Dieta e tumori nel cane e nel gatto

Dieta e tumori nel cane e nel gatto
06 Giugno 2014

Per impedire al corpo di ammalarsi è fondamentale mantenere bassa l’infiammazione di tutti gli organi e tessuti. Per ridurre l’infiammazione occorre abbassare drasticamente la quota di carboidrati nel cibo, spesso presente in alta percentuale in quello industriale.

In natura i carboidrati nel cibo del cane non superano il 10 %, mentre nel gatto il 3 -5 %. Se pensiamo alla quota di grano, mais, barbabietola, melassa e farina di riso presente in molti cibi industriali spesso si arriva anche al 44% di carboidrati.

L’eccesso di carboidrati provoca un aumento di insulina in circolo, che causa un aumento del fattore di crescita IGF. Questo, attraverso l’attivazione di alcuni recettori, stimola la sintesi di DNA, promuove la proliferazione di cellule tumorali che durante la vita di un animale possono formarsi per un eccesso di acidità tessutale, fenomeni degenerativi, ipossia tessutale.

Inoltre, l’eccesso di insulina promuove l’accumulo di grasso all’interno dell’addome, che ad accumularsi nella maggior parte degli organi. L’accumulo di grasso impedisce alle cellule della difesa di riconoscere le cellule tumorali. Se il grasso si accumula attorno al pancreas e all’intestino, provoca infiammazione, alterando la funzionalità di questi organi con pancreatiti e coliti.

Il cibo industriale può causare una carenza enzimatica e un’alterazione della flora intestinale, che sono alla base di un dismicrobismo, con alterata assimilazione degli alimenti, con indebolimento del sistema immunitario che, anziché impegnarsi nella difesa dell’organismo contro batteri, virus e cellule neoplastiche, deve accorrere contro tossine e sostanze chimiche presenti nel cibo.

L’unica arma a disposizione che il proprietario ha per difendere il proprio animale dai tumori e la qualità del cibo è evitare eccessi di calorie (che promuovono l’infiammazione), limitare l’uso di antiparassitari e l’eccesso di vaccinazioni.

Il cibo deve avere una quota di crudo e una parte di cotto (parzialmente), il crudo è indispensabile per preservare gli enzimi che servono a digerire, inoltre tutte le vitamine e gli amminoacidi (i mattoni per costruire i tessuti e muscoli) presenti nella carne e nel pesce vengono demoliti dal calore, per cui una parziale cottura impedisce alle proteine di denaturare.

Il soggetto anziano nel tempo produce più radicali liberi e acidità tessutale, tutte condizioni che favoriscono la crescita di cellule atipiche dette neoplastiche. Se il sistema immunitario non è efficace, allora queste cellule atipiche proliferano sviluppando noduli. Quindi il cibo, se in eccesso, produce un carico di scorie che se non viene prontamente eliminato dagli emuntori (rene, intestino, pelle, mucose) aumenta l’acidità tessutale, provocando infiammazioni diffuse come dolori articolari, infiammazione del fegato, del rene, eczemi, irritabilità cerebrale, coliti.

Tutto questo per spiegare che l’eccesso di cibo provoca infiammazione, degenerazione, fino al cancro, e l’eccesso di insulina è una delle prime cause di proliferazione di cellule neoplastiche.

Infatti, le cellule neoplastiche hanno un gran numero di recettori per l’insulina, più delle cellule normali, per questo motivo attirano l’insulina in circolo facendo entrare gli zuccheri all’interno della cellula. Per questo motivo, l’eccesso di carboidrati aumenta in maniera rapida la crescita tumorale. In campo umano si cerca in alcuni protocolli terapeutici di aggiungere la metoformina che inibisce la glucogenesi epatica, aumenta la sensibilità recettoriale all’insulina, abbassando la glicemia.

In natura la quantità di carboidrati è senza dubbio inferiore rispetto a quella che ingeriscono i nostri animali amici cani e gatti in appartamento, inoltre non digeriscono bene l’amido essendo privi di amilasi salivare (cosa che invece ha l’uomo). I carboidrati assunti sotto forma di grano, mais, farine in genere alcalinizzano l’ambiente acido dello stomaco, rallentando la digestione delle proteine che non vengono bene aggredite dall’acido dello stomaco. Questo stimola un’ulteriore produzione di acido cloridico dello stomaco che con il tempo provoca gastriti.

