Disugual e ENPA brindano insieme al Manifesto etico per il pet food

Disugual e ENPA brindano insieme al Manifesto etico per il pet food
18 Aprile 2013

Nutrire un animale domestico è un vero e proprio atto d’amore: solo grazie alla nostra cura e alla nostra attenzione, infatti, i nostri amici a quattro zampe possono crescere sani e forti. Spesso, però, con questo semplice gesto quotidiano ci rendiamo inconsapevolmente complici di un’industria senza scrupoli, che non risparmia inutili crudeltà nei confronti di altri esseri viventi.

Per questo è stato creato il manifesto etico ENPA per il Pet food: dodici punti fondamentali che identificano l’approccio etico nella produzione del cibo per animali e hanno l’obiettivo di delineare un percorso di adeguamento alle sensibilità di chi rappresenta un settore significativo nel consumo del pet food.

La prima azienda a sottoscrivere il Manifesto per il pet food è stata Disugual, nel corso del primo aperitivo etico per cani svoltosi a Milano lo scorso 13 aprile, cui sono intervenuti fra gli altri Carla Rocchi e Marco Bravi, rispettivamente presidente e responsabile comunicazione di Enpa, e Piergiulio Bassi, ideatore e amministratore di Disugual.

“Sono da sempre un animalista convinto - ha sottolineato Piergiulio Bassi - e ho deciso di impegnarmi in prima persona per proporre prodotti etici e trasparenti in un mercato, quello del pet food, nel quale etica e umanità sono parole spesso sconosciute. Disugual è, prima ancora che un nuovo marchio, una vera e propria filosofia condivisa da persone che hanno voglia di fare e di impegnarsi per garantire esclusivamente la salute e il benessere degli animali”.

Disugual è, infatti, una linea di alimenti per cani etica e cruelty free di altissima qualità, che ponela chiarezza e la trasparenza fra i principi basilari del proprio operato. I prodotti Disugual sono realizzati senza ricorrere a specifiche filiere di allevamento dedicate al pet food esoltanto con ingredienti di qualità, per garantire agli animali domestici un’alimentazione sempre sana ed equilibrata, indipendentemente dalla razza e dalla stazza.

ENPA, tramite il responsabile della comunicazione Marco Bravi, ha così commentato l’iniziativa: "Si è trattato di un evento a suo modo epocale, perché ha posto la base per un dialogo fra due mondi, le case produttrici di pet food e il mondo della tutela animali. Quest'ultimo, oltre a rappresentare una fetta significativa di consumatori, deve propositivamente andare oltre a pregiudiziali e contradditorie visioni, chiedendo un adeguamento a sensibilità crescenti”.

Questi sinteticamente i 12 punti del Manifesto etico ENPA per l’alimentazione dell’animale domestico presentato all’appuntamento milanese.

1) Garantisce qualità degli ingredienti: è un cibo a tutti gli effetti, che si differenzia solo per appetibilità e formulazione dall’alimentazione umana, ma che garantisce analoghi elevati standard qualitativi, tramite l’utilizzo di ingredienti controllati in tutta la loro filiera, senza OGM e alterazioni artificiali, privi di controindicazioni (anche solo sospette) per la salute;

2) Solo nutrizione: esclude componenti chimici finalizzati alla sola appetibilità o assuefazione e che non abbiano definite finalità curative;

3) Non uccide animali per cibarne altri: esclude filiere di allevamento e macellazione specifica per la sua produzione;

4) Non ha componenti che nuocciono ad altri animali: esclude l’utilizzo di componenti che vengano sperimentati su animali;

5) Non privilegia le razze: prevede prodotti a uso universale e/o orientati ai meticci, garantisce pari qualità nelle varie diverse produzioni, nella propria comunicazione esclude la promozione dell’acquisto degli animali e delle selezioni di razza operando, invece, a favore dell’adozione;

6) Nasce da una cultura ed esperienza di amore per gli animali: include il benessere degli animali fra i fini costitutivi e perseguiti dal produttore, garantendo istituzionalmente l’esclusione della promozione/sostegno di ogni pratica a essi lesiva (caccia, allevamento intensivo, sperimentazione, ecc.);

7) Ha un profilo solidale: dimostra attenzione al volontariato qualificato (ad esempio, devolvendo parte degli utili in prodotti per i rifugi, promuovendo iniziative “charity”, emettendo listini agevolati per le ONLUS qualificate);

8) Sviluppo: promuove studi di formulazioni adatte agli animali ospitati nei rifugi canili e per lo sviluppo di prodotti per la riduzione/sostituzione delle proteine di origine animale;

9) Limita i costi: ha un prezzo competitivo e non elevato, finalizzato per essere accessibile a tutte le tasche e conseguentemente non veicolare il messaggio dell’animale come genere di lusso/superfluo;

10) Ha funzione etica/sociale di limitazione dello spreco alimentare: è prodotto nel rispetto delle emergenze alimentari umane nel mondo, privilegiando il recupero del surplus macellazione e l’invenduto proveniente dalla G.D.O;

11) Ѐ trasparente: per ogni produzione il produttore offre, sulla confezione e sui siti internet di approfondimento, una visione chiara, leggibile e comprensibile degli ingredienti e dei valori nutrizionali degli alimenti, senza omissioni e/o camuffamenti;

12) Verifica naturalmente la sua appetibilità: questa viene controllata in maniera non forzata e in ambienti liberi, su animali, comunque, destinati ad un’adozione consapevole che non può essere bloccata o limitata dall’attività di verifica. Il costante controllo veterinario e l’assoluta atossicità preventivamente verificata costituiscono elementi indispensabili. Ѐ categoricamente esclusa ogni selezione o trattamento che comporti alterazioni dello stato di salute a fini di verifica dei benefici del prodotto.

 

 

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