3 dicembre 2012
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Bilancio in rosso, proposta shock di un consigliere comunale: «Abbattiamo 200 cani»

Tempi neri per la cittadina di Castelvetro, in provincia di Modena: il Comune non ha abbastanza soldi per garantire i servizi ai cittadini e un consigliere comunale del Pdl, Bruno Rinaldi, ha così pensato bene di risolvere il problema proponendo l’abbattimento di 200 pelosi del canile intercomunale, in modo da «risparmiare 500.000 euro per le persone». Proprio come accade nelle perreras spagnole, luoghi di passaggio dove vengono portati i trovatelli a quattro zampe, che dopo qualche tempo possono essere soppressi in maniere sconcertanti. A sostenere la proposta di Rinaldi, un altro consigliere comunale, Massimo Brunetti, della lista Centrosinistra per Castelvetro: «Se il ragionamento di Rinaldi è di ridurre la spesa, quello è sicuramente un buon metodo. Dal nostro punto di vista, questo è comunque un costo sostenibile – spiega il politico – poiché l’alternativa sarebbe quella di avere cani randagi e sappiamo benissimo che questo è un problema di salute pubblica». Il consigliere sembra quasi ironico nel replicare alle dichiarazioni dell’esponente del Pdl, quando invece la faccenda sta mandando su tutte le furie le associazioni animaliste e tutti quelli che hanno a cuore la sorte dei nostri amici a quattro zampe : «In Spagna – continua Brunetti, così come si legge in un articolo pubblicato su modenatoday.it – dopo un mese o due che i cani sono nei canili, gli sparano. Evidentemente il consigliere Rinaldi sta proponendo questo tipo di politiche, o sparargli o comunque delle politiche meno costose». Molto dura la Lega anti vivisezione, che ha denunciato il fatto: «La Lav di Modena apprende dalla stampa che durante il consiglio comunale di Castelvetro (MO) del 29 ottobre 2012, in merito al rinnovo della convenzione con la cooperativa Caleidos per la gestione del canile intercomunale nel biennio 2013/2014, il consigliere Pdl Bruno Rinaldi si è schierato a favore della soppressione di 200 cani del canile, facendo riferimento al metodo incivile utilizzato nelle perreras spagnole». Chi ha rilasciato queste dichiarazioni ignora ciò che stabilisce la normativa italiana: «Ricordiamo a queste persone che, a prescindere dal lato etico e morale di ciò che hanno così gravemente affermato, la soppressione di animali non reclamati – dichiara la Lav – è vietata da circa 20 anni ( Legge 281 del 1991). In più la Legge 189 del 2004 ha creato una fattispecie penale (l’art 544 bis del codice penale) per i casi di uccisione animale». Di certo «non è una soluzione eticamente proponibile».