L'antica amicizia tra uomo e cane

L'antica amicizia tra uomo e cane
07 Gennaio 2013

Se il nostro cane, che quotidianamente coccoliamo, nutriamo e che è membro attivo del nostro gruppo familiare, potesse raccontarci una storia, di quelle che risalgono alla notte dei tempi, ci racconterebbe che noi due condividiamo la stessa da oltre 12.000 anni e che i nostri progenitori iniziarono ad addomesticare il lupo ben 400.000 anni fa!

Sì, è una storia lunga quella che ci lega ai nostri amici e l’archeologia lo conferma: in alcune tombe ebraiche, tedesche e ucraine sono state rinvenute insieme ossa canine e umane. Nel corso della storia, il cane assunse poi diverse funzioni “utilitaristiche”, divenendo un indispensabile aiuto alla caccia dei nostri antenati, il guardiano dei primi insediamenti rurali, una “macchina da guerra” per i gladiatori romani, il conduttore delle greggi dal medioevo.

Con il passare dei secoli, il cane smise di essere un elemento importante dell’economia umana: la caccia da necessità divenne uno sport, l’arte della guerra si affinò e i cani non servirono più. Eppure il numero dei quattro zampe presenti nelle famiglie continuò esponenzialmente ad aumentare, nacquero i primi allevamenti e tantissimi dipinti post rinascimentali illustrano scene di vita quotidiana in cui il cane è presente al centro della scena.

Curioso, vero? Perché?

Vi rispondo citando un mio grande maestro, Luca Spennacchio, che nel suo libro “Uno + uno = infinito” credo dia una risposta tanto ovvia quanto fondamentale. La storia è questa: a un barbone seduto sui gradini di una stazione, viene posta una domanda: “Perché vivi con un cane?", lui risponde: “Forse perché è sempre stato cosi”.

La storia dell’evoluzione umana non può prescindere da quella del cane, questo animale colma il nostro bisogno affettivo, favorisce i nostri rapporti inter-personali, fa emergere quella dimensione ludica e fanciullesca che spesso teniamo sopita, un sereno rapporto con il nostro cane contribuisce ad abbassare la soglia del nostro stress, favorendo cosi l’abbassamento della pressione arteriosa e del ritmo cardiaco e respiratorio.

Il cane ci ama incondizionatamente senza giudicarci mai, ci resta accanto nella salute e nella malattia, nella ricchezza e nell’indigenza, assolve funzioni di guardia, compagnia, di conduzione delle greggi, soccorre feriti, terremotati, naufraghi, ritrova i dispersi, la sua presenza e il suo affetto sono indispensabili elementi terapeutici per tante patologie psichiatriche e neurologiche.

Insomma, il cane fa parte della nostra storia, è sempre stato così e sempre lo sarà, ed è nostro dovere proteggerlo e comunicare correttamente con lui.

Vivere con un cane significa creare una relazione che va mantenuta e alimentata: l’unione che ne deriva ha un grande potere, è fonte di incredibile arricchimento.

Ha il sapore di una storia antica quella che vi ho sinteticamente raccontato, è uno sguardo sul passato e una breccia sul futuro.

Concludo citando il grande poeta cileno Pablo Neruda, che chiude la sua “Ode al Cane” con questo verso che vi dedico:

”...e l’antica amicizia, la gioia di essere cane e di essere uomo tramutata in un solo animale che cammina muovendo sei zampe e una coda intrisa di rugiada”.


Sabrina Brusa

Educatore Cinofilo CSEN-CONI

c/o CIAC ASD CENTRO ISTRUZIONE AMICI DEL CANE CASTRONNO (VA)

www.ciac-varese.it  email: info@ciac-varese.it

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