25 ottobre 2009
2 min

Nuove frontiere della pet therapy

Un bagno in piscina per avere un ambiente rilassante e un cane per essere stimolati: sono questi i due ingredienti di un nuovo concetto di pet therapy. E pare che il connubio, sui bambini, funzioni. si e parlato di questo nell ambito del congresso internazionale del benessere che si e svolto a Roma. L uso di cani addestrati ed abituati alla presenza dell acqua riuscirebbe a far socializzare bambini affetti da varie sindromi psico-somatiche. Il centro in cui si pratica questa particolare pet therapy si trova a Ponti sul Mincio, in provincia di Mantova, e i risultati raccolti finora su bambini autistici o dislessici sono positivi. L acqua favorisce una sensazione di benessere e piacevolezza che mette a suo agio il bambino che si trova nella condizione migliore per interagire con l animale. La piscina in cui si pratica questa particolare pet therapy e stata costruita apposta e prevede una zona di acqua bassa, meno di dieci centimetri, e una parte, centrale, con l acqua fino a 60 centimetri per permettere al bambino di stare in piedi. Seguito dai genitori, da un veterinario, da uno psicologo, da un pediatra e da un medico specialista, il bambino passa una intera giornata nel centro per sottoporsi alla pet therapy. Dopo il primo approccio – ha sottolineato il direttore del centro – si decide come proseguire. Ogni forma di disabilita fisica o cognitiva potrebbe trarre beneficio dalla pet therapy ma bisogna decidere man mano come proseguire.