15 febbraio 2013
2 min

Fido? Capisce il punto di vista umano!

Quante volte vi sarà capitato di vedere il vostro adorabile quattro zampe fare una marachella o rubacchiare del cibo proprio quando eravate distratti o, in ogni caso, non nella condizione di poterlo vedere e tenere sotto controllo? Già, Fido capisce quando è meglio agire senza che il proprio proprietario lo colga in flagranza, questo perché è in grado di comprendere il punto di vista umano. Cosa per molti probabilmente ovvia, ma finora mai dimostrata. Se gli amanti dei cani sostengono da anni questa tesi, solo adesso, infatti, se ne sta avendo conferma anche da parte della scienza. A darne prova – secondo quanto riportato in un articolo pubblicato sulla pagina dedicata al mondo animale de lastampa.it – sono stati alcuni ricercatori dell’Università di Portsmouth (Regno Unito), che in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Animal Cognition” mostrano come i cani siano molto più propensi a rubacchiare del cibo quando pensano che nessuno li possa vedere. Per “nessuno” s’intende, più precisamente, l’essere umano che ha raccomandato loro di non toccare la ciotola. In particolare, gli esperti avrebbero scoperto che, se un uomo ordina a un amico a quattro zampe di non prendere del cibo, le probabilità di vederlo disobbedire e fare esattamente il contrario aumentano di quattro volte in una stanza buia, rispetto a una stanza illuminata. Questo sarebbe riconducibile – spiegano gli psicologi – al fatto che i quattro zampe e gli animali in generale tengono conto di ciò che l’uomo può o non può vedere. “Quello che abbiamo evidenziato è incredibile, perché implica che i cani comprendano che l’uomo al buio non può vederli”, dice al Daily Mail Juliane Kaminski dell’Università di Portsmouth. “Questo significa – aggiunge la studiosa – che l’animale potrebbe comprendere il punto di vista umano”. A tali conclusioni si è giunti conducendo una ricerca – finanziata dalla Max Planck Society – avente come oggetto un totale di 42 esemplari di cane femmine e altri 42 di maschi, in entrambi i casi di almeno un anno ciascuno. Grazie a una serie di esperimenti in condizioni di luce diversi e su pelosi domestici, si è capito così che i “cani decidono che è più sicuro ‘rubacchiare’ il cibo quando la stanza è buia, perché – conclude Juliane Kaminski – comprendono in parte il punto di vista umano”. Ovviamente non occorre fermarsi a questo studio, ma effettuare ulteriori ricerche per identificare quali meccanismi controllino il comportamento dei quattro zampe.