Sette milioni di cani in italia

Sette milioni di cani in italia
13 Marzo 2009

Il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, intervenendo alla trasmissione della Rai 'Insieme sul Due' ha detto: "bisogna stare molto attenti ai bisogni e alla tipologia del proprio cane,

fin dal momento in cui lo acquistiamo" o lo 'adottiamo'. Il cane è un animale sociale per eccellenza, l’incontro con l’uomo dapprima avviene inizialmente su base di mutuo vantaggio cioè si basa sulla possibilità da parte dell’animale di trovare più facilmente una risorsa alimentare, mentre per l’uomo di aumentare la sicurezza del gruppo con la vigile presenza dell’animale; il rapporto tra i due soggetti divenne sempre più relazionale! Con il passare del tempo la relazione diventa una sorta di collaborazione stretta tra uomo e cane, di condivisione delle esperienze con il proprietario quale centro referenziale, gli aspetti comunicazionali e relazionali. La Martini ha aggiunto che "Nella maggior parte dei casi i cani che aggrediscono hanno problemi psichici, di equilibrio e di capacità di relazione...Un cane sano ed educato non è mai stato maltrattato, non ha subito addestramenti che l'hanno stimolato all'aggressività" Molti studi ed approfondite ricerche, per esempio come quelle compiute dall'Università della Pennsylvania, hanno dimostrato che indifferentemente dalla razza, il cane adotta un suo comportamento docile o aggressivo in base agli insegnamenti impartiti dal suo stesso padrone sin dalla nascita. Questo vuol dire che alla base di tutto grava una certa responsabilità da parte del padrone. Per questo motivo con la nuova ordinanza si chiede anche una certa preparazione per chi possiede dei cani “impegnativi” come il patentino ed i corsi formativi. Tutto questo servirà per tutelare e tenere il più possibile sotto controllo il rapporto che questi fantastici animali hanno con noi uomini,evitando quindi spiacevoli inconvenienti ed incrementando il piacere stesso che ci regala ogni giorno il convivere con il proprio cane. Bisogna infine sottolineare che la corretta socializzazione e la conoscenza della comunicazione derivano da un apprendimento basato sul rinforzo positivo ed il gioco nell’ambito di una relazione basata sulla referenzialità e la collaborazione e non sulla teoria di agonismo, asimmetricità basata su dominanza e sottomissione.

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