Riflessioni in una calda giornata di fine luglio

Quando ero bambina, in un classico tra i film di animazione della storia del cinema, comparivano alcune immagini in cui il protagonista, un “cane”, osservava alcuni suoi simili a quattro zampe accompagnati dai loro amici “umani” a spasso in un bellissimo parco londinese, evidenziando proprio la similitudine fisica, oltre che caratteriale, tra cane e padrone.

Ebbene, in molti casi si tende ad acquisire non soltanto l’animale domestico che è in qualche modo più affine a noi, ma anche il soggetto con le caratteristiche più vicine ai nostri tratti fisici e caratteriali. In altri casi, per ragioni decisamente poco note alla sottoscritta, veterinario comportamentalista, ma perfettamente chiare a psichiatri e psicologi, si tende invece a scegliere un animale che è decisamente in antitesi con noi.

Qualunque sia il motivo, l’aspetto positivo è che la presenza degli animali nella nostra quotidianità ci aiuta nella profonda solitudine che contraddistingue un’epoca di molti contatti indiretti (telefono e computer) e scarse relazioni dirette; ci accorgiamo che accanto a noi c’è l’animale “giusto”, perché la piacevole sensazione di “compagnia” è condivisa e reciproca nel rapporto con l’animale stesso.

Attenzione, però, a non “umanizzare” i cani, negando le caratteristiche etologiche proprie della specie stessa, come se “essere” un animale e non un uomo fosse un difetto. Occorre che l’animale che vive nella nostra famiglia abbia innanzitutto il rispetto e la dignità che merita; quindi, si deve cercare di comprenderlo nelle sue espressioni comportamentali al fine di comunicare correttamente con lui. Dall’altro lato la persona non deve chiedere all’animale più di quanto sia in grado di “dare” e cioè non deve sottoporlo a una pressione eccessiva pretendendo che si comporti come un essere umano, rivestendo ruoli famigliari e sociali che non gli competono. La cosiddetta “ansia da prestazione”, accanto ai “disturbi di iperattaccamento”, sono probabilmente le conseguenze oggi più diffuse.

I cani possono modificare, anche, profondamente gli atteggiamenti dei loro proprietari, così come possono essere a loro volta influenzati nel proprio comportamento dallo stile di vita del nucleo famigliare: per cortesia non si ecceda in entrambe le situazioni!

Molto sinceramente, non posso affermare che gli animali siano sempre così “felici” di stare insieme a noi… Purtroppo accanto a tutte le comodità che possiamo offrir loro, dal cibo a una casa, dai giochi alle cure veterinarie, neghiamo agli animali che condividono la nostra vita un elemento importante: la libertà di scegliere se stare con noi o no! 

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