Dal condizionamento classico al condizionamento operante

Dal condizionamento classico al condizionamento operante
Autore:
Luca Rossi
27 Luglio 2011

Ante 1999 nell’addestramento dei miei cani ho sempre utilizzato il Metodo Classico detto Pavloviano.
Nell’approccio didattico ho sempre eseguito con “rigore” il sestetto di eventi che deve caratterizzare correttamente il Metodo di Condizionamento dei Comportamenti riferibile ai Riflessi Condizionati e Incondizionati: Attenzione da parte del cane Parola di Comando da parte dell’istruttore Aiuto con il Corpo da parte dell’istruttore Azione del Cane Parola di Lode da parte dell’istruttore Premio da parte dell’istruttore Ho sempre riservato la massima attenzione a non sovrapporre, cioè presentare in stretta simultaneità, la parola di comando e l’aiuto con il corpo, ben consapevole che questo avrebbe rappresentato un grave errore interpretativo, in quanto, il vero Stimolo/Segnale in grado di provocare la reazione del cane, sarebbe diventato il gesto (aiuto con il corpo) e non la parola di comando. Purtroppo ancora oggi molti compiono questo clamoroso errore e fanno scendere a terra il cane emettendo più segnali dati in simultaneità, sia con il corpo, che con la voce. Per il cane il vero comando risulterà l’azione meccanica, e non l’espressione verbale. Per esempio, il soggetto che apprenda l’azione del “terra” con il Metodo Classico assumerà la posizione corrispondente perché vede il gesto dell’Istruttore e non perché sente lo stimolo/segnale vocale emesso. Inoltre frequentemente, l’operatore utilizza l’adescamento e quindi il cane esegue “ipnotizzato” dal cibo, contenuto tra le mani dall’Istruttore, dando l’illusione di apprendere immediatamente. Nella realtà il cane esegue lo spostamento del proprio corpo, ma il suo pensiero sarà “dammi il cibo” quando invece dovrebbe essere “ se sento il suono terra mi stendo e tu mi darai il premio proprio lì”. Alle soglie del 1999 andai al Crufts in Inghilterra e in quell’occasione vidi i cani Inglesi preparati con il Metodo Operante Skinneriano. Osservavo cani brillanti e veloci che esprimevano comportamenti articolati e di difficile esecuzione spontanea, vedevo concatenazioni lunghe e apprendimenti sovrapposti che conducevano a performance straordinarie. A quel tempo mi domandai come fosse possibile coniugare così bene attenzione, motivazione, velocità, precisione e difficoltà sequenziale. Avevo per la prima volta nella mia vita l’opportunità di vedere con i miei occhi sequenze cinotecniche realizzate con il sistema Skinneriano: Il Clicker Training. Folgorato da quella visione, presi contatti localmente con la Scuola Cani da Supporto per Diversamente Abili di Roughley per la Direzione della Sig.ra Palmer (una delle prime interpreti del Metodo Skinneriano in Europa). Dopo tre mesi fui accolto nella scuola Inglese e potei portare con me dieci miei Allievi grazie al contributo formativo professionale della Regione Lombardia. Nella Scuola Britannica si applicava alla perfezione per quei tempi il protocollo didattico del Clicker Training, basato sul metodo Operante Skinneriano. Avevo studiato i concetti di Skinner poi elaborati dai coniugi Bailey ma a quel tempo i protocolli didattici erano difficili da reperire; pertanto, avevo applicato il Clicker Training senza una metodologia didattica completa. Lo Studio dei Concetti e dei Sistemi del Clicker Training con i relativi approfondimenti, mi condusse all’approccio didattico con Lorien, il mio amato Border Collie, che fino ad allora aveva appreso una lunga sequenza di comportamenti messi sottostimolo segnale utilizzando il Metodo Classico Pavloviano. Comparve subito un problema che all’inizio apparve quasi insormontabile: Lorien aveva “imparato a imparare” con il Metodo Classico e quindi restava ferma in attesa di una mia indicazione per esprimere una qualsiasi azione. Nel Clicker Training è il cane che deve esprimere spontaneamente l’azione, e sta poi all’operatore sottolinearla con il suono del clicker per modellarne e fissarne l’espressione. Lorien rimaneva ferma ad osservarmi, e i suoi occhi comunicavano un’unica muta richiesta: “Dimmi cosa devo fare e lo farò”. L’intuizione mi balenò velocemente in testa, dovevo far capire a Lorien che si doveva cambiare il modo di “imparare ad imparare”. Iniziai allora con lo Shaping Libero facendo sequenze brevi; gratificavo con il click e con il premio anche piccoli segmenti/azione e di lì a poco vidi l’espressione di Lorien modificarsi. Ho capito, dicevano i suoi occhi a quel punto, faccio ciò che voglio, non devo sforzarmi di comprendere, io propongo e tu mi segui. Da lì Lorien ha condiviso con me anni bellissimi di lavoro insieme grazie a questo Metodo offerto dalla scienza comportamentale. Lorien ricordava comportamenti imparati con il metodo pavloviano e continuava ad apprendere nuovi comportamenti con il nuovo Metodo: quello Skinneriano. È dunque possibile, anche per coloro che abbiano da sempre utilizzato il Condizionamento Classico Pavloviano, effettuare un graduale ma sicuro passaggio verso il Clicker Training, anche con un cane che sia già molto avanzato nelle sue espressioni comportamentali; il risultato sarà un animale propositivo, che nutre una sana fiducia in se stesso, e che imparerà a proporre in maniera autonoma i comportamenti senza venire continuamente “imbeccato” dall’Istruttore. Le sessioni di addestramento saranno attese con grande interesse da parte del cane, diventando in breve tempo un importante momento di condivisione tra allievo ed Istruttore, tra cane e proprietario.

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