4 aprile 2013
3 min

Piccola vittoria in Romania, arriva l’anagrafe canina contro il fenomeno del randagismo

abbandono

Presto tutti i cani padronali rumeni verranno registrati all’anagrafe canina, con il relativo innesto del microchip. Potrebbe essere una buona soluzione in un Paese tristemente famoso per un alto livello di randagismo e per le periodiche mattanze di trovatelli incentivate dal governo stesso. Merito di questa importante conquista – si legge in articolo pubblicato sul sito animalista pets.greenstyle.it – è l’associazione Save the Dogs, gestita dall’italiana Sara Turetta, da tempo sul territorio con ottimi risultati: “Negli ultimi anni – spiega la donna – le associazioni di tutela animale che operano nelle zone a forte tasso di randagismo hanno riflettuto molto sul ruolo svolto dai cani padronali nell’incremento del triste fenomeno. E sono arrivate alla conclusione che sono proprio questi ultimi a produrre le cucciolate che vanno a ingrossare le fila degli animali di strada”. In effetti, in Romania, gli amici a quattro zampe sono gestiti in maniera piuttosto libera dai loro proprietari. «Sono tante le famiglie rumene contadine che tengono il cane nel cortile di casa di giorno ma che – continua a raccontare la Turetta, come si apprende dal Corriere – lo lasciano girovagare di notte, libero di accoppiarsi. Poi ci sono le cagne femmine, anche quelle perpetuamente tenute alla catena, che, quando vanno in calore, sono oggetto delle visite di cani maschi vaganti, randagi o padronali che siano. Quando partoriscono la cucciolata, quest’ultima viene buttata in strada o nell’immondizia». Si aggiunge un altro fenomeno: molto spesso, infatti, i contadini prelevano dalla strada poveri trovatelli per legarli a fare la guardia agli orti lontani da casa. Questi animali sono sempre soli, non sono nutriti giornalmente e sono abbandonati con l’arrivo dell’autunno, quando l’orto non è più produttivo. Così, accade che questi quattro zampe si accoppino fra di loro o i pochi cani di strada non ancora sterilizzati: secondo alcuni studi internazionali, i nuovi animali che si inseriscono sul territorio sono per l’80 per cento cani “di casa” abbandonati o figli di questi. “Per questo motivo – conclude la Turetta – in partnership con il comune di Cernavoda e con quello di Medgidia, abbiamo stilato due regolamenti che impongono ai padroni di accogliere un impiegato municipale che registra il cane, un vigile e un collaboratore di Save the Dogs che impianta il microchip e sterilizza l’animale gratuitamente nelle cliniche delle due cittadine, prima di restituirlo alla famiglia”. Per chi rifiuta questo servizio gratuito è previsto il pagamento di una tassa.