Cani abbandonati, la piaga dell’estate

Cani abbandonati, la piaga dell’estate
Autore:
Cani.com
23 Luglio 2015

Tempo d’estate, tempo d’abbandoni. Mentre gli italiani si preparano ad andare in vacanza, molti cani rischiano - anche quest’anno - di rimanere in mezzo a una strada, abbandonati come nulla fosse da proprietari crudeli e senza cuore.

Secondo alcuni dati raccolti dalla Lega Anti Vivisezione (LAV), ogni anno sarebbero in media 50.000 i cani e 80.000 i gatti abbandonati, di cui il 25-30% proprio durante i mesi estivi (anche se oltre il 30% dei cani viene abbandonato anche subito dopo l’apertura della stagione venatoria, perché non abbastanza bravi a cacciare). Giunte le tante agognate vacanze estive, improvvisamente il dolce batuffolo prima tanto desiderato e adottato senza pensarci su un attimo, diventa il peso di cui immediatamente liberarsi. Ed è così che più dell’80% dei quattro zampe che vengono abbandonati rischia di morire in incidenti stradali, di stenti o a causa di maltrattamenti. Impauriti e disorientati per strada, questi animali vaganti mettono a repentaglio la propria vita come anche quella di chi sta alla guida. 

Cani abbandonati, la piaga dell’estate

Eppure molti forse dimenticano che l’abbandono di animali d’affezione è un reato previsto dalla legge 189/2004, che punisce chi lo commette “con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro”. Un reato di cui molto spesso risulta difficile punire l’autore per la tendenza sempre più frequente, nonostante l’obbligo dal 1° gennaio 1995 di dotare il proprio animale di microchip, di non adempiere a tal obbligo.

A parte costituire un reato, il fenomeno dell’abbandono comporta anche un dispendio di denaro pubblico che ricade sull’intera collettività, considerato che per ogni cane poi ospitato in canile - si apprende sempre dai dati della LAV - ogni Comune paga circa 1.000 euro l’anno. E se si considera che nei canili italiani ci sono circa 200.000 quattro zampe, le proporzioni del fenomeno risultano davvero rilevanti.

La tendenza a disfarsi del proprio animale non appena insorge una difficoltà è stata sicuramente incrementata, negli ultimi anni, anche dalla crisi economica che ha colpito il nostro Paese: il mantenimento di un animale d’affezione, infatti, non risulta oggi per nulla semplice. E così accade sempre più spesso che, chi aveva un animale e ne ha subito la perdita, ci pensa ben due volte prima di adottarne un altro, a causa proprio delle disponibilità economiche ormai ridotte.

A tal proposito, secondo il Rapporto 2015 dell’Eurispes, gli italiani che si concedono ancora il lusso di tenere in casa un animale - non solo cani, ma anche roditori, volatili, pesci e rettili - risultano ormai in calo vertiginoso: nel 2013, l’anno del picco, il 55,6% delle famiglie dichiarava di possederne almeno uno; nel 2014 la percentuale è scesa al 39,4%, fino a toccare quest’anno il 33%, di cui 63,1% cani e 41% gatti.

Contribuiscono a incrementare l’abbandono degli animali anche le numerose difficoltà che ancora oggi si riscontrano quando si vuole portare il proprio beniamino a quattro zampe in vacanze con sé: ancora troppo poche le strutture che accettano Fido, ancora troppo poco pet friendly le regioni italiane, con un marcato divario tra Nord e Sud. E così, senza nemmeno provare a rivolgersi alle strutture comunali d’accoglienza o alle numerose associazioni senza fine di lucro che si occupano di adozioni in tutto il territorio italiao, molti pensano bene di risolvere il problema abbandonando il proprio animale.

La prevenzione degli abbandoni è possibile. Si potrebbe promuovere, ad esempio, un maggiore accesso di cani e gatti nei luoghi pubblici e nelle strutture turistiche, come pure garantire detrazioni fiscali su cibo e spese veterinarie per chi decide di adottare un peloso o investire nell’anagrafe canina e felina nazionali, incentivando a livello locale l’utilizzo del microchip che sicuramente costituisce un forte deterrente contro l’abbandono. Tutti noi potremmo contribuire poi con le adozioni “consapevoli” dai canili e anche con la sterilizzazione, volta a evitare riproduzioni fuori controllo. Non meno importante sarebbe iniziare a ponderare con maggiore responsabilità l’eventuale scelta di vivere con un animale, tenendo conto che prendersi cura di un cane o un gatto è sicuramente impegnativo e costoso. Per finire, molto importante sarebbe non esitare mai a denunciare - magari avvalendosi del supporto delle associazioni a difesa degli animali - chiunque venga beccato ad abbandonare un peloso.

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