29 marzo 2012
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Torturati e uccisi: l’orrore dei cani maltrattati

maltrattamento
Gli episodi di maltrattamento nei confronti dei nostri amici a quattro zampe sembrano non avere proprio fine e ogni volta si assiste a sevizie sempre peggiori. Ne sono una triste testimonianza i fatti giornalmente riportati dalla cronaca. Uno fra tutti, per esempio, quello riguardante un povero cucciolo torturato senza alcuna pietà fino alla morte. Il piccolo meticcio è stato prima lapidato, poi soffocato con una corda e, infine, trascinato sul terreno per alcuni metri. Ѐ accaduto a Taranto, in zona Tamburi, non lontano dal fiume Galesa. Già in passato, questa zona è stata teatro di casi di maltrattamento verso gli animali. Nulla si sa sul possibile autore dell’ultimo gesto spietato, che ha lasciato attoniti e sconcertati in molti. «Quel che è certo – spiega Rosanna Pisani, presidente della Sezione Enpa di Taranto – è che presenteremo denuncia alla Procura di Taranto per maltrattamento e uccisione di animali; con l’occasione mi appello a tutti i possibili testimoni affinché ci aiutino a dare un nome e un volto al criminale». Secondo quanto riportato da animalienaimali.it, vicino al corpicino straziato del povero meticcio, i volontari dell’Enpa hanno trovato altri tre cuccioli, forse i fratellini della vittima. Gli animali non presentavano alcun segno di maltrattamento, ma erano in buone condizioni di salute. Adesso sono nelle mani sicure della Protezione Animali, in attesa che qualcuno li possa adottare. Dinanzi a questo massacro così efferato, si è espressa anche Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa: «Ancora una volta – commenta – mi vedo costretta a richiamare le istituzioni locali, responsabili per gli animali vaganti sul loro territorio, ai loro doveri in materia di prevenzione e controllo del randagismo». Un altro recente episodio di maltrattamento, invece, ha come protagonista una povera cagnolina di Remedello, in provincia di Brescia. Ѐ stata trovata, denutrita e con evidenti segni di legature alle zampe posteriori e al muso, dalle guardie ecozoofile dell’Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente (ANPANA). Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa GeaPress, il legaccio al muso sarebbe servito a non farla abbaiare. Inoltre, la cagnolina è stata trovata senza nulla da mangiare e da bere, oltre che senza riparo. Durante la visita medica cui è stata sottoposta dopo il ritrovamento, sono stati individuati anche diversi traumi da percosse. Tra l’altro, nell’urina sono state rinvenute evidenti tracce di sangue. A essere denunciata una donna del luogo. Intanto, l’ANPANA ha provveduto a istruire le pratiche per l’affido giudiziario della povera cagnetta.