Nature VS Nurture

Nature VS Nurture
16 Gennaio 2015

Predisposizione, carattere, indole contro educazione, allevamento, crescita: questo rappresenta il concetto di Nature VS Nurture.

Questo è un famoso dibattito presente tutti i giorni, riguardante gli effetti dei geni e dell’ambiente circostante. Con più cani hai a che fare, ci lavori, conosci, incontri o ti relazioni - soprattutto quelli più peculiari o impegnativi - e più ti convinci di una profonda realtà: non tutto ciò che va storto con un cane, caratterialmente o a livello comportamentale, dipende solamente da come è stato cresciuto. Spesso, invece, ha molto a che fare con il carattere che ha ereditato il cane, con la predisposizione genetica che lo caratterizza.

I proprietari di cani, a volte, fanno confusione e non sanno distinguere quella sottile linea “rossa”, che divide esperienze di vita e predisposizioni genetiche che formano il loro cane. Sia come personalità, sia come sociabilità o educabilità.

Andremo ora ad analizzare in miglior dettaglio questi due aspetti che rendono il cane quello che è.

Geni

Il gene è l'unità ereditaria fondamentale degli organismi viventi. I geni corrispondono a porzioni di codice genetico localizzate in precise posizioni all’interno della sequenza (DNA) e contengono tutte le informazioni necessarie per la produzione di una proteina. Sono quelli che rendono il cane quello che è a livello morfologico, comportamentale e mentale. Molto spesso la parte interpretata dai geni nel futuro comportamento, personalità o indole del cane non viene presa in considerazione dai proprietari con il giusto peso. Tuttavia, quando si tratta di spiegare come mai i cani abbiano cosi tante diverse personalità o come mai rispondano diversamente allo stesso stimolo esterno, ecco che i geni hanno un ruolo fondamentale.

Una prova dell’estensione dell’ereditabilità del comportamento del cane deriva dagli esperimenti fatti dallo scienziato russo Belyaev con le sue volpi. In particolare, ricordiamo l’esperimento che - tramite una selettiva selezione di cuccioli di questo animale - ha permesso di ottenere volpi esclusivamente docili di temperamento. In questa maniera, Belyaev ha potuto notare che sono i geni, piuttosto che il controllo dell’ambiente, ad avere la maggior influenza sui comportamenti e personalità del cane. I miglioramenti ottenuti nel temperamento delle sue volpi non sarebbero potuto avvenire solamente controllando l’ambiente e mediante pura e semplice socializzazione e introduzioni graduali di stimoli. Fondamentale è stato l’aspetto genetico.

Incompatibilità genetica

Uno dei principali problemi che oggigiorno abbiamo con i nostri cani è che, mentre gran parte del loro tipo di carattere ereditario è rimasto lo stesso per generazioni, sono invece cambiate le aspettative e la domanda da parte dei proprietari nei confronti degli stessi pets (animali d’affezione).

Questo avviene in particolare con le cosiddette razze da “lavoro” come, ad esempio, le razze da guardia che erano appunto selezionate per il loro carattere diffidente e reattivo. Oppure cani da ricerca e fiuto come i Beagle, appositamente selezionati per il loro forte istinto di inseguimento e caccia; o ancora come la razza Husky, allevata per la loro propensione a correre ed “andare avanti “ e, quindi, meno attenti al richiamo “di rientro” da parte del proprietario. Il risultato di questa sorta di “incompatibilità” tra pulsioni ereditarie e richieste (o aspettative dell’essere umano) comporta frustrazione e conflitto da ambo le parti.

Per incompatibilità s’intende anche tutto ciò che oggigiorno “condanna” i cani a una più bassa qualità di vita; per esempio, vite sempre trascorse a guinzaglio, senza aver la possibilità di correre liberi, annusare, esplorare, socializzare con altri cani o persone. Ciò avviene soprattutto per due grandi tipi di categorie di cani: i cani poco socievoli (o “aggressivi”) e i cani che, una volta liberi, non rientrano quando il proprietario li chiama.

