Quando un uomo incontra un cane

Quando un uomo incontra un cane
18 Febbraio 2009

Quante volte, incontrando un cane per strada avete sentito il desiderio di avvicinarvi e accarezzarlo?La risposta appartiene all’ immensa varietà di pensieri che popolano la mente dell’immensa varietà delle persone presenti sulla terra.
Personalmente, quando sono in compagnia di Vicky ed incontro una coppia cane-uomo, osservo la postura del cane e quella del bipede che lo accompagna e, se l’insieme delle informazioni lo consentono, lascio che i quadrupedi socializzino. Purtroppo non accade che di rado vuoi per la mancanza di aree verdi sufficientemente lontane dal traffico, vuoi per la carenza di cani in grado di socializzare. Può accadere di incontrare un cane che, per qualche motivo, abbiamo la curiosità di conoscere. Come per gli umani così per i cani esistono delle norme di bon-ton da rispettare. Seguono alcuni consigli di buona educazione per instaurare una “conoscenza rispettosa” anche se momentanea: valutate e rispettate l’età del cane che avete di fronte; anche i cani crescono e lo fanno più in fretta degli umani, per esempio un cane di un anno è già in grado di procreare, questo per rendersi conto degli ordini di grandezza. Mi lasciano sempre perplesso quelle persone che squittiscono al vedere un cane di taglia piccola che magari può avere quattro o cinque anni, chissà cosa pensa quel povero cane di noi umani. Valutate se si trova in quello che lui può definire “il mio territorio“, gli scambi di cortesie sono facilitati dal “campo neutro“ sia che si tratti di cortesie fra cani sia fra cani e umani. Se è “appeso“ al guinzaglio e sta “trainando” il suo compagno umano difficilmente avrà voglia di “socializzare“ con un umano diverso da quello che ha la maniglia del guinzaglio in mano. Se invece le condizioni ambientali lo permettono ci si può “presentare“ ad un cane sconosciuto che “mostra“ la serenità d’animo giusta. Come fare? Per prima cosa è meglio “rimpicciolirsi” accucciandosi e disporsi non proprio di traverso al cane, la posizione che è meglio assumere è quella che non ostruisce completamente l’orizzonte, ma per così dire “lascia lo spazio per un eventuale rifiuto del contatto“. Non è detto che un cane, pur sereno, abbia voglia di fare la nostra conoscenza. E’ bene lasciare che il cane ci annusi: per il cane è importante il nostro odore. Fare tutto questo senza “piantare” i nostri occhi nei suoi, non è educato. Una cosa che gli umani fanno perché appartiene ai rituali dei discendenti le scimmie antropomorfe è guardarsi negli occhi, per i canidi “guardarsi negli occhi “ è già parlare, a volte sostenere lo sguardo può essere inteso come sfida. Modulare lo sguardo e sapere quando guardare e dove fa parte del bagaglio culturale di qualsiasi persona che desidera avere un buon rapporto con il suo cane. Con gli occhi e l’espressione facciale si possono dire tantissime cose ad un cane. Se si vuole dire qualcosa è bene ricordarsi di parlare con tono e volume medio bassi e lentamente si da comunicare serenità, non importa l’argomento trattato, purtroppo pochi bipedi insegnano la nostra lingua ai loro cani. Come per gli umani anche per i cani la conoscenza casuale rimane a livello superficiale ed è bene non pretendere troppo da un cane appena conosciuto. Se invece si incontra un cane con il quale non desidera alcun contatto basta semplicemente non incrociare il suo sguardo e proseguire.

VOTO DEGLI UTENTI

Commenta l' articolo