Aidaa: “Un cane su tre tenuto in appartamento vive in cattive condizioni”

Aidaa: “Un cane su tre tenuto in appartamento vive in cattive condizioni”
Autore:
Cani.com
06 Febbraio 2013

Sorprendono i risultati di un’inchiesta condotta dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente, a proposito di come Fido vive nelle case italiane: su sette milioni di cani che stanno in appartamento, almeno un terzo di loro non se la passa tanto bene e si trova in condizioni certamente non idonee al proprio status. Le città dove i nostri amici a quattro zampe vivono peggio tra le quattro mura di casa - si legge in una nota pubblicata sul blog ufficiale dell’Aidaa - sono Roma, Palermo, Napoli, Bari, Milano e Reggio Emilia. Tra quelle, invece, dove le lamentele sembrano essere in numero minore spiccano Trieste, Genova e Torino. Tutto ciò è attribuibile a più motivazioni, tutte riconducibili a una mancata attenzione da parte del proprietario - nonostante la sua pretesa di volersi “occupare” di un animale - per le reali esigenze di Fido. Innanzitutto, gran parte dei cani d’appartamento soffre per la mancanza di sufficiente spazio a loro disposizione, con un incremento notevole delle segnalazioni (2883 nel 2012, contro le 2209 del 2011) di pelosi - anche di grossa taglia - tenuti in spazi angusti e confinati sui balconi, spesso senza riparo, oltre che con poca acqua e scarso cibo perfino per dodici ore il giorno. La seconda motivazione - sempre da quanto si apprende da Aidaa - che porta il miglior amico dell’uomo a lamentarsi, ma anche ad andare in depressione, sarebbe la solitudine: su mille proprietari di cani che vivono in appartamento, infatti, ben 763 hanno dichiarato di lasciare il cane da solo per almeno sei ore il giorno e quasi tutti hanno, anche, ammesso che questo fattore ha provocato le ire dei vicini, a causa dei guaiti di Fido. Il terzo fattore che farebbe vivere male il cane in casa è la poca disponibilità da parte dei padroni - che molto spesso sono fuori per lavoro - nel dedicare loro abbastanza tempo per la sgambata quotidiana: d’altra parte, affinché il quattro zampe possa stare bene, servirebbero almeno tre passeggiate di minimo mezz'ora ciascuna ogni dì. In realtà, invece, sui mille intervistati solo 123 portano a spasso il cane almeno tre volte il giorno, 229 due volte e, gli altri una sola volta e non più per venti minuti. Il tempo, in sostanza, di permettere al proprio pet di fare i bisognini e poi rientrare. Spesso, però, il problema è amplificato dall’assenza di aree sgambature nel luogo dove si abita.

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