22 marzo 2013
2 min

La storia di Dado, sopravvissuto al terremoto de L’Aquila: scappa da casa per tornare al canile

amicizia amore

Ѐ scappato dalla sua nuova proprietaria e ha percorso quindici chilometri in mezzo ai boschi per ritornare al canile in cui negli ultimi anni era vissuto e che ormai considerava come la sua unica vera famiglia. Protagonista di questa storia “al contrario” – visto che di solito si fugge per ritornare a casa – è Dado, un meticcio di razza Labrador sopravvissuto al sisma abruzzese del 2009, ma subito dopo quella tragedia senza più i padroni e una casa. Allora aveva sei mesi e si vedeva aggirarsi solo per la città. “Mi ha cercato – racconta in un articolo di torino.repubblica.it Graziella Avondetto, responsabile del rifugio della Lega Nazionale del Cane di Bibiana (TO), in cui dopo il terremoto è stato accolto Dado – un’amica della Lega dell’Abruzzo, chiedendo se potevamo occuparcene, dato lo stato di emergenza in cui si trovavano. Avevano accolto 700 cani, con soli 300 posti a disposizione”. Così, è iniziato il lavoro di recupero del cagnolone, arrivato in canile visibilmente traumatizzato dalla grande catastrofe che aveva colpito il territorio de L’Aquila: “Non sopportava i rumori forti, si ritirava nel suo box e – continua la donna – tremava, presentava i sintomi di chi ha subito un trauma. Ѐ apparso subito un caso da seguire con attenzione”. Ecco, allora, che grazie alla pazienza dei volontari del rifugio e alle cure di un veterinario comportamentista, il povero quattro zampe dopo qualche tempo ha iniziato a dare segnali di ripresa: “Abbiamo creato per lui un branco di cinque cani – spiega la Avondetto a La Repubblica di Torino – che di notte se ne stavano liberi nel prato, a fare la guardia. Dado si è rivelato presto un leader, svolgeva il ruolo di capobranco. Dopo qualche mese stava meglio”. Motivo per cui, il rifugio ha deciso di darlo in adozione: si è resa disponibile una signora di Prarostino, sempre in provincia di Torino, con casa in collina, in mezzo a un bosco, in cui già risiedeva una cagna a sua volta desiderosa di compagnia. Tre giorni dopo, Dado era sparito. Gli addetti del canile l’hanno ritrovato dopo due settimane, fermo davanti alla recinzione della struttura: dopo aver vagato nei boschi era diventato scheletrico, “doveva avere perso – fanno sapere dal rifugio – almeno dieci chili. Ѐ entrato in canile, felice: si sentiva di nuovo a casa, fra i suoi amici. Ora è qui, non lo lasceremo più andare via”.