Cani, ecco le nuove regole del Ministero della Salute
12 settembre 2016
2 min

Cani, ecco le nuove regole del Ministero della Salute

aggressività attualità

Dal patentino per proprietari al guinzaglio bloccato. Con l’ordinanza del 13 luglio 2016 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 7 settembre, il Ministero della Salute ha prorogato le regole in materia di “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”. Di seguito le principali.

Innanzitutto, il proprietario di un cane “non può essere né un infermo di mente né un minorenne”, per cui “è necessario che ad assumersi la responsabilità dell’animale sia il genitore o un altro soggetto adulto, registrandolo a proprio nome all’anagrafe canina”. Inoltre – come si legge su studiocataldi.it – è vietato possedere un quattro zampe ai “delinquenti abituali o per tendenza, per chi risulta sottoposto a misure di prevenzione personale o sicurezza; per chi abbia riportato condanne, anche non definitive, per delitti non colposi contro la persona o contro il patrimonio, con pene superiori a 2 anni di reclusione”.

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Non sono esenti da responsabilità nemmeno i dog sitter che, se è il caso, devono rispondere sia civilmente sia penalmente dei danni provocati dal proprio assistito a quattro zampe a persone, cose o altri animali. A tal proposito, l’ordinanza impone al proprietario di affidare il cane “a persone in grado di gestirlo correttamente”.

Per evitare spiacevoli episodi, occorre sempre utilizzare il guinzaglio a una misura non superiore a un metro e mezzo, e, se si utilizza quello allungabile, occorre bloccarlo alla lunghezza indicata. Inoltre, in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti, è necessario portare sempre con sé una museruola, morbida o rigida che sia.

Altro compito dei proprietari di cani è raccogliere le loro feci, portandosi dietro sacchetti o altri strumenti idonei alla raccolta, così da preservare il decoro urbano. In più, “per chi partecipa ai percorsi formativi organizzati da comuni e servizi veterinari delle Asl è previsto il rilascio di un ‘patentino’, ossia di un attestato di partecipazione. Inoltre, se i veterinari rilevano che tra i propri pazienti ci sono cani che si sono resi protagonisti di episodi di morsi o di aggressioni possono – si continua a leggere – imporre ai proprietari l’obbligo di svolgere il percorso di formazione. Laddove, invece, rilevino che alcuni assistiti debbano essere sottoposti ad una valutazione comportamentale hanno l’obbligo di segnalarlo all’Asl”.