Ma perché no ai cani dell’Est?

Ma perché no ai cani dell’Est?
27 Aprile 2012

Si legge molto in internet, si trovano allevamenti, privati, cuccioli e cucciolate nei negozi; a parer mio si è creata una gran confusione in merito al ruolo dell’allevatore cinofilo e a tutto ciò che ruota attorno al mondo dei “cuccioli”.
Si parla tanto di mercato dell’EST, i cosiddetti cuccioli “dell’Est” che vengono trasportati in condizioni malsane, senza cibo e senza acqua per giorni, rinchiusi in gabbie piccolissime e costretti a dormire sulle loro feci.
Questi cuccioli sono figli di madri portate oltre lo sfruttamento: cagne che vengono coperte (montate) e fatte partorire di continuo per anni fino alla morte; in condizioni disumane, mangiando raramente, cibo scadente, spesso avanzi marci di ristoranti o macellerie; non vengono quasi mai pulite, lavate, ripulite dalle loro feci, dai residui lasciati dai parti…
I box, quando e se esistono, perché spesso il tutto avviene all’aperto o in strutture fatiscenti e decadenti pullulano di mosche e insetti, spesso topi, ratti, scarafaggi, sanguisughe, serpenti.
Ma al di là di tutto ciò, queste povere femmine, ma come vengono trattate?!
Vi lascio immaginare in che modo un cane (maschio o femmina che sia, giovane o vecchio) possa restare sano in tali condizioni: senza vaccini, senza protezione alcuna, infestato di pulci e di zecche, di pidocchi e mosche che popolano le mammelle piene di latte…
Ogni calore, cuccioli su cuccioli, da allattare, da seguire che spesso muoiono perché la madre è troppo esausta per seguirli tutti.
Ogni volta…
Spesso le madri muoiono con infezioni vaginali, infezioni delle vie urinarie, tumori alle mammelle, tumori all’utero….
In queste condizioni si sviluppano forme di artrosi e artrite ossea e forme di infiammazione delle articolazioni per la postura che le obbligano ad assumere, senza mai potersi muovere, sdraiate, ricurve ad allattare. Sempre. Costrette al freddo e al gelo o sotto il sole cocente a fare le madri. Mai una corsa, una sana giocata, una sana mangiata, acqua fresca e aria pulita, sarebbe un sogno.
Anche il peggiore dei nostri canile diventerebbe una reggia.
In queste condizioni non è difficile immaginare che si possano sviluppare delle displasie che vengono poi passate ai cuccioli congenitamente.
E poi, finalmente, intorno ai 40 giorni i piccoli vengono staccati dalla mamma (età in cui si dovrebbe iniziare GRADUALMENTE a svezzare i cuccioli) per affrontare un viaggio che li porta all’estremo delle loro forze, dove tanti di loro perdono la vita per strada.
Muiono perché non sanno ancora mangiare da soli, muoiono di sete, muoiono perché sono deboli, muoiono perché già erano malati… muoiono ammassati…muoiono e vengono gettati come carcasse inutili ai lati delle strade. Corpi indifesi di cuccioli innocenti che vengono lanciati fuori dai furgoni o dai finestrini delle auto in corsa.
E’ tutto vero.
Finalmente, quelli più forti, arrivano in Italia.
Nelle strutture di smistamento.
Da qui si parte con una buona dose di anabolizzanti, dati da veterinari o contrabbandieri di anfetamine che sostengono tutto questo e ricavano la loro bella fetta di guadagno, e da ora vengono ”bombati”, ossia, drogati in modo da rimettere in sesto i cuccioli deboli e stanchi, tramortiti e impauriti e farli sembrare forti e sani, ovviamente vivaci perché drogati, e sicuramente sembreranno tutt’altro che malati!
A questo punto vengono smerciati, ceduti, venduti per poche decine di euro ad “allevamenti” di dubbia origine, magazzini che si occupano delle vendite ON-LINE, negozietti, cliniche veterinarie e chi più ne ha più ne metta.
Arrivano da chi ce li vende: Quanto costa a loro tutto questo? Circa 60 euro. E non è gente non sà, che non sapeva, non è gente in buona fede; è gente che fa finta di niente e spera di farla franca, truffatori all’Italiana, truffatori con stile.
Sopravvissuti a tutto questo niente ci dice che siano cuccioli sani, anzi, sono altri piccoli potenziali cadaveri; solo che stanno per morire in casa di uno di noi.
A un certo punto voi volete un cane, giustamente, un cane di razza, un bel cane, e fate un giro di telefonate, visitate allevamenti vari dove vi propongono cani dai 300 euro fino ai 1800 euro?
