Sequestrato allevamento di quasi 100 Barboncini a Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, gestito da un’imprenditrice con precedenti e in cui i poveri malcapitati a quattro zampe erano rinchiusi in strutture precarie, sovraffollate e pericolose. Alcuni di loro erano anche feriti o mutilati, inoltre venivano venduti a prezzi tra 1.800 e i 2.800 euro. L’accusa rivolta nei confronti della donna è di maltrattamenti di animali e abuso edilizio.
Stando a quanto riportato da lanazione.it, adesso i Barboncini sono tutti al sicuro: il giudice, infatti, ha disposto il loro affidamento a rifugi gestiti dall’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), che si occuperà del loro recupero. Sul sito dell’associazione si legge che “la risposta dei cittadini è stata immediata: sono oltre 1500 le richieste di pre-affido ricevute nelle prime 24 ore. Di queste, circa 200 persone hanno già compilato il questionario, primo passaggio necessario per avviare un percorso consapevole. Un dato che testimonia attenzione e partecipazione, ma che richiede anche tempi e verifiche”. Enpa ricorda che ancora non è possibile adottare quetsi quattro zampe e che la casella dedicata per le richieste di pre-affido è: sequestro.pisa@enpa.org. Intanto, il mondo politico toscano discute della possibilità di istituire un Garante regionale degli animali, come già fatto in altre Regioni come Piemonte, Sicilia e Abruzzo.