Lo studioso si rese conto che i pulcini consideravano mamma il primo animale o persona che vedevano sbucando dall'uovo.

L'imprinting delle oche verso l'uomo è irreversibile, infatti, gli uccelli sono animali a orientamento prevalentemente visivo e, non potendo osservare se stessi, si convincono di assomigliare alla prima cosa che vedono quando escono dall'uovo e non hanno modo in seguito di cambiare idea.

Nel caso del cane imprinting è un po' differente, perché animale a orientamento maggiormente olfattivo, perfettamente in grado di annusare se stesso. Questo significa che, attraverso l’imprinting, i cuccioli di cane possono essere convinti di appartenere alla stesa specie dell'uomo, ma in questo caso l’imprinting non sarà visivo, ma olfattivo e tattile.

Se un essere umano sosta davanti alla cuccia dei cuccioli facendosi semplicemente vedere, il cucciolo non avrà abbastanza informazioni per accettare l'uomo, se invece l'uomo avrà un contatto con i cuccioli, sia visivo, olfattivo e tattile, allora scatterà l’imprinting.

Il periodo dell'imprinting del cane si colloca fra la terza e l’ottava settimana di vita. Questo è perfettamente logico, perché i cuccioli nascono ciechi e sordi. L'identificazione della propria specie avviene quando i cuccioli sviluppano l'udito e l'olfatto, e le attività di movimento e di esplorazione aumentano così che il cucciolo inizi a uscire fuori dalla tana per esplorare il mondo esterno.

I cuccioli che non hanno avuto un imprinting verso l'uomo, vivranno la sua presenza come una cosa sconosciuta, quindi lo potranno temere, ignorare o aggredire. Ѐ molto importante che il cucciolo fin dalla nascita entri in contatto anche con l'uomo, in modo tale che lo accetti come una presenza normale nella sua futura vita.

Anche quando si compra un cane occorre accertarsi che allevatore lo faccia vivere in condizioni adeguate per uno sviluppo corretto.

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