1800 euro? Per un cane?! MA SIAMO IMPAZZITI!
Meglio quel bel cucciolotto da 300 euro che abbiamo visto al negozio (fa niente se non ha pedigree, non dobbiamo mica fare le gare!) era così dolce; oppure quello in quell’allevamento tanto pubblicizzato… anche quello non era male, a 400 euro…si può fare…e poi a noi serve un cane da casa…
Quanto avete speso per questo cane?
Circa 350/ 400 euro.
Per un povero cristo.
Sicuramente vi hanno detto che ha il libretto sanitario e il microchip e magari la certificazione veterinaria.
E ci credete? Credete che questa roba possa essere vera?
Anche il passaporto di Leo era originale, peccato che Leo dimostrava forse 4 mesi e la data di nascita risaliva a qualche anno prima.
Ci si può fidare di certificazioni veterinarie di gente così?
Ciò che questa gente chiama libretto sanitario non è altro che il documento scritto della fregatura che state prendendo, perché quel cane sta male, e in pochi giorni, senza anabolizzanti, starà sempre peggio e morrà.
Ma tranquilli tutti!
Famiglia in lacrime, bambini distrutti, la mamma con un semi-esaurimento nervoso, il papà con il portafoglio vuoto perché prima di far morire il pelosetto si è tentato di curarlo (e le cure costano dai bravi veterinari), a questo punto arriva la frase di rito: “Venite, ve lo sostituisco”
COME SCUSA?!
SOSTITUISCI IL MIO CANE?! NON E’ MICA UN MAGLIONE?!
A volte la fanno franca, vi rifilano il cucciolo che pare in partenza meno malato e se Dio lo assiste per due o tre anni sopravvive.
Certe volte si beccano grandi incazzature, che in realtà non servono a molto perché il problema è ben più grosso e più distante da noi…
A volte, qualcuno apprende dalle brutte esperienze e cerca un cane, di razza, bello e sano in un allevamento professionale, dove, non a caso lavorano esperti, allevatori, amatori ed estimatori di cani.
Luoghi in cui ogni cane è unico, amato e coccolato.
Luoghi in cui anche una sbucciatura viene curata e se capitasse la sfiga di un cucciolo malato la soluzione non sarebbe di certo “venga che glielo sostituisco”.
Diffidate di chi vi propone cani a prezzi troppo bassi e soprattutto richiedete il pedigree.
Diffidate di chi vi dice che il prezzo del cane aumenta se c’è il pedigree.
Il pedigree è lo stato di famiglia del cane, la sua carta d’identità, il suo stato di provenienza, la carta che canta!
Ogni falla e ogni errore appare dal pedigree: ad esempio, gli accoppiamenti tra consanguinei: quanta gente si lamenta di avere un cane “matto” o disturbato, aggressivo, difficile…gli accoppiamenti tra madre e figlio o tra fratelli, o comunque tra parenti sviluppano tare mentali non indifferenti, di grande rilevanza se si vuole un cane che sia anche mentalmente sano!
Le displasie si possono capire dal pedigree.
In ogni caso un serio allevatore vi metterà di fronte ogni problematica, informazione, rivelazione, riguardante la razza.
Affidatevi a chi con i cani ci vive tutto il giorno, per tutti i giorni e sarete sicuri di essere capitati in un posto in cui, anche dopo l’adozione, la disponibilità sarà 24 su 24.
Il nostro lavoro è amare i cani.
Ovviamente questa polemica non è indirizzata a tutti i cani provenienti dall’est Europeo…
Nell’est Europa ci sono anche allevatori di degna considerazione, la cui devozione e amorevole cura dei cani è infinita.
Ci sono ottimi allevamenti, anche dalla fama notevole e internazionale, a cui rispetto e ammirazione non dovrebbero mancare, in cui competenza e serietà sono i pilastri portanti del loro lavoro con i pelosi.
Purtroppo però, il dilagarsi dello smercio illegale e del contrabbando dei cani dell’est è un fenomeno che divampa a vista d’occhio portando a noi allevatori italiani seri problemi.
Noi che tentiamo di lavorare con logica e criterio veniamo silenziosamente soffocati da questo fenomeno e se non facciamo qualcosa per impedirlo molti allevatori saranno costretti a tirare i remi in barca, smettere di allevare, appendere al chiodo professionalità e competenza, abbandonare una passione che per alcuni è un lavoro a tempo pieno, dando sempre più spazio ai questi cagnari senza cuore.

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