Educazione e addestramento…quanta confusione!

Nella carriera di ogni educatore cinofilo, ci si trova spesso di fronte a proprietari che confondono l’addestramento con l’educazione, a volte addirittura convinti che i due termini siano sinonimi l’uno dell’altro. In realtà, esiste una notevole differenza tra questi due ambiti che ora analizzeremo.

L’addestramento consiste nell’insegnare al cane un determinato lavoro, (caccia, agility, soccorso, ecc.), per cui ha come obiettivo l’ottenimento di una performance da parte del cane su richiesta del
proprietario. L’educazione, invece, consiste nell’insegnare al cane delle regole, che gli consentiranno di vivere serenamente con il proprietario e condividere con lui esperienze quotidiane all’interno del contesto familiare ed extra- familiare.

Possiamo, quindi, dire che nell’addestramento l’animale rappresenta uno strumento che l’uomo
utilizza per soddisfare una sua esigenza, nell’educazione invece, l’animale, rappresenta un compagno di vita per l’uomo che con lui costruisce una relazione basata sull’interscambio.

Altra importante differenza riguarda la metodologia di lavoro, perché nell’addestramento si lavora solo sul cane, affinché esso apprenda la risposta quasi automatica da mettere in atto quando il
proprietario o altri lo richiedono; nell’educazione, invece, si lavora sulla coppia cane-proprietario, affinché i due partner interagiscano correttamente.

L’educazione, infatti, prevede che cane e proprietario lavorino sempre insieme, sotto la
guida dell’educatore cinofilo, di modo che, da un lato, il cane impari a riconoscere la risposta giusta da mettere in atto a seconda di ciò che la situazione richiede, dall’altro, il proprietario impari a riconoscere i segnali comunicativi emessi dal cane, nonché la sua indole e le sue esigenze.

Tutto ciò poggia su una differente visione del cane, in quanto nell’addestramento l’animale è considerato alla stregua di un robot, capace di generare solo risposte automatiche; nell’educazione, invece, il cane è considerato come un essere dotato di abilità cognitiva e pertanto in grado di
fornire risposte naturali, poggiate su veri e propri ragionamenti fatti in termini di convenienza, ossia il cane dimostrerà di saper scegliere il comportamento da adottare in base alle conseguenze di questa scelta che potranno essere legate alla ricezione o meno di un premio (alimentare, sociale,
ecc.).

Per fare un esempio, con l’addestramento il cane può imparare ad affrontare un percorso ad ostacoli o le tecniche di salvataggio in acqua o sulle macerie, ecc.; con l’educazione il cane impara a comportarsi adeguatamente al fianco del suo proprietario, anche in contesti lontani dalla sua condizione naturale, come possono essere le strade metropolitane, locali pubblici, ecc. e a essere un cane equilibrato e appagato.

In conclusione, si può quindi affermare che l’addestramento non è sempre necessario, a differenza dell’educazione che invece è indispensabile, soprattutto se vogliamo il cane come semplice compagno di vita quotidiana da non reificare né tantomeno antropomorfizzare.

 

                    
Educatrici cinofile: Alessandra  Dimatteo e Gabriella  Marino

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