L'ERNIA DEL DISCO

L'ERNIA DEL DISCO
06 Luglio 2020

La colonna vertebrale si articola tra vertebra e vertebra tramite placche cartilaginee ed una giunzione denominata disco intervertebrale di struttura fibro-cartilaginea. Il disco intervertebrale ha proprio la forma di un disco con una larga parte centrale detta nucleo polposo ed una corona circolare esterna detta anello fibroso. Al di sopra di detto disco scorre il midollo spinale. Il midollo spinale non è nient'altro che un lunghissimo "filo elettrico" che scorre all'interno di una protezione (la colonna vertebrale). Può accadere che in seguito a traumi violenti, lussazioni o fratture della colonna il midollo venga lesionato o addirittura interrotto; la conseguenza più grave è una paralisi flaccida che può colpire, a seconda del segmento vertebrale interessato, due o tutti e quattro gli arti. Se la lesione è reversibile si tratta di una paresi se è irreversibile si parla di paralisi o plegia. Il disco intervertebrale può andare comunque incontro a fenomeni degenerativi, disidratazione ed assumendo una maggiore consistenza determina a livello dell'anello fibroso una distensione o una rottura andando comunque a premere sul midollo spinale; da qui le lesioni che possono essere reversibili o irreversibili. si parla quindi di protrusione di Hansen (primo tipo o parziale e secondo tipo o totale). il dolore conseguente può dipendere da molti fattori tutti di origine compressiva: compressione del midollo associata a compressione di vasi e nervi, distensione dei legamenti accessori e contratture muscolari.

L'ERNIA DEL DISCO

La diagnosi viene impostata inizialmente mediante esame neurologico teso a verificare i riflessi sia superficiali che profondi basati sia sulla percezione del dolore sia su un loro ritardo. la valutazione clinica viene definita ai fini della diagnostica in gradi:

primo grado: sia il dolore che il deficit neurologico risultano assenti;
secondo grado: diminuzione sia della funzionalità motoria volontaria sia dell'equilibrio;
terso grado: diminuzione della funzionalità motoria tale da non permettere la permanenza in stazione;
quarto grado: perdita totale della funzionalità motoria volontaria;
quinto grado: perdita della sensibilità dolorifica profonda.

La valutazione successiva consiste in una diagnostica per immagini consistente in una tac o in una risonanza magnetica.

la terapia si articola in due step:

1 - la terapia medica che consiste in un confinamento del soggetto in spazi ristretti utilizzando farmaci a base di antidolorifici, cortisone e supporto vitaminico neurotrofico del gruppo B. la terapia medica, è bene dirlo, giova solo nelle protrusioni incomplete (o di primo tipo).
2- la terapia chirurgica ha lo scopo di eliminare completamente la compressione midollare: se questa avviene a livello del tratto toraco lombare si effettua emilaminectomia che consiste in una fenestrazione laterale della porzione ossea di due segmenti vertebrali della colonna fino ad arrivare ad evidenziare il disco e rimuoverlo. se invece questo avviene a livello cervicale si effettua uno slot ventrale cioè un accesso ventrale alla colonna.

In ogni caso sia per terapia medica che chirurgica il tutto viene fatto seguire da fisioterapia.

 

 

 

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