Allergie e pancreatiti nel cane

Allergie e pancreatiti nel cane
16 Gennaio 2013

C'è una forte relazione tra le allergie e l’insufficienza pancreatica nel cane. Gli enzimi catalizzano e regolano tutte le reazioni biochimiche all’interno dell’organismo. Per comprendere questa relazione, che dimostra come una cattiva digestione si rifletta poi sullo stato generale di salute dell’animale, occorre comprendere il concetto di predigestione degli alimenti da parte degli stessi enzimi in essi naturalmente contenuti.

Ѐ noto come i cibi crudi e fermentati siano naturalmente ricchi degli specifici enzimi necessari alla loro digestione: i cereali germogliati contengono elevate quantità di amilasi e glicoamilasi, e la stessa carne cruda è ricca di proteasi. Purtroppo, oggi, è molto difficile mantenere una dieta ricca di alimenti crudi e vitali. Gli alimenti cotti o devitalizzati di cui i nostri animali si nutrono (in parte anche per necessità, poiché mangiare certi alimenti in forma cruda - come la carne - genera rischi per la salute) non svolgono più quel processo di “autodigestione”, e ciò significa maggior stress e un superlavoro per il pancreas, che spesso diventa ipertrofico.

Di fatto, nel corso del tempo, la produzione enzimatica generale del pancreas - così come tutto il sistema endocrino - è sottoposta a notevole stress, fino ad arrivare a un vero e proprio esaurimento energetico, ormonale e metabolico. Specie nei gatti, sono frequenti episodi di pancreatine: tale animale, infatti, non assimila bene i carboidrati per una carenza di enzimi digestivi deputati alla digestione.

Molti croccantini che si trovano sul mercato arrivano, anche, a una concentrazione di cereali e mais che supera il 40 per cento. Ciò provoca al pancreas uno stress tale, per cui quest’organo non riesce poi a sintetizzare enzimi sufficienti alla digestione dei carboidrati, accumulando così un eccesso di carboidrati non digeriti che fermentano, con conseguente alterata flora batterica e stress del sistema immunitario. Da questo derivano allergie, intolleranze e un sistema immunitario inefficace, che apre le porte a infezioni virali e neoplasie.

Ecco perché una buona integrazione di enzimi digestivi naturali ed efficaci, come gli enzimi fungali da maltodestrine fermentete, non solo può condurre a una rapida eliminazione dei problemi di digestione e assimilazione, ma può contribuire a rigenerare l’intero sistema metabolico ed energetico dell’animale. Una delle aree più importanti direttamente legate alla cattiva digestione enzimatica degli alimenti è quella delle allergie, oltre a quella delle patologie autoimmuni e infiammatorie.

Ѐ noto che frammenti molecolari dei cibi non digeriti, in particolare quelli di origine proteica, rientrano in circolo attraverso la membrana intestinale, scatenando nel tempo tutta una serie di reazioni immunitarie che possono sfociare dapprima nelle allergie e poi in gravi forme infiammatorie e autoimmuni. La terapia enzimatica ha dimostrato di essere efficace nel prevenire la formazione dei complessi immunitari circolanti, che causano l’infiammazione intestinale cronica, tipica di patologie come le coliti o IBD.

Si sa, infatti, che la carenza di enzimi esogeni e la parallela iperstimolazione del pancreas a produrre enzimi digestivi, genera un’attivazione anomala dei leucociti. Il loro livello nel sangue s’innalza dopo un pasto. Ciò è dovuto al fatto che i leucociti sono ricchi di enzimi, in particolare di amilasi, ma anche di proteasi e lipasi, che utilizzano per svolgere la loro azione immunitaria. Quando, però, vi è carenza di enzimi digestivi, i leucociti cessano di operare come agenti immunitari e cedono i loro enzimi al processo digestivo. L’organismo diverrà via via sempre più debole, perché, come detto, si andrà costantemente a sottrarre enzimi ad altre funzioni vitali (in primis, al sistema immunitario e in particolare ai globuli bianchi).

Purtroppo la cottura, la raffinazione, i trattamenti chimici, fanno sì che il prevalentemente di cibo devitalizzato non svolga più quel processo di autodigestione. Così il pancreas deve lavorare di più, per secernere gli enzimi digestivi e nel tempo può andare incontro a esaurimento. Difatti, i problemi digestivi aumentano progressivamente con l’età. L’integrazione di enzimi digestivi può migliorare, quindi, la digestione e l’assimilazione dei nutrienti. In commercio esistono enzimi digestivi di derivazione animale, ma l’acidità del succo gastrico all’interno dello stomaco li distrugge e pochi soltanto di questi enzimi raggiungono l’intestino.

Riassumendo, l’integrazione di enzimi digestivi da maltodestrine fermentate, oltre ad avere effetti benefici diretti sulla digestione, ha potenti effetti indiretti sulla funzionalità immunitaria, andando a spezzare quel circolo vizioso per cui la carenza di enzimi nei cibi ingenti crea un notevole stress al pancreas e, dunque, una riduzione della sua capacità immunitaria.

Fondamentale, quindi, per chi non può fare a meno dei croccantini, è integrarli con enzimi digestivi per migliorarne la digeribilità. Rimane importante il concetto, per cui il cibo crudo ha una qualità proteica e una ricchezza enzimatica che è senz’altro il migliore alimento per il mantenimento di un organismo sano e un sistema immunitario efficace nel tempo.

Dott. Alessandro Prota - Veterinario Esperto in Medicina Naturale
Consulenze on line 3393201159

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