Los Angeles, nei negozi solo esemplari provenienti da canili o rifugi

Los Angeles, nei negozi solo esemplari provenienti da canili o rifugi
Autore:
Cani.com
29 Ottobre 2012

Nella cosiddetta “città degli angeli” il fenomeno del randagismo è dilagante e va alimentare una pratica assai crudele: negli USA - si legge in un articolo pubblicato su all4animals.it - sono purtroppo ancora numerosi i canili che, per politica interna, pongono sotto eutanasia gli animali in eccesso (a prescindere da età, sesso, condizioni di salute e temperamento), se non sono adottati entro un determinato numero di giorni dall’ingresso nella struttura. Nel dettaglio, sarebbero oltre 57 mila gli animali che in quest’ultimo anno sono stati ospitati nei rifugi, mentre la percentuale di quelli soppressi per mancanza di adozione o perché in condizioni di salute precarie sarebbe uguale al 25 per cento, per quanto riguarda i cani, e al 57 per cento, nel caso dei gatti. Per contrastare questo fenomeno, l’amministrazione comunale di Los Angeles, appartenente allo stato americano della California, ha deciso che intende adottare un regolamento molto ferreo, che vieti ai negozi di animali di vendere esemplari che non provengano da canili e rifugi. Tale provvedimento andrebbe a colpire i “puppy mill”, cioè i vergognosi allevamenti su larga scala in cui i quattro zampe sono cresciuti e detenuti in condizioni orribili. In questa maniera, si direbbe “No!” agli allevatori commerciali, in modo da favorire le adozioni dei tantissimi pelosi che ogni anno sono abbandonati senza alcuno scrupolo dai loro padroni, stanchi di un fardello troppo pesante da gestire, e da agevolare lo svuotamento dei canili, senza dover ricorrere agli allevamenti per acquistare un quattro zampe. Tale legge non riguarderebbe solo i cani, ma si estenderebbe pure ad altri tipi di animali, come gatti, coniglietti e altre specie domestiche. I commercianti che saranno colti in flagrante, dovranno pagare una multa di 250 dollari per ogni esemplare e rischiano, inoltre, che la loro attività sia definitivamente chiusa. La proposta coglie i favori degli animalisti, mentre non è stata ben accolta dai commercianti di cuccioli. Non è mancata qualche polemica: la vendita, secondo alcuni, non permetterebbe di stabilire se l’acquirente sia davvero adatto a custodire un cane, come invece avviene quando si sceglie un cucciolo da un rifugio o dal canile attraverso la prassi post-affido. Gli organi vigilanti, tuttavia, assicurano di far da deterrente a tutti i malintenzionati, perché saranno sempre rintracciabili e ovviamente ciclicamente contattati per verificare le condizioni del cane acquistato. Intanto, i negozianti pensano che una legge del genere finirà solo per favorire il mercato nero i cani e gatti.

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