I sensi del cane

I sensi del cane
13 Giugno 2017

Pensare che il modo in cui il cane percepisce il mondo sia lo stesso modo in cui noi esseri umano lo percepiamo è uno fra i più grossi errori che vengono comunemente commessi. Inoltre, ci allontana ancor di più dal comprendere il cane come soggetto in sé. Il fatto che gli esseri umani facciano parte del gruppo dei primati e i cani, invece, facciano parte del gruppo dei canidi già la dice lunga. Gli istinti e le pulsioni naturali dei cani, sono ben diverse rispetto a quelle nostre. Il cane è letteralmente governato dalle informazioni percepite ed inviate al cervello tramite i sensi quali l’olfatto, la vista, il tatto, l’udito ed il gusto. È l’incredibile capacità del cane di leggere il nostro linguaggio corporeo che ci inganna nel pensare che essi siano sulla nostra stessa lunghezza d’onda. Ma questa è solo una mera illusione che può risultare controproducente per il cane stesso, poiché si rischia di antropomorfizzare l’animale dandogli, dei pensieri e azioni che sono prettamente umane. L’unico modo per comprendere appieno il cane e la sua mente è quello di conoscere i sensi del cane che lo governano.

LA VISTA

Quante volte ci è capitato di pensare che il nostro cane sia “ottuso” per non riuscire a trovare quella pallina rossa nel manto verde del prato che a noi salta all’occhio? Mentre l’uomo vede tutta la gamma dei colori (blu, giallo, verde, rosso, ecc), i cani vedono bene solo due colori: il giallo e il blu. Sono, quindi, incapaci di distinguere le tonalità che vanno dal verde al rosso, giallo, arancione, ecc. Ecco perché è consigliabile usare giochi di colori adatti.

I cani hanno una maggior capacità visiva rispetto all’uomo in presenza di poca luce, questo ci riporta indietro nella storia quando il cane, come predatore, cacciava al tramonto e all’alba quando le prede erano più vulnerabili (cosa che oggi avviene solo per i “villagge dogs” cioè per i cani vagabondi dei villaggi). Hanno una forte capacità di percepire il movimento a distanza e per questo hanno delle pupille più grandi, ma questo comporta una minor capacità di mettere a fuoco gli elementi e una minor capacità di definire la profondità, per esempio dell’acqua in cui si buttano. Ecco perché a volte il nostro cane ci sembra ansioso di fronte a un salto da compiere in auto o in acqua, proprio perché non riescono a definirne la profondità. Allo stesso modo non riescono a giudicare bene l’altezza delle scale o la distanza del suolo da un’altura. Ciò dimostrato da alcuni casi di cani che cadono o saltano da terrazzini o rupi e si fanno male, proprio perché il terreno sottostante sembrava a loro più vicino di quanto in realtà fosse.

Il campo visivo del cane è maggiore rispetto a quello dell’uomo. Ad esempio, il Levriero, che ha gli occhi posizionati lateralmente, ha un campo visivo molto ampio. Viceversa, il Carlino o il Boxer hanno un campo visivo più limitato avendo il naso schiacciato. In generale, nel confronto cane- uomo:

- il cane ha un campo visivo di circa 250°

- l’uomo ha un campo visivo di circa 180°

Il cane riesce, infatti, a percepire l’avvicinarsi di oggetti e o animali molto prima di noi grazie all’ampio campo visivo. D’altro canto, però, il cane non vede bene oggetti da vicino, infatti hanno il così detto “blind spot” e questo può essere notato quando bevono o mangiano nella ciotola dove usano il naso ed i baffi per identificare il posto esatto del cibo o dell’acqua.

Molti studi hanno riscontrato che una scarsa capacità visiva può indurre l’animale a sentirsi più vulnerabile e di conseguenza e essere più reattivo. A volte, l’aggressività viene usata come mezzo per allontanare qualcosa non ben identificato.

Contrariamente al cane, l’essere umano è caratterizzato da un mondo prettamente visivo. Il nostro cervello interpreta ed esamina tutte le informazioni visive raccolte dagli occhi, in modo da permetterci di compiere complesse e razionali interpretazioni dell’ambiente circostante. Il cane, invece, registra una serie di immagini, paragonabile a ciò che avviene in una macchina fotografica quando si scatta una foto.

La maggior parte della mente del cane è impegnata a interpretare ciò che viene fiutato, tanto che il mondo del cane è un mondo dettato dall’olfatto.

L’OLFATTO

L’olfatto è indubbiamente il più importante fra i sensi «pratici» del cane, ma anche il più difficile da comprendere per noi. Gli odori influenzano sia la fisiologia che il comportamento del cane. Il ricordo di un odore per un cane dura una vita intera. Il cane possiede narici mobili che lo aiutano a determinare la provenienza di un odore, ed è dotato di «fiuto». L’azione del fiutare permette all’aria di essere disgregata e di rimanere in «riposo» nelle fosse nasali per essere meglio decodificata. Le informazioni raccolte attraverso il naso sono inviate alla corteccia celebrale e al sistema limbico (parte del cervello responsabile delle sensazioni) e regolano il comportamento alimentare, del bere e sessuale. I cani preferiscono odori di origine animale rispetto ad altri odori. Essi sono in grado di svolgere complessi esercizi di discriminazione olfattiva; e le notizie che ricavano dall’ambiente possono essere paragonate a quelle che noi leggiamo sui giornali. Alcune risposte che il cane fornisce a determinati odori possono essere innate o a seguito di esperienze precedenti.

L’olfatto del cane è così importante e cosi di grande aiuto che l’uomo per millenni l’ha utilizzato per risolvere molti problemi della vita quotidiana (cani antimina, cani per ricerca, cani per caccia, cani per fiutare malattie, ecc). Molti studiosi stanno indagando se il fiuto del cane può essere utilizzato nella determinazione delle emozioni umane.

I sensi del cane

L’UDITO

Studi scientifici hanno dimostrato che il cane, assieme ad altri animali, ha un udito molto più forte del nostro. Se un essere umano sente un rumore a 6 metri, il cane lo sente a 24 metri. In altre parole l’udito del cane è quattro volte più forte rispetto a quello dell’uomo. Rumori molto forti causano vibrazioni forti all’interno dell’orecchio del cane, fra le membrane e ricettori uditivi, e questo a volte può essere doloroso. Ecco perché alcuni cani possono dimostrarsi spaventati da certi rumori, non solo per la novità del suono ma anche per l’effetto che esso ha all’interno dell’orecchio. 

Il cane è sottoposto ad un diverso tipo di stress sonoro rispetto all’essere umano poiché, non solo sente rumori a più alte frequenze, ma percepisce cambiamenti ambientali costantemente e non ha un’abilità di mascherare suoni in secondo piano. Visto quanto è sensibile l’udito del cane rispetto al nostro, è inverosimile come quanti proprietari urlino ai loro cani credendo cosi di renderli più collaborativi quando invece li rendono solo più stressati. Quando il cane è stressato diminuisce anche la capacità di apprendimento, pertanto urlare al cane diventa controproducente. Utilizzando un tono pacato e calmo è molto più probabile che il cane ci presti attenzione e di conseguenza ci ascolti.

IL TATTO

Essendo dei primati siamo molto affettuosi, proni al contatto; ci piace abbracciare, accarezzare, baciare, toccare e tenere stretta la mano di un caro o come gesto simbolico di saluto. È come tali ci sembra normale scambiare le stesse affusioni con il cane nell’arco della giornata. Il cane, però, è diverso da noi e per quanto ci siano certi soggetti a cui piace essere manipolati, molti altri (soprattutto se non abituati fin in tenere età) preferiscono altri tipi di attenzioni. Molti cani possono sentirsi minacciati dal contatto o da un semplice tentativo di approccio poiché potrebbe perdere il controllo del loro spazio e del proprio corpo. Questi cani possono avere dei veri e propri attacchi di panico e mal gestiti potrebbero mordere.

Ecco perché fin da cuccioli è bene insegnare al cane il tatto in modo graduale e associato sempre a qualcosa di piacevole. Alcune parti del corpo quali zampe e la testa sono molto sensibili al contatto poiché ricche di terminazioni nervose. La testa in particolare costituisce il 40% dell’area totale del corpo dove viene registrato il tatto.

I baffi sono un’altra zona molto sensibile del corpo, hanno molti ricettori nervosi che portano le informazioni ad una specifica area del cervello e aiutano il cane ad avere una maggior percezione dell’ambiente.

CONFLITTO DI INTERESSI

Detto ciò, nulla è più frustante per un proprietario che vedere il proprio cane non rispondere ai richiami. Molto spesso, al di là della mancanza di esercizio, un conflitto di interessi nella mente del cane può essere la causa della così detta disobbedienza del cane.

In situazioni in cui più di un senso è coinvolto, è possibile che nella competizione uno abbia il sopravvento e magari l’olfatto vince sull’udito e le nostre richieste. Nell’essere umano la vista ha il sopravvento sull’udito; capita spesso che un familiare ci parli mentre stiamo guardando la Tv, stiamo lavorando al PC, o stiamo postando su Facebook e non ascoltiamo ciò che ci è detto.

Le tracce odorose possono rendere momentaneamente “sordi” i nostri cani e avere più valore per il cervello (oltre ad essere a volto più gratificanti). Lo stesso atteggiamento può avvenire quando un cane vede qualcosa di sconosciuto o spaventoso farsi avanti, in quel caso la vista ha il sopravvento sull’udito poiché sono in una situazione ritenuta di pericolo. Pertanto se il cane ci sembra distratto o che non ci ascolti spesso, è solo mentalmente impegnato in qualcos’altro e non può risponderci.

Spero vivamente quanto sopra abbia aiutato i proprietari a capire che il mondo del cane è molto diverso dal nostro a causa delle diverse informazioni e percezioni che arrivano al cervello. Capire questo diverso modo di interpretare il mondo ci aiuterà sicuramente ad avere maggior considerazioni nelle interazioni e relazioni con il cane.

 

Tiziana DaRe

Educatore e ri-educatore cinofilo professionista

Diplomata in Educazione e rieducazione del cane (HNC in Dog Training and Behaviour)

Specialista nel comportemento del gatto (Cat Behavior Specialist)

Membro Puppy school UK

Socio Libertas Cinofilia

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