9 gennaio 2013
3 min

Aidaa, al via l’operazione “Mille famiglie per mille cani anziani”

adozione

Molti cani attendono dentro a un canile che qualcuno possa adottarli e donare loro l’amore vero di una famiglia. Tra questi, numerosi sono i quattro zampe anziani, più degli agli altri destinati a rimanere senza casa per anni, se non addirittura per sempre. A tal proposito, qualche giorno fa, l’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) ha dato il via all’operazione “Mille famiglie per mille cani anziani”, con l’obiettivo di tirare fuori dai canili italiani un migliaio di pelosi che hanno più di dieci anni e trovare loro una famiglia adottiva entro il mese di giugno del 2013, così che possano “passare il resto della loro vita in maniera decente”. Molto spesso, infatti, gli anziani a quattro zampe non risultano essere tra le preferenze di chi decide di prendere un animale con sé, prediligendo il più delle volte gli esemplari giovani o i cani di razza. Ѐ più facile rimanere attratti dagli occhietti ammalianti di un cane ancora cucciolo, palla di pelo da strapazzare di coccole, piuttosto che da quelli di un povero quattro zampe con diversi anni alle spalle, bisogno di cure e attenzioni particolari. Così, con questa nuova iniziativa, l’Aidaa intende raggiungere lo scopo di snellire la presenza di cani anziani nei canili o nei rifugi. Per questo motivo l’associazione, avverte sul sito, respingerà le richieste di cuccioli o di animali non adulti. L’operazione si sta avvalendo della collaborazione di un centinaio di canili italiani e punta sul fatto che nel nostro Paese esistono almeno 50 mila famiglie con il potenziale di adozione per un cane. Chi è interessato può scrivere direttamente all’associazione animalista, inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica direttivo.aidaa@libero.it. “Ovviamente – spiega il presidente nazionale Aidaa, Lorenzo Croce, come si apprende nel blog ufficiale dell’associazione – la selezione deve avvenire in maniera assolutamente seria, in quanto per un cane anziano l’eventuale uscita e rientro in canile potrebbe rappresentare un problema psicologico molto pesante”. C’è quindi, continua Croce, “la necessità che le singole famiglie si mettano in contatto direttamente con i volontari dei canili che stanno aderendo all’iniziativa in modo che le valutazioni sulle adozioni possano essere fatte in maniera responsabile e consapevole”. In seguito, sarà avviato anche un “percorso di conoscenza tra il cane e la sua nuova famiglia, attraverso una serie di incontri in canile e successivamente nella nuova casa del cane, per verificare se ci siano o meno le possibilità di un’adozione definitiva”.