Come gestire un’azienda? Ve lo suggerisce il cane!

Come gestire un’azienda? Ve lo suggerisce il cane!
Autore:
Cani.com
18 Gennaio 2013

Osservare il comportamento di Fido aiuta a comprendere alcuni meccanismi utili per chi deve prendere continuamente decisioni. Condizione basilare del manager, che spende gran parte del tempo a dirigere gli altri, in modo da raggiungere gli obiettivi aziendali. Chi l’avrebbe mai detto, i nostri amici a quattro zampe riescono a dare una mano anche in questo! Ѐ quanto asserito in un libro - “Tutto quel che so sul management l’ho imparato dal mio cane”, pubblicato in Italia da Etas - scritto da Martin Levin, con alle spalle sessanta anni di esperienza in aziende, soprattutto di tipo editoriale, fino alla Times Mirror dove ha seguito e lanciato scrittori come Stephen King e Ken Follett. Musa ispiratrice del manager americano è Angel, un Golden Retriever nato dall’incrocio con un cane Chow Chow: il suo contributo non si limita al rapporto personale con l’autore ma, sollecitandolo a trovare la via migliore per rendere la loro convivenza più armoniosa e produttiva, offre al proprietario - così come al lettore - quelle che sono le quattro regole di base per avviare una carriera di successo: fiducia e leadership, comunicazione, soluzioni e decisioni, perseveranza. Gestire il rischio e pianificare le attività sono attività fondamentali per ogni manager, come per ogni buon padrone. Insomma, per Levin costruire una buona relazione con il proprio quattro zampe è uguale a guidare un team di lavoro: “Nell’esigenza di essere per Angel un punto di riferimento - spiega l’editore americano, come si legge in un articolo pubblicato su panorama.it - tornavo indietro nel tempo, ricordando il primo meeting con lo staff di un’azienda in fallimento”. Per riuscire a superare un ostacolo - ad esempio, recuperare un osso finito in una fessura troppo larga del pavimento - il cane attua uno schema di problem solving molto simile a quello che possiamo mettere in atto noi: definire il problema (non riesco a prendere l’osso), cercare le cause (questo non riesco a farlo), identificare le alternative (ringhiare non fa spostare l’osso, meglio richiamare l’attenzione del padrone), agire (correre avanti e indietro, finché il padrone non sposta l’osso sul tappetino), monitorare la realizzazione (tenere fermo l’osso sul tappetino) e memorizzare l’esperienza (la prossima volta ricordarsi di tenere l’osso sul tappetino). Ecco, però, l’insegnamento più importante: “Al posto di un obiettivo di miglioramento degli utili, noi dobbiamo occuparci di mantenere questo nostro cane felice e in salute. Così deve essere per qualsiasi organizzazione che avrà successo”.

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