27 ottobre 2010
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Maltrattamenti di cani, in arrivo altre sanzioni

maltrattamenti

Con l’approvazione definitiva, da parte della Camera, della ratifica della Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia, i maltrattamenti verso i cani verranno puniti con carcere e multe salatissime. Vengono poi introdotti, nel nostro ordinamento, due nuove fattispecie di reato: il traffico e l’introduzione illecita di cani di razza da Paesi esteri, commercio particolarmente intenso dall’Est europa. Vediamo più nel dettaglio le nuove disposizioni: Il testo aumenta le pene. E’ punito con la reclusione da 3 a 18 mesi o con la multa da 5.000 euro a 30.000 euro chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie, a comportamenti, a fatiche o a lavori non sopportabili per le sue caratteristiche etologiche, oppure gli somministra sostanze stupefacenti o vietate, o lo sottopone a trattamenti o a condizioni che procurano un danno alla salute. Per chi provoca la morte di un animale, il carcere va da un minimo di quattro mesi a un massimo di due anni. Due i nuovi reati. Il primo è il traffico illegale: viene punito con la reclusione da tre mesi a un anno, e con la multa da euro 3.000 a euro 15.000, “chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce nel territorio nazionale animali da compagnia privi di sistemi per l’identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti di passaporto individuale. La pena è aumentata in caso di traffico di cuccioli. Nel caso di condanna, o di applicazione della pena, è sempre ordinata la confisca dell’animale “salvo che appartenga a persona estranea al reato”. Gli animali oggetto di sequestro o confisca saranno affidati ad associazioni o enti. Viene poi previsto un illecito amministrativo per il secondo tipo di reato, che è l’introduzione illegale. Questo si configura quando a importare illecitamente un animale non sono persone organizzate per trarre profitti dalla vendita, ma singoli non dediti al traffico. In questo caso ci sarà una sanzione amministrativa fino a mille euro. Le entrate derivanti dalle multe saranno destinate al ministero della Salute per la ripartizione tra associazioni ed enti.