Altro importante problema è che la chimica presente in alcuni cibi industriali, quali aromatizzanti, additivi, rilascio di metalli pesanti dagli involucri e antiossidanti, oltre ad un’azione potenzialmente tossica infiammatoria della parete intestinale, distruggono gli enzimi. Inoltre, alcune partite di alimenti possono avere una quota di micotossine dal mais, grano o farine mal conservate. Le micotossine hanno un’azione cancerogena al fegato e con il torrente circolatorio possono raggiungere vari organi e depositarsi nel tessuto adiposo.

Per una prevenzione del cancro, il cane e il gatto devono assumere proteine di alta qualità (senza esagerare) con la carne, alternandola al pesce e uova. Il grano e il mais andrebbero evitati, anche perché il cane e il gatto non tollerano bene il glutine e l’amido, alcune razze sono celiaci con reazione infiammatoria della parete intestinale fino al tumore intestinale.

Le proteine nei soggetti anziani non possono essere escluse, perché con l’invecchiamento aumentano i processi catabolici con riduzione della massa muscolare e aumento della produzione di radicali liberi, aumentando quindi l’acidità tessutale che deve essere compensata da una dieta alcalinizzante con una riduzione delle proteine animali e aumentando la quota di vegetali sia cotti che crudi. I carboidrati possono essere dati da una piccola quota di riso integrale a secondo della patologia, età e specie, inoltre alcuni legumi (lenticchie, piselli, ecc.) possono sostituire le proteine animali, ma devono essere dosati in relazione alla sensibilità individuale.

Il pasto frazionato in più riprese deve avere una quota alta di antiossidanti, vitamine e minerali. La natura ci offre la possibilità di integrare con la curcuma che, oltre che antiossidante, è anche antitumorale, funghi antitumorali come il Reishi, Maitake, Schitake, la Clorella che aiuta a eliminare i metalli pesanti,la Spirulina fonte di proteine vitamine e sali minerali, l’olio di Krill e di Lino ricco di omega 3 -6.

I cibi crudi e fermentati (verdure, frutta) sono ricchi di enzimi che aiutano la digestione dei cibi. Inoltre, alcune verdure crude come il cavolo e i broccoli frullati e centrifugati contengono sostanze antitumorali. L’aggiunta di enzimi come la bromelina e papaya aiutano la digestione del cibo.

Farmaci antiacidi antibiotici cambiano il ph digestivo, indebolendo gli enzimi, importante, quindi, è l’integrazione di enzimi digestivi in soggetti che assumono farmaci. Per favorire la produzione di bile alcune erbe amare come la cicoria, la rucola, il radicchio possono essere aggiunte tritate crude.

Quando un soggetto è in preda a un cancro, la sola riduzione drastica di calorie, proteine e grassi animali contribuisce alla riduzione della massa, l’alcalinizzazione del sangue con una dieta ricca di vegetali, potenzia l’effetto della terapia anticancro rendendo la cellula cancerosa più aggredibile dai chemiotarapici e dai rimedi naturali immunomodulanti. Inoltre, il tessuto alcalinizzato e ossigenato rende difficile la vita alla cellula cancerosa che invece si adatta bene in un ambiente acido e privo di ossigeno.

Per ricapitolare, quindi, evitate l’eccesso di carboidrati che stimolando troppa insulina. Ciò predispone al cancro e alla obesità, l’eccesso di grasso intraddominale provoca infiammazioni silente ma costante, che può predisporre a varie patologie degenerative e neoplastiche.

Formulare una dieta è un atto medico che richiede una profonda analisi, considerando tutte le varianti individuali. Ogni organismo animale ha una sua sensibilità e tolleranza verso alcuni, per cui è difficile formulare una dieta tipo. Il cibo è la prima medicina per un soggetto oncologico.

Affermazioni derivanti dalla mia personale pratica professionale.

 

Dott. Alessandro Prota

Esperto in Medicina Naturale Veterinaria

www.alessandroprota.it

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