15 febbraio 2013
4 min

Origine del cane e delle razze

Da quale canide discenda il cane domestico non è facile stabilirlo e molti naturalisti si sono cimentati in molte ipotesi senza pervenire a conclusione precisa: è probabile tuttavia la discendenza dal lupo o dallo sciacallo. Entrambi potrebbero essere stati addomesticati dall’uomo.

Secondo alcuni sarebbe esistita una forma estinta, il canis ferus, che avrebbe dato origine al canis familiaris. Sull’origine del cane domestico, insomma, i pareri sono discordanti. Alcuni vorrebbero che il cane da pastore fosse il capostipite delle diverse razze. Altri ancora, indicano lo sciacallo come il progenitore del cane. Anche Darwin afferma che dai documenti paleontologici deriva l’idea della pluralità d’origine del cane selvaggio. Il cane, comunque, si trova accanto all’uomo dalle epoche più remote. Sicuramente da quando ebbe inizio la domesticazione degli animali utili, come la pecora e il maiale. 

La razza più antica di cane addomesticato, fra i resti ritrovati in territorio europeo, è il cane della torba o canis familiaris palustris, il cui avvento avvenne con i costruttori di palafitte. Basandoci sui reperti osteologici si scopre che, oltre al cane della torba, anche altri animali domestici discesero da animali dell’Asia. Dal tipo primitivo si ebbero, sempre in lontanissime epoche, altre forme poiché il cane così addomesticato rivelò stupefacenti possibilità di adattamento. Via via, però, con le scoperte successive di fossili si ottennero altri resti che rivelarono le forme che dettero origine ai vari gruppi.

Così, negli strati del bronzo si scoprirono cani di grossa taglia detto cane del bronzo, probabile ancestrale del cane da pastore. Una terza forma preistorica fu stabilita nel canis familiaris intermedium o cane della cenere (in quanto i fossili vennero ritrovati in depositi di cenere), probabile progenitore di cani da caccia. Altro ancora è il canis familiaris di Inostranzewi, che alcuni studiosi  designano come antenato degli attuali alani, mastini e di alcuni tipi di cani da pastore di grossa taglia e cani da slitta; infine il canis familiaris leineri, capogruppo probabile dei levrieri.  Anche i vari tipi di terriers e di pinscher, nella loro forma originaria, proverrebbero dal cane palustre.

Sempre stando alle figurazioni di graffiti, troviamo tipi di terriers su monumenti funerari egizi. La tomba attribuita a un faraone della X dinastia (2.300 anni a.C.) presenta quattro cani: un volpoide, un segugio, un levrieroide e un tipo assai simile al Basenti. Presso gli Assiri viveva un grosso cane che si ritiene progenitore degli attuali mastini: numerose sono le rappresentazioni con motivi di caccia su bassorilievi di costruzioni babilonesi e assire sino a dieci secoli avanti Cristo, mentre il mastino risale al tempo di Alessandro e con il suo esodo dall’India venne trasportato sul suolo greco come regalo al re Poro: si iniziò l’allevamento del molosso che più tardi si continuò a trovare, anche, tra i popoli di Roma.

Gran parte delle razze canine che si sparsero per il mondo per mezzo dei Fenici o per mezzo delle migrazioni dei popoli nomadi – e non per ultimo tramite gli eserciti invasori – trarrebbe la sua origine dalla forma del mastino assiro. In ogni tempo e in ogni parte del mondo, il cane è universalmente conosciuto.  Le civiltà cinese, quella americana dei Maya, Incas e Atzeca rivelano sculture di antichissime forme canine. 

Il Medioevo e il Rinascimento segnano il trionfo dei cani da caccia, specie delle razze di segugi. Famiglie illustri, anche italiane, usavano scambiarsi coppie o mute di cani come doni di superlativo pregio. Anche i cani da salotto erano tenuti in grande considerazione tra le grandi dame e ne abbiamo testimonianza in raffigurazioni di  dipinti celebri (Tintoretto, Tiziano). Il cane è oggigiorno diffuso in ogni parte del mondo, impiegato – come in tutti i tempi – per la caccia, la guardia, la pastorizia, la compagnia. La differenza sostanziale è che l’uomo ha influito moltissimo sulla nascita delle specifiche razze e sulle caratteristiche che esse devono avere per svolgere un determinato lavoro, quindi se ne hanno alcune totalmente differenti da quelli originari e tutt’oggi si ha una continua modificazione dei tratti caratteriali e comportamentali di una razza stessa, che magari dieci anni prima aveva certe caratteristiche e dieci anni dopo, per mano dell’uomo, ha accentuato un tratto o eliminato un altro.

Oggi le razze  canine sono state riconosciute in dieci gruppi dalla Federazione cinologica italiana, e si dividono per il lavoro che devono svolgere, ad esempio nel gruppo numero 1 rientrano i cani da pastore.