Lo studio: “I cani proteggono i nati da cesareo da asma e obesità”

Lo studio: “I cani proteggono i nati da cesareo da asma e obesità”
Autore:
Cani.com
11 Aprile 2017

Dai nostri amici a quattro zampe si possono trarre benefici fin dalla più tenera età. Non solo perché compagni di giochi e amici fidati, ma anche perché in grado di proteggere i bambini da certe malattie.

In particolare, una recente ricerca americana pubblicata sulla rivista Microbiome ha rivelato che cani e gatti difendono i più piccoli, compresi quelli nati da cesareo o che non vengono allattati al seno, da sovrappeso e allergie. Non solo. La loro presenza garantirebbe pure una maggiore protezione dal rischio di trasmissione di Stretococco B durante il parto, causa di polmonite nei neonati.

A tal risultato i ricercatori dell’Università di Alberta, in Canada, sono giunti analizzando  l'esposizione agli animali domestici nel grembo materno e fino a tre mesi dopo il parto in circa 800 bimbi, somministrando un questionario alle mamme e studiando i batteri presenti nelle feci dei neonati. Così facendo, si è osservato che nelle loro feci abbondavano due batteri, il Ruminococcus e l’Oscillospira, ricollegabili a una riduzione delle allergie infantili e dell'obesità.

Lo studio: “I cani proteggono i nati da cesareo da asma e obesità”

Tutto ciò perché l’esposizione influenzava il microbioma (l'insieme dei microrganismi che vivono nel tratto digestivo) indirettamente - da animale a madre e da quest’ultima al feto - durante la gravidanza così come nei primi tre mesi di vita del bimbo, anche se l'animale era stato adottato subito prima che la donna partorisse.

Inoltre, il giovamento è stato osservato anche in situazioni note per aumentare il rischio di obesità e asma, come parto cesareo e mancanza di allattamento al seno, oltre che nei parti vaginali per quanto riguarda la riduzione della probabilità di trasmissione di Streptococco del gruppo B. Adesso, come spiega l’autrice della ricerca Anita Kozyrskyj, si spera in futuro di creare degli integratori contenenti questi batteri, una sorte di “cane in pillola”.

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