Ovviamente, quello che il cane diventa da adulto non è solo dato dalla genetica! Le esperienze di vita hanno anch’esse influenza sul comportamento, che poi il cane attuerà in determinate circostanze. Diciamo che una svolta cruciale dovrebbe avvenire nel mondo dell’allevamento del cane “da compagnia”, indipendentemente dalla razza.

Selezionando nelle razze il carattere socievole, docile e la predisposizione all’apprendimento, avremo cani che più si prestano ad accogliere e soddisfare la maggior parte dei proprietari che cercano il semplice “cane da compagnia” (senza entrare ora nello specifico di ogni razza). Con una più accorta selezione anche del proprietario “giusto” da parte dell’allevatore, si dovrebbero riuscire a creare binomi (cane-padrone) più in sintonia fra loro.

I canili colmi di cani che cercano casa dimostrano i vari errori commessi nella selezione (e non solo ovviamente) o cucciolate indesiderate per una mancanza di attenzione e, alla fine, è proprio il cane a pagarne le spese, facendo una vita reclusa in carcere o peggior ancora venendo soppresso.

Molte incompatibilità fra proprietario e cane potrebbero essere eliminate se, chi vuole un cane, se informasse bene sulla razza prescelta e andasse a vedere cosa caratterizza tale razza, la genetica e pulsione della stessa. Diventa fondamentale, quindi, una maggior consapevolezza nei confronti dei soggetti allevati e, ancora di più, una miglior attenzione verso chi prende certe razze piuttosto che altre.

Se voglio un cane socievole, che rientri al richiamo e “vada d’accordo” con altri cani o esseri umani, sceglierò fra le razze che hanno queste caratteristiche: alta sociabilità, alto livello di adattamento, di facile gestione, ecc. Evitando razze indipendenti, con alto livello predatorio, reattive, diffidenti o altro. Un po’ di buon senso non guasta mai! Cosi pure se i genitori della cucciolata sono conosciuti per essere schivi, mordaci e generalmente di forte temperamento, eviterò di prendere un cucciolo che da grande avrà parte dei geni (e quindi dei comportamenti) che già i genitori dimostrano di avere.

Come il comportamento del cane viene ereditato

Il comportamento del cane (come per tutti gli animali) viene ereditato per predisposizione genetica e memoria genetica.

Le “predisposizioni genetiche” verso certi comportamenti o attitudini nella vita quotidiana sono ereditate alla nascita, simili ai setting di base che possiamo trovare quando compriamo una tv o un computer. Ciò che governa queste predisposizioni è il tipo di comportamento che il cane attua istintivamente quando è posto di fronte a un particolare stimolo. Per esempio, da quanto prontamente insegue una preda, da quanto si spaventa o diventa reattivo o sicuro di sé dinanzi a un contesto di tipo sociale. Anche l’attaccamento verso una figura guida fa parte di quei comportamenti ereditati alla nascita (chi più incline e chi meno a soffrire di ansia da separazione).

La “memoria genetica” è un fenomeno diverso. Se un animale ripete un comportamento per molte volte, una “memoria” di tale comportamento viene registrata nei geni e nelle cellule e tramandata, quindi, di generazione in generazione. Questo è spiegabile, pensando alla migrazione degli uccelli migratori o al modo in cui costruiscono il nido, senza che nessun altro uccello glielo insegni. O come i cani da gregge sappiano raggruppare le pecore senza che altri cani glielo dimostrino. Tutto ciò avviene grazie alla predisposizione e memoria genetica.

Ogni tipo di cane, quindi, ha una sua specifica predisposizione e memoria genetica e questo serve a spiegare determinati comportamenti che sono tipici di una razza piuttosto di un'altra. In altre parole, sono nati con pulsioni ereditarie che caratterizzano il loro modo di comportarsi.

 


Tiziana DaRe

Educatore e RI-educatore Cinofilo Comportamentale
Diploma in Educazione e rieducazione del cane (HNC in Dog Training and Behaviour)
Specialista nel comportemento del gatto (Cat Behavior Specialist)
Membro Puppy school UK
Socio Libertas Cinofilia

 

www.obbiettivocane.com

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