Olimpiadi Invernali di Sochi: un uomo sta cercando di salvare quanto più cani possibili dallo sterminio

Olimpiadi Invernali di Sochi: un uomo sta cercando di salvare quanto più cani possibili dallo sterminio
Autore:
Cani.com
12 Febbraio 2014

Come per gli Europei di calcio che nel 2012 si sono tenuti in Ucraina, anche a Sochi, dove per adesso sono in corso i XXII Giochi olimpici invernali, si sta facendo una vera e propria strage di cani randagi. E questo solo perché le amministrazioni locali non vogliono che l’immagine della cittadina russa venga rovinata agli occhi di tutto il mondo. Gli animalisti insorgono, intanto un uomo si sta impegnando attivamente per salvare quanto più quattro zampe possibili da questo scempio. Si tratta di Igor Ayrapetyan, un quarantunenne russo, la cui pagina Facebook oggi conta quasi 3.500 persone e una lunga serie di cani, presentati con tanto di album fotografico nella speranza che qualcuno li voglia adottare. Sono i poveri randagi che ha tratto in salvo dalla crudeltà di chi è mosso solo da interessi. Ogni giorno, armato di Suv, percorre lunghi chilometri per intercettarli e prenderli con sé. La scommessa più grande - si legge in articolo pubblicato sul sito web greenstyle.it - è stato il trasporto di ben undici esemplari fino alla sua abitazione, dove ha poi imbastito una rete di volontari e di possibili famiglie pronte all’adozione, grazie anche a Twitter, Facebook e i social network locali. Sono cani spesso sofferenti oppure cuccioli, che l’uomo cura a spese sue o grazie alle donazioni di chi ha a cuore la sorte dei poveri randagi di Sochi. Ma Igor non è il solo a impegnarsi affinché più cani possibili possano essere tolti dalla strada e sottratti da un destino crudele. Anche Vlada Provotorova, un dentista locale, da giorni si sta impegnando in tal senso. Oppure - si continua ad apprendere dall’articolo di greenstyle.it - Olga Melnikova, dell’associazione Volnoe Delo, che da diverse settimane denuncia la condizione in cui vengono ridotti i randagi della città russa, pestati e lasciati agonizzanti per le strade. A queste persone va tutto il nostro plauso. 

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