In Italia il 50% di cani e gatti soffre di problemi di peso

In Italia il 50% di cani e gatti soffre di problemi di peso
Autore:
Cani.com
20 Maggio 2016

Amici a quattro zampe “over size”. Lo è il 50% di cani e gatti che abitano nelle case italiane. Lo rivela la ricerca “Il sovrappeso: la malattia del secolo” presentata a Milano da Hill’s Pet Nutrition Italia. Uno studio che ha visto coinvolti oltre 10mila animali domestici, di cui 7.353 cani e 2.837 gatti, visitati tra aprile e maggio scorsi in 607 strutture veterinarie.

Stando a quanto riportato da un articolo pubblicato su adnkronos.com, i fattori che contribuirebbero un accumulo di chili di troppo nei nostri beniamini a quattro zampe sarebbero diversi: oltre all’assunzione di troppe calorie, la sterilizzazione (il 63% dei cani sterilizzati e il 60% dei gatti sterilizzati ha problemi di peso), l’avanzare degli anni che andrebbe a rallentare il metabolismo, l’ambiente in cui si vive (il 49% dei cani che vive in casa, quindi sottoposto a uno stile di vita più sedentario non è in forma). 

In Italia il 50% di cani e gatti soffre di problemi di peso

Ovviamente anche l’alimentazione incide molto sul peso dei nostri pet. Dall’indagine è emerso che, quando l’alimentazione è di tipo industriale ed è somministrata nelle dosi raccomandate, l’incidenza del sovrappeso negli animali si riduce notevolmente. I cani meno in forma sono risultati, invece, essere quelli che hanno un’alimentazione mista (57%) o che mangiano gli stessi alimenti della tavola del padrone (64%), mentre l’incidenza dell’obesità nei cani che mangiano prodotti industriali si dimezza rispetto alle altre tipologie di alimentazione.

Ovviamente i chili di troppo espongono i nostri amici a quattro zampe a un maggior rischio a sviluppare patologie, basta un 20% del peso corporeo in più. In particolare, se il 31% dei cani normopeso soffre di una patologia, questa percentuale cresce fino al 57% nei cani obesi, per i quali il rischio di soffrire di osteoartrite triplica e le patologie cardiocircolatorie raddoppiano. Stessa cosa accade, in percentuali un po’ diverse, nei gatti.

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