Ingaggio motivazionale e comunicazione assertiva

Ingaggio motivazionale e comunicazione assertiva
28 Giugno 2013

Una delle cose più difficili al mondo è l'arte di saper ingaggiare qualcuno, vale a dire di convincerlo e invitarlo a seguirci e a fare attività che gli proponiamo. Gli etologi ben sanno che le specie sociali hanno sviluppato comunicazioni di ingaggio e chiari segnali comunicativi. Il cane, per esempio, può utilizzare l'inchino per evitare, per corteggiare, per calmare, per pacificare.

In genere, noi umani siamo abbastanza goffi nell'ingaggio del cane e non perché ovviamente non sappiamo esprimere un inchino per gioco, quanto piuttosto perché solitamente cerchiamo delle scappatoie rispetto al vero e proprio ingaggio. Ci sono, infatti, altri modi per convincere qualcuno a fare ciò che vogliamo e senza necessariamente appellarsi alla violenza. Un modo è utilizzare la propria autorevolezza attraverso quello che potremmo chiamare comunicazione assertiva.

Si tratta di una modalità non coercitiva, che si basa su alcune qualità che si devono possedere, qualità che per lui sono molto importanti e che lo portano a seguirci: essere in grado di comunicare in modo chiaro, corretto e adeguato alle diverse situazioni, con sufficiente fermezza, avendo sviluppato buone conoscenze in fatto di movimento e postura del corpo, ma soprattutto di prossemica.

Un altro modo molto è l'adescamento, ovvero richiamare il proprio cane con un bocconcino visibile oppure con l'aspettativa del bocconcino. Sarebbe importante, però, che tanto l'educatore cinofilo quanto il proprietario si abituino a coinvolgere il cane agendo sulle sue motivazioni, vale a dire offrendo delle attività che siano gratificati per il cane.

Il coinvolgimento si ha solo a patto che anche il cane desideri fare quella particolare attività, perché riesca è necessario che il proponente conosca perfettamente quali siano le motivazioni prevalenti in quel particolare cane. Abituandosi all'ingaggio motivazionale l'educatore o il proprietario impareranno a fare più attenzione da baypassare le sue disposizioni, sforzandosi di conoscere meglio chi hanno davanti. 

 

Alessandro Iozzelli

Istruttore nazionale CSEN

Educatore cinofilo di 3° livello FISC